Il Tirreno

Pisa

Raffiche di vento fino a cento chilometri all’ora. Numerosi interventi per rimuovere piante e rami pericolanti

Paura e danni nei bagni per la libecciata

Donatella Lascar
Un albero si è abbattuto su un’auto. Nell’immagina a fianco piante finite nell’area di un rimessaggio a causa della libecciata
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Un albero si è abbattuto su un’auto. Nell’immagina a fianco piante finite nell’area di un rimessaggio a causa della libecciata

MALTEMPO Una notte d'apprensione, contenuti però gli effetti disastrosi per la maggior parte degli stabilimenti

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PISA. Nelle ultime 24 ore il libeccio, che ha raggiunto anche i cento chilometri orari ha spazzato tutto il litorale, ma a subire i maggiori danni è stato soltanto il bagno Gorgona di Marina di Pisa. Si parla di danni stimati già per circa 5mila euro, ma è probabile che sarà necessario anche riportare la sabbia e perciò la cifra è destinata almeno a raddoppiarsi.
Per gli altri bagni i soliti disagi: salmastro da togliere dalle sdraio, sabbia da spazzare dalle cabine, ombrelloni da rimontare. Sotto accusa la diga davanti al Gorgona che in questi ultimi anni non è stata rinforzata e che ogni anno sprofonda sempre più. Una barriera indispensabile che serve come baluardo alla furia del mare per tutti gli stabilimenti marinesi che altrimenti non esisterebbero più.
Il bagno Gorgona è il bagno storico di Marina e da sempre in mano alla stessa famiglia. Esiste da più di 50 anni e vanta clienti di così lunga data che si sono adoperati, nel limite del possibile, nel dare una mano ai proprietari.
«Quando la diga era più alta i danni delle mareggiate erano decisamente più contenuti perché ci proteggeva molto di più - afferma Patrizia Fabbri, proprietaria dello stabilimento - al momento poi non siamo neanche al corrente se sono previsti per il futuro degli interventi a sostegno visto anche la realizzazione del porto».
Il bagno è costruito su due livelli, la spiaggia normale dove non ci sono stati danni perché gli ombrelloni erano stati tolti a seguito delle previsioni che davano libeccio, e poi una terrazza con vasche di rena dove prima del disastro c'erano 120 ombrelloni. La furia del mare è stata tale che è salito fino sopra la terrazza trascinando con sé gli ombrelloni e le sdraio. I proprietari, che in estate vivono sul bagno, dalle quattro del mattino si sono messi all'opera per recuperare tutto quanto.
La forza del mare è stata tale che ha portato via anche delle balaustre di legno e addirittura dei supporti in cemento armato della terrazza. Per ripristinare la spiaggia con la sabbia rimasta è stata chiamata una ruspa.
Un altro punto dove la furia del vento ha fatto danni è stato presso il bagno Vittoria di Tirrenia. Qui ha divelto due basamenti in cemento per ombrelloni con una capienza di quattro ombrelloni ciascuno. Un danno rilevante, a detta del proprietario del bagno Silvio Gonnelli, ma ancora da quantificare.
Anche all'interno del centro abitato non sono mancati problemi e in più di un caso sono intervenuti i vigili del fuoco. Infatti hanno dovuto rimuovere un albero caduto sopra un'auto a causa delle raffiche di vento. Era in sosta nel parcheggio inaugurato di recente in via dell'Edera. Poi, alberi caduti anche lungo l'Arno in prossimità di rimessaggi e rami pericolanti rimossi un po' ovunque.

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