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Bimba muore prima del partoavvisi di garanzia a tre medici

Bimba muore prima del partoavvisi di garanzia a tre medici

Tre avvisi di garanzia sono stati emessi dalla procura per il caso di una bambina nata morta in ospedale. La piccola è spirata nell'utero della mamma poco prima del momento del parto. Il dramma è avvenuto lunedì scorso nella clinica Rook del Santa Chiara

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PISA. Tre avvisi di garanzia sono stati emessi dalla procura per il caso di una bambina nata morta in ospedale. La piccola è spirata nell'utero della mamma poco prima del momento del parto. Il dramma è avvenuto lunedì scorso nella clinica Rook del Santa Chiara e sul caso è stata subito avviata un'inchiesta interna di cui si è interessato il manager del rischio clinico dell'Azienda opedaliero-universitaria pisana. Subito dopo, però, tutti gli atti relativi al decesso sono stati trasmessi alla procura. Le indagini sono coordinate dal pm Giovanni Porpora.
Il sostituto ha iscritto tre nomi sul registro degli indagati, quelli di due ginecologi della clinica universitaria e di un'ostetrica a cui sarebbero già arrivati avvisi di garanzia: tutti e tre sarebbero stati presenti al parto.
«Un caso molto particolare e delicato»: come ha commentato il direttore generale dell'Azienda, il dottor Carlo Rinaldo Tomassini. «Gli atti sono stati trasmessi alla procura - ha spiegato - un passo doveroso. La paziente è stata ricoverata all'unità operativa universitaria di ginecologia quindici giorni prima dei fatti, per la rottura, alla ventottesima settimanana, della membrana. Si trattava dunque di una gravidanza a rischio che era tenuta costantemente sotto controllo».
Lunedì all'improvviso la situazione sarebbe precipitata. La madre, che abiterebbe in Val di Serchio, fra Pisa e Lucca, era in cura presso l'ospedale di Barga, dove esiste un noto centro per la procreazione medica assistita.
Era giunta al settimo mese di gravidanza quando si era sottoposta ad un visita appunto a Barga. Da qui, constatata la rottura della membrana e viste le sue condizioni, era stata inviata per precauzione al vicino ospedale di Pisa, dove era stata ricoverata, appunto perché si trattava di una gravidanza a rischio.
Secondo il racconto dei familiari della donna, che è mamma di un bambino di pochi anni, i medici pisani avevano deciso di attendere ancora qualche settimana prima di far nascere la bimba perché l'intera gestazione si avvicinasse il più possibile alla scadenza dei nove mesi. Fino a quel momento, al di là del problema iniziale, tutto sembrava procedere. Lunedì scorso, poi, la paziente aveva avvertito dolori fortissimi che erano andati avanti per diverso temnpo, finché i medici non avrebbero disposto un intervento d'urgenza. La gestazione era a quel punto quasi alla fine degli otto mesi. L'operazione non sarebbe bastata però a salvare la piccola: il feto era spirato nell'utero della mamma. La bimba quindi quando è venuta alla luce non respirava più.
Il corpicino è stato messo a disposizione dei medici legali ed è scattata l'indagine interna a cui è seguita l'inchiesta della procura.
Il dottor Porpora ha disposto immediatamente l'autopsia sul corpo della piccina per chiarire le cause esatte della morte e le eventuali responsabilità mediche, sia nel decorso della gravidanza, che poi, nel ricovero e nel successivo intervento.
Gli avvisi di garanzia a carico di due medici e di un'ostetrica sarebbero arrivati a ridosso del finesettimana, pochi giorni dopo l'avvio delle indagini.

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di Redazione web