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Cade e muore nell'Arnoun ragazzo spagnolo

Candida Virgone
Cade e muore nell'Arnoun ragazzo spagnolo

Ivan Fernandez Diaz, originario di Madrid, è morto dopo essere caduto dalla spalletta del lungarno Mediceo, in prossimità del Ponte di Mezzo, da un'altezza di circa 8-10 metri. Da quanto appreso il giovane era venuto a trovare due suoi amici studenti a Pisa con il programma Erasmus

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PISA. Un volo nel vuoto, poi un tonfo sordo ed il buio terribile della morte. L’alba che si alzava sopra l’Arno, ieri mattina a Pisa, ha illuminato a poco a poco il corpo di un ragazzo rimasto a terra, rannicchiato in posizione fetale, in un lago di sangue, sul marciapiede che costeggia la riva del fiume. Un ragazzo spagnolo di 27 anni, un universitario da poche ore arrivato in aereo nella città della Torre, era precipitato nel sonno dalla spalletta del ponte di Mezzo, all’altezza di piazza Garibaldi.

Ivan Fernandez Diaz, studente della facoltà di geografia all’università autonoma di Madrid, era venuto a trovare gli amici in Erasmus a Pisa. Dopo una nottata in giro per la città con gli altri, si era addormentato imprudentemente sulle spallette, da cui era precipitato nel sonno restando ucciso sul colpo.

Spettatore involontario della tragedia, pochi minuti prima delle sei, un giovane pisano che attraversava ponte di Mezzo da piazza XX Settembre verso piazza Garibaldi. Aveva visto quel corpo assopito sulle spallette, proprio nel punto più stretto, e poi girarsi nel sonno, come per cambiare posizione, e cadere nel vuoto, senza che lui potesse fermarlo, raggiungerlo.
Ivan aveva «fatto serata» con gli amici, girando per i locali della movida, fra monumenti, ragazzi, stradine e bevute. Poi alle 5 si era separato dal gruppo. Stanchissimo dal viaggio e dalla nottata, lui si era fermato in piazza Garibaldi. Mi riposo un po’, aveva detto. Gli amici avevano promesso di tornare subito. Andiamo a casa a cambiarci, ci vediamo fra poco e continuiamo a girare: si erano salutati.

In una tragica catena di fatali coincidenze, Ivan si era addormentato proprio all’inizio della spalletta, nel punto in cui questa è più sottile, dove non esiste un camminamento immediatamente sottostante, che avrebbe potuto fermare la terribile corsa del corpo addormentato verso il vuoto, nel tratto che sovrasta non la terra battuta o la sponda di sabbia del fiume, come in altri punti, ma il marciapiede di cemento. Un sonno profondo lo aveva sopraffatto. Dormiva, sognava, pensava di certo di essere nel suo letto: si è girato ed è precipitato.

Quando gli amici sono tornati in piazza Garibaldi, c’erano già i carabinieri del nucleo radiomobile, chiamati dal passante, a fare il sopralluogo. Era bastato uno sguardo per capire che per Ivan non c’era più niente da fare, come ha confermato il medico arrivato poco dopo. Una tragedia incomprensibile ed inaccettabile, che ha lasciato i ragazzi disperati. Il gruppo di amici aveva bevuto qualche bicchiere di troppo: il giro nei locali aveva mescolato birre e vodka, un’abitudine fin troppo comune fra i giovani e le cui conseguenze sono spesso sottovalutate.

Purtroppo l’imprudenza ogni anno, durante la Luminaria, il Gioco del Ponte o le serate della movida pisana, miete dei feriti, soprattutto stranieri, ma mai si era verificato un incidente mortale. Come incidente infatti la procura ha classificato il decesso di Ivan, sul cui corpo il pm che coordina l’inchiesta, Aldo Mantovani, ha stabilito comunque un esame autoptico, previsto per oggi. Ieri pomeriggio, accompagnato da un amico di famiglia, è giunto in aereo da Madrid il padre, ricevuto dal vicesindaco Paolo Ghezzi e ospitato dall’amministrazione. Scortato dagli amici, l’uomo, straziato dal dolore ma lucido, ha voluto visitare il luogo in cui poche ore prima il figlio aveva perso la vita, chiedendosi anche lui, come gli altri, il perché di quella fatale successione di coincidenze. Se solo fosse caduto un po’ più in là, se anche fosse caduto dal centro del ponte - ripeteva - forse si sarebbe salvato. Gli ospiti della piccola comunità spagnola che vive a Pisa per l’Erasmus erano arrivati in tanti per la Despedida, la festa di arrivederci in programma per sabato, una festa che non si farà più. A loro si è stretto, addolorato, il mondo degli universitari pisani, dove tutti si conoscono.

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