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Disagi e quattordici voli cancellati

Daniele Benvenuti
Passeggeri in attesa al Galilei e alcuni di loro mentre osservano la lista dei voli cancellati
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Passeggeri in attesa al Galilei e alcuni di loro mentre osservano la lista dei voli cancellati

Quattordici voli cancellati, alcuni rinviati e molti ritardi; nessun problema per il volo del presidente cinese Hu Jintao atterrato oltre l'orario previsto ma per cause indipendenti dallo scalo pisano. Questo il consuntivo della giornata di sciopero ieri al Galilei.

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PISA. Quattordici voli cancellati, alcuni rinviati e molti ritardi; nessun problema per il volo del presidente cinese Hu Jintao atterrato oltre l'orario previsto ma per cause indipendenti dallo scalo pisano. Questo il consuntivo della giornata di sciopero ieri al Galilei.
Le otto ore di sciopero proclamate dai sindacati di categoria sono state tamponate dalla Sat con quasi 180 dipendenti precettati (anche quelli dell'Ati Coplat-Arca, operante nello scalo pisano per il carico e scarico dei bagagli e per la pulizia degli aeromobili) secondo le cifre fornite dagli stessi sindacati.
I voli cancellati sono stati quelli sulle tratte per Bristol, Roma Fiumicino, Londra Gatwick, Londra Luton, Madrid, Parigi Charles De Gaulle e Monaco. Sedici invece i voli riprogrammati e quindi partiti in ritardo rispetto all'orario previsto. Le situazioni più complicate per i passeggeri Ryanair in partenza per Francoforte Hahn decollati con undici ore di ritardo, Londra Stansted otto ore e mezzo, Bruxelles Charleroi poco meno di sette ore e Eindhoven sei ore e mezzo.
I passeggeri hanno comunque accolto con rassegnazione il disagio nella stragrande maggioranza dei casi. Qualche problema solo per una scolaresca che è rimasta a terra per la cancellazione del volo mandando su tutte le furie le insegnanti.
La giornata ha comunque visto i sindacati tutt'altro che indeboliti, tanto che hanno risposto all'azienda con un stop del lavoro simbolico di 15 minuti di tutti i dipendenti precettati e soprattutto con un nuovo blocco pomeridiano del parcheggio. «Se la Sat pensava di aver risolto tutto con la precettazione, ha sbagliato alla grande - dicono Tito Ribechini della Cgil, Enzo Casarosa della Uil e Gianluca Federici della Cisl -. La giornata di ieri ha dimostrato che il personale è compatto. 180 comandati è un numero abnorme, ma nonostante questo abbiamo incrociato le braccia in maniera simbolica per quindici minuti. Ovviamente ci scusiamo per i disagi che abbiamo arrecato ai passeggeri che però avranno compreso che le nostre rivendicazioni non erano nei loro confronti».
Una prova di compattezza, secondo i sindacati, che avrà una nuova e più forte dimostrazione il prossimo 20 luglio quando lo sciopero proclamato sarà questa volta di 24 ore. «L'azienda crede di risolvere tutto con la precettazione - concludono i tre rappresentanti -. Noi abbiamo dimostrato questa volta che possiamo fermarci nonostante tutto, anche se in maniera simbolica. Il numero di dipendenti comandati è sicuramente al di fuori della norma. Il 20 luglio abbiamo proclamato 24 ore di sciopero e sicuramente le cose saranno molto diverse».

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