Sicurezza
"Aquiloni" contro i danni al raccoltocausati dai rapaci
Renata Viola
Nell'atavica lotta tra avifauna ed agricoltura quest'ultima sembra segnare un punto in più: il parco di San Rossore ha sperimentato con successo l'"heliokite", un aquilone gonfiabile di fabbricazione francese, che ha permesso, nei diciotto mesi di utilizzo, il contenimento del settanta per cento dei danni causati al raccolto dai rapaci
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PISA. Nell'atavica lotta tra avifauna ed agricoltura quest'ultima sembra segnare un punto in più: il parco di San Rossore ha sperimentato con successo l'"heliokite", un aquilone gonfiabile di fabbricazione francese, che ha permesso, nei diciotto mesi di utilizzo, il contenimento del settanta per cento dei danni causati al raccolto dai rapaci.
Si tratta di un pallone gonfiato ad elio con la coda a forma di aquilone, posizionato fino ad un'altezza di sessanta metri da terra, in grado di salvaguardare circa quattro ettari di coltivazioni. Deve il suo successo al fatto di rappresentare un bersaglio mobile, temuto dagli uccelli per via di quel continuo ondeggiamento che lo rende imprevedibile, oltre che minaccioso.
Perché l'effetto sorpresa è quanto di meglio ci sia per scongiurare le visite dell'avifauna selvatica, ma è anche il più complicato da realizzare, perché i volatili, dopo una breve pavidità iniziale, si assuefanno. Dato l'esiguo costo, circa 200 euro, l'ente parco ha deciso di dotarsi di "heliokite" in grandi quantità e di proporli alle aziende operanti a S Rossore, che li utilizzeranno soprattutto per le colture altamente remunerative, pomodori per l'industria, meloni ed angurie, le preferite dalla gazza e dalla cornacchia grigia.
Oltre agli heliokite, ci sono i palloni "predator", dei palloni colorati ancorati a terra, da cui spiccano grandi occhi minacciosi, adatti a superfici più limitate e indicati soprattutto per colture cereagricole e per vigneti. Un'altra soluzione innovativa già collaudata è il "farfallone", un razzo acustico visivo che, azionato da un'apposita centralina, produce un effetto da rapace in picchiata, grazie ad una serie di piccole esplosioni a catena. È indicato per aree piuttosto ampie, anche due ettari, per coltivazioni orticole e seminative, "amate" dalla cornacchia e dal colombaccio.
Decisamente più caro dei precedenti, sui 700 euro, è anche quello a maggiore impatto acustico: viene perciò suggerito, lontano dai centri abitati e, in abbinamento agli altri due. La continua ricerca di tecnologia per contenere i danni provocati dagli uccelli risponde alle crescenti esigenze delle aziende agricole di San Rossore, ma anche al desiderio di alleggerire l'Ente dall'indennizzo, come previsto dalla normativa sulle aree protette (l. 394/91 art. 15) e sulla protezione della fauna (l. 3/94 art. 47), dei danni causati alle colture dalla fauna selvatica.
Per indicare un giusto compromesso, uscirà a settembre il libro dal titolo "I danni provocati dall'avifauna in agroecosistemi" a cura di Luca Gorreri e Lorenzo Galardi, presentato da Giancarlo Lunardi, presidente dell'Ente parco. Il volume, frutto della collaborazione con l'Arsia, è stato richiesto, in formato elettronico, dalla segreteria della commissione agricoltura del Senato, che lo utilizzerà per deliberare in materia di danni arrecati dalla fauna selvatica.
Si tratta di un pallone gonfiato ad elio con la coda a forma di aquilone, posizionato fino ad un'altezza di sessanta metri da terra, in grado di salvaguardare circa quattro ettari di coltivazioni. Deve il suo successo al fatto di rappresentare un bersaglio mobile, temuto dagli uccelli per via di quel continuo ondeggiamento che lo rende imprevedibile, oltre che minaccioso.
Perché l'effetto sorpresa è quanto di meglio ci sia per scongiurare le visite dell'avifauna selvatica, ma è anche il più complicato da realizzare, perché i volatili, dopo una breve pavidità iniziale, si assuefanno. Dato l'esiguo costo, circa 200 euro, l'ente parco ha deciso di dotarsi di "heliokite" in grandi quantità e di proporli alle aziende operanti a S Rossore, che li utilizzeranno soprattutto per le colture altamente remunerative, pomodori per l'industria, meloni ed angurie, le preferite dalla gazza e dalla cornacchia grigia.
Oltre agli heliokite, ci sono i palloni "predator", dei palloni colorati ancorati a terra, da cui spiccano grandi occhi minacciosi, adatti a superfici più limitate e indicati soprattutto per colture cereagricole e per vigneti. Un'altra soluzione innovativa già collaudata è il "farfallone", un razzo acustico visivo che, azionato da un'apposita centralina, produce un effetto da rapace in picchiata, grazie ad una serie di piccole esplosioni a catena. È indicato per aree piuttosto ampie, anche due ettari, per coltivazioni orticole e seminative, "amate" dalla cornacchia e dal colombaccio.
Decisamente più caro dei precedenti, sui 700 euro, è anche quello a maggiore impatto acustico: viene perciò suggerito, lontano dai centri abitati e, in abbinamento agli altri due. La continua ricerca di tecnologia per contenere i danni provocati dagli uccelli risponde alle crescenti esigenze delle aziende agricole di San Rossore, ma anche al desiderio di alleggerire l'Ente dall'indennizzo, come previsto dalla normativa sulle aree protette (l. 394/91 art. 15) e sulla protezione della fauna (l. 3/94 art. 47), dei danni causati alle colture dalla fauna selvatica.
Per indicare un giusto compromesso, uscirà a settembre il libro dal titolo "I danni provocati dall'avifauna in agroecosistemi" a cura di Luca Gorreri e Lorenzo Galardi, presentato da Giancarlo Lunardi, presidente dell'Ente parco. Il volume, frutto della collaborazione con l'Arsia, è stato richiesto, in formato elettronico, dalla segreteria della commissione agricoltura del Senato, che lo utilizzerà per deliberare in materia di danni arrecati dalla fauna selvatica.
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