Sicurezza
LA POLEMICA
"Insegnare gratis è permesso" L'università replica ai precari
Contratti di insegnamento gratuito all'università, si può. Ad affermarlo, rispondendo alle proteste dei precari, è lo stesso ateneo pisano. "I contratti gratuiti sono previsti dalla legge nazionale". Ma la secca replica continua a generare polemiche
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Botta e risposta tra università e precari sui contratti di insegnamento gratuito. A lanciare il sasso nello stagno sono stati i precari che - con una manifestazione organizzata davanti alle sedi dell'università - hanno detto basta a questo tipo di impiego non retribuito.
Ma l'ateneo replica affermando che è tutto regolare. L’Università di Pisa ricorda infatti che la possibilità di emanare bandi per incarichi di insegnamento a titolo gratuito è sancita da un decreto ministeriale dell’8 luglio 2008 ed è stata recepita nel Regolamento di Ateneo per la disciplina degli incarichi di insegnamento e per le attività didattiche integrative, emanato il 29 maggio 2009, n. 7968.
Secondo il regolamento alle selezioni possono partecipare tutti i candidati in possesso dei requisiti previsti dai bandi. La verifica delle eventuali incompatibilità legate allo status dei candidati (ad esempio dottorandi e assegnisti di ricerca, categorie che non possono insegnare) ritenuti idonei all’affidamento dell’incarico di insegnamento è demandata ai presidi, nel momento in cui formalizzano il conferimento degli incarichi stessi
Secondo l'università il nuovo regolamento didattico di ateneo, con riferimento ai corsi riformati, consente di norma di bandire incarichi di insegnamento fino a 36 crediti complessivi per le lauree triennali e fino a 24 per le lauree magistrali, che rappresentano una quota marginale rispetto ai 180 crediti richiesti per il conseguimento della triennale ed ai 120 crediti richiesti per la laurea magistrale.
"Per la maggior parte - fanno sapere dall'ateneo - tranne casi molto particolari e comunque riferiti a corsi ancora organizzati secondo il decreto ministeriale del 1999 attualmente in via di trasformazione in accordo con il D.M. 270/2004, i contratti per incarichi di insegnamento che vengono banditi si riferiscono a insegnamenti complementari e professionalizzanti che hanno lo scopo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro rendendo più completa l’offerta formativa di base dei Corsi di laurea. In genere, tali contratti vengono stipulati con professionisti dei vari settori mentre un’altra parte dei contratti vengono stipulati in applicazione di convenzioni con altre università (per esempio Scuola Normale Superiore e Scuola Sant’Anna) o con enti di ricerca (CNR). Anche i docenti strutturati o in pensione dell’Università possono ricevere i predetti incarichi di insegnamento"
Ma l'ateneo replica affermando che è tutto regolare. L’Università di Pisa ricorda infatti che la possibilità di emanare bandi per incarichi di insegnamento a titolo gratuito è sancita da un decreto ministeriale dell’8 luglio 2008 ed è stata recepita nel Regolamento di Ateneo per la disciplina degli incarichi di insegnamento e per le attività didattiche integrative, emanato il 29 maggio 2009, n. 7968.
Secondo il regolamento alle selezioni possono partecipare tutti i candidati in possesso dei requisiti previsti dai bandi. La verifica delle eventuali incompatibilità legate allo status dei candidati (ad esempio dottorandi e assegnisti di ricerca, categorie che non possono insegnare) ritenuti idonei all’affidamento dell’incarico di insegnamento è demandata ai presidi, nel momento in cui formalizzano il conferimento degli incarichi stessi
Secondo l'università il nuovo regolamento didattico di ateneo, con riferimento ai corsi riformati, consente di norma di bandire incarichi di insegnamento fino a 36 crediti complessivi per le lauree triennali e fino a 24 per le lauree magistrali, che rappresentano una quota marginale rispetto ai 180 crediti richiesti per il conseguimento della triennale ed ai 120 crediti richiesti per la laurea magistrale.
"Per la maggior parte - fanno sapere dall'ateneo - tranne casi molto particolari e comunque riferiti a corsi ancora organizzati secondo il decreto ministeriale del 1999 attualmente in via di trasformazione in accordo con il D.M. 270/2004, i contratti per incarichi di insegnamento che vengono banditi si riferiscono a insegnamenti complementari e professionalizzanti che hanno lo scopo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro rendendo più completa l’offerta formativa di base dei Corsi di laurea. In genere, tali contratti vengono stipulati con professionisti dei vari settori mentre un’altra parte dei contratti vengono stipulati in applicazione di convenzioni con altre università (per esempio Scuola Normale Superiore e Scuola Sant’Anna) o con enti di ricerca (CNR). Anche i docenti strutturati o in pensione dell’Università possono ricevere i predetti incarichi di insegnamento"
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