La protesta
PISA
"Ora basta insegnare gratis" Università, protestano i precari
"Basta con i contratti di insegnamento non retribuiti". Con questo slogan un gruppo di docenti precari ha messo in piedi un presidio davanti alla facoltà di lettere
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Una trentina di ricercatori precari della facoltà di lettere dell'Università di Pisa, assieme a delegati della Cgil e dei Cobas, hanno organizzato un presidio davanti alla facoltà per denunciare "i contratti della vergogna che prevedono insegnamenti per il 2009-2010 non retribuiti".
Il presidio si è tenuto mentre era in corso il consiglio di facoltà che assegnava proprio i contratti. I portavoce dell'assemblea dei precari universitari, nell'annunciare una istruttoria legale contro l'ateneo pisano, spiegano che "chi accetta di insegnare gratuitamente, avendo le stesse mansioni di un professore, lo fa perché costretto o fortemente pressato dal corpo docente di ruolo".
I contratti di insegnamento non retribuito per la facoltà di lettere sono stati 80, ma 25 non sono stati assegnati. "Anche chi accetta un contratto gratuito - continuano i portavoce - non ha alcun tipo di garanzie per l'anno successivo; è solo un 'favore' ai docenti di ruolo".
L'assemblea dei precari ha consegnato poi una lettera al consiglio di facoltà dove si spiega che "i dottorandi di ricerca non possono svolgere attività didattica così come gli assegnisti possono al massimo svolgere attività seminariale".
Il presidio si è tenuto mentre era in corso il consiglio di facoltà che assegnava proprio i contratti. I portavoce dell'assemblea dei precari universitari, nell'annunciare una istruttoria legale contro l'ateneo pisano, spiegano che "chi accetta di insegnare gratuitamente, avendo le stesse mansioni di un professore, lo fa perché costretto o fortemente pressato dal corpo docente di ruolo".
I contratti di insegnamento non retribuito per la facoltà di lettere sono stati 80, ma 25 non sono stati assegnati. "Anche chi accetta un contratto gratuito - continuano i portavoce - non ha alcun tipo di garanzie per l'anno successivo; è solo un 'favore' ai docenti di ruolo".
L'assemblea dei precari ha consegnato poi una lettera al consiglio di facoltà dove si spiega che "i dottorandi di ricerca non possono svolgere attività didattica così come gli assegnisti possono al massimo svolgere attività seminariale".
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