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Quando anche Romeo affondò

Massimo Berutto

Non sono passati neppure 15 anni da quel maledetto primo agosto '94 che pronunciò la parola fine sul Pisa Sporting Club di Romeo Anconetani. Purtroppo, ci risiamo. Modalità diverse, ma il solito triste epilogo. La premessa è stata la stessa: la retrocessione in serie C (adesso ribattezzata Prima Divisione) e l'improvvisa contrazione degli introiti, soprattutto quelli legati ai diritti televisivi. Ed ecco l'inizio della fine, o meglio la punta di un iceberg di debiti che emerge improvvisamente di fronte al Titanic nerazzurro.

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PISA. Non sono passati neppure 15 anni da quel maledetto primo agosto '94 che pronunciò la parola fine sul Pisa Sporting Club di Romeo Anconetani. Purtroppo, ci risiamo. Modalità diverse, ma il solito triste epilogo. La premessa è stata la stessa: la retrocessione in serie C (adesso ribattezzata Prima Divisione) e l'improvvisa contrazione degli introiti, soprattutto quelli legati ai diritti televisivi. Ed ecco l'inizio della fine, o meglio la punta di un iceberg di debiti che emerge improvvisamente di fronte al Titanic nerazzurro. Se questa volta le speranze di salvarsi nonostante il pesante fardello erano legate all'amore e alla generosità di tifosi ed imprenditori locali (uniti dall'impegno delle Istituzioni), nel 1994 il Pisa sembrava poter disporre delle risorse per mettersi al sicuro.

Due le scialuppe: la vendita dei giocatori migliori (Rotella, Rocco, Cristallini, Susic) e il ripescaggio in B ai danni dell'Acireale (per presunte irregolarità nella gara dei siciliani con il Bari). Ma il Pisa venne abbandonato, non trovando giustizia ed essendo poi depredato dei suoi pezzi più rappresentativi, che nessuno volle pagare (a parte Susic, acquistato dal Parma di Tanzi) in attesa di assicurarseli a parametro zero dopo il tracollo. Dalla serie B ALL'Eccellenza in poche settimane. Se la squadra impiegò tredici lunghi anni per compiere il cammino inverso, la piazza seppe rialzarsi immediatamente, affollando la tribuna coperta nella prima amichevole del nuovo Pisa, all'Arena con la Cuoiopelli.
L'orgoglio della città tenne in vita la squadra nei duri mesi prima dell'effettivo passaggio di consegne fra vecchia e nuova società. Ora riparte la salita, sperando in un tragitto più breve.

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