Sicurezza
Bagni, proteste per i vu'cumpràma niente razzismo in spiaggia
Donatella Lascar
Viaggio sul litorale dove i vu’ cumprà sono aumentati rispetto agli anni passati. E dove nei giorni scorsi è scoppiata la protesta per le troppe presenze di venditori abusivi in spiaggia. Alcuni balneari: «L'unico problema è legato al numero, ma alla fine si può convivere»
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PISA. È il numero a fare la differenza, non il comportamento. L'ordinanza antiborsone ha prodotto l'effetto di spostare sul litorale molti ambulanti che popolavano il centro cittadino. I bagnanti, in realtà, non sono poi così infastiditi dai cosiddetti vu' cumprà che popolano le spiagge del litorale. Forse i titolari degli stabilimenti balneari sono più preoccupati dei loro clienti.
È vero che l'uso indiscriminato dei servizi igienici, delle sdraio o di altri spazi all'interno dei bagni può creare qualche problema, ma come sostiene la proprietaria del bagno Nirvana (Calambrone), Tania Becchere, l'importante è parlare: «Se c'è qualcosa che non va, lo diciamo e così si evitano problemi. Chi non si comporta bene viene mandato via. Ma i clienti non si sono lamentati più di tanto. Si sa che c'è quello più tollerante e quello meno, ma in linea di massima non abbiamo avuto nessuna lamentela degna di nota. L'unica cosa è che i venditori sono aumentati tanto rispetto allo scorso anno».
«È una questione culturale - sostiene il titolare del bagno Alma di Tirrenia - La loro è un'educazione diversa dalla nostra. I comportamenti poco ortodossi, come sdraiarsi tra le cabine, da loro non sono considerati come qualcosa che non si fa».
«Basta dire "no grazie" ed è risolto tutto», osserva una signora che da diversi anni va al mare sulle spiagge di ghiaia di Marina insieme alle quattro nipotine. «Non abbiamo mai avuto problemi con i venditori stranieri, l'unica cosa è che, in effetti, sono un po' troppi».
Alla signora con le nipotine fa eco un'altra più giovane, che non ritiene i venditori un problema. «Non ci sono quasi più spiagge libere, è tutto a pagamento - afferma la signora - e noi che siamo qui al sole senza far niente e che magari spendiamo 4 o 5 euro per un parcheggio, non possiamo pensare che persone che lavorano sotto il sole cocente disturbino. Sono stata precaria per diciannove anni all'università e da due sono disoccupata, potrei finire come loro».
Altri invece vedono la presenza degli extracomunitari sulle nostre spiagge come una nota di colore. A sostenerlo è una turista di Padova, venuta a trascorrere il fine settimana sulla nostra costa.
Il problema, quindi, è come gestire il fenomeno. Fabio Bulleri, titolare del bagno Fortuna a Marina, sostiene che è necessaria una regolamentazione. «I senegalesi in generale non creano problemi - dice -, sono più che altro gli indiani i più maleducati e insistenti e che svegliano i clienti mentre dormono per vendere loro qualcosa. Molti di questi ambulanti li conosco, perché c'erano già anche gli anni scorsi, ma se ne sono aggiunti altri e in 24 metri di fronte mare sette ambulanti tutti insieme sono un po' troppi».
Alessandro Cordoni, del bagno Vittoria, concorda con il collega Bulleri: «I servizi in generale sono per i clienti, possiamo chiudere un occhio ma non è sempre possibile. I venditori sono stati allontanati dalla città, ma si è messo il litorale in una situazione difficile. Qui il turismo è locale e forse si è pensato che non sia così importante mantenere il decoro e la legalità, anche se molti di questi extracomunitari sono in regola».
È vero che l'uso indiscriminato dei servizi igienici, delle sdraio o di altri spazi all'interno dei bagni può creare qualche problema, ma come sostiene la proprietaria del bagno Nirvana (Calambrone), Tania Becchere, l'importante è parlare: «Se c'è qualcosa che non va, lo diciamo e così si evitano problemi. Chi non si comporta bene viene mandato via. Ma i clienti non si sono lamentati più di tanto. Si sa che c'è quello più tollerante e quello meno, ma in linea di massima non abbiamo avuto nessuna lamentela degna di nota. L'unica cosa è che i venditori sono aumentati tanto rispetto allo scorso anno».
«È una questione culturale - sostiene il titolare del bagno Alma di Tirrenia - La loro è un'educazione diversa dalla nostra. I comportamenti poco ortodossi, come sdraiarsi tra le cabine, da loro non sono considerati come qualcosa che non si fa».
«Basta dire "no grazie" ed è risolto tutto», osserva una signora che da diversi anni va al mare sulle spiagge di ghiaia di Marina insieme alle quattro nipotine. «Non abbiamo mai avuto problemi con i venditori stranieri, l'unica cosa è che, in effetti, sono un po' troppi».
Alla signora con le nipotine fa eco un'altra più giovane, che non ritiene i venditori un problema. «Non ci sono quasi più spiagge libere, è tutto a pagamento - afferma la signora - e noi che siamo qui al sole senza far niente e che magari spendiamo 4 o 5 euro per un parcheggio, non possiamo pensare che persone che lavorano sotto il sole cocente disturbino. Sono stata precaria per diciannove anni all'università e da due sono disoccupata, potrei finire come loro».
Altri invece vedono la presenza degli extracomunitari sulle nostre spiagge come una nota di colore. A sostenerlo è una turista di Padova, venuta a trascorrere il fine settimana sulla nostra costa.
Il problema, quindi, è come gestire il fenomeno. Fabio Bulleri, titolare del bagno Fortuna a Marina, sostiene che è necessaria una regolamentazione. «I senegalesi in generale non creano problemi - dice -, sono più che altro gli indiani i più maleducati e insistenti e che svegliano i clienti mentre dormono per vendere loro qualcosa. Molti di questi ambulanti li conosco, perché c'erano già anche gli anni scorsi, ma se ne sono aggiunti altri e in 24 metri di fronte mare sette ambulanti tutti insieme sono un po' troppi».
Alessandro Cordoni, del bagno Vittoria, concorda con il collega Bulleri: «I servizi in generale sono per i clienti, possiamo chiudere un occhio ma non è sempre possibile. I venditori sono stati allontanati dalla città, ma si è messo il litorale in una situazione difficile. Qui il turismo è locale e forse si è pensato che non sia così importante mantenere il decoro e la legalità, anche se molti di questi extracomunitari sono in regola».
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