Il Tirreno

Pisa

Contestato Hu Jintao. Il sindaco lo scortaPieroni è più cauto

La visita del presidente cinese alla Torre e alla piazza
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La visita del presidente cinese alla Torre e alla piazza

Una città particolarmente sotto controllo, semiblindata, quella di ieri, per l'arrivo e la successiva partenza di tante personalità politiche che dovevano assistere ai funerali di stato a Viareggio, e per la visita del presidente cinese, contestato a più riprese da filotibetani

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PISA. Una città particolarmente sotto controllo, semiblindata, quella di ieri, per l'arrivo e la successiva partenza di tante personalità politiche che dovevano assistere ai funerali di stato a Viareggio, e per la visita del presidente cinese, contestato a più riprese da filotibetani. Con voli militari sono arrivati il presidente Napolitano, Fini e Schifano, Brunetta, Angela Finocchiaro e Nitto Palma.
Forze dell'ordine pisane e viareggine hanno scortato gli ospiti dal Dall'Oro, lungo l'Aurelia, fino alla costa della Versilia. Sotto controllo in particolare la Statale e i principali incroci della città. Per l'arrivo del presidente cinese, avvenuto allo scalo civile Galilei, è stata presidiata e semiblindata tutta l'area di piazza dei Miracoli e la Torre interdetta ai visitatori.
Hu Jintao, come un turista e col sindaco Marco Filippeschi come «cicerone», ha visitato tutti i momumenti di piazza dei Miracoli posando alla fine per la doverosa foto di rito, vicino alla torre, e in mezzo al prato, dove ha incontrato diversi studenti cinesi che vivono qui. «Il presidente ha dimostrato grande curiosità per i restauri ed i lavori alla Torre - ha detto Filippeschi - monumento che ha detto di conoscere fin da piccolo, ma che vedeva per la prima volta». Filippeschi poi ha auspicato con il presidente cinese «di poter arrivare presto ad un volo diretto Pisa-Shanghai» e a nome dell'amministrazione ha regalato a Hu Jintao una piccola torre d'argento.
Hu Jintao è stato applaudito da molti turisti cinesi, mentre alcuni attivisti dell'Associazione Radicale LiberaPisa, che avevano cercato di intercettare il corteo all'uscita del Galilei, sono stati bloccati e identificati.
«Le forze dell'ordine ci hanno tutti identificati - ha detto Luca Nicotri, presidente di LiberaPisa - ed hanno provato a sequestrarci le bandiere di Free Tibet. È inaccettabile che Hu Jintao venga in Italia per il G8 e a firmare accordi per miliardi di euro, senza che risponda del massacro di 156 uiguri nella regione dello Xinjiang avvenuto appena ieri. La polizia ha impedito questa libera espressione di dissenso, intimando l'arresto se i volontari di LiberaPisa non si fossero allontanati».
Anche nel pomeriggio, durante l'incontro con i conciatori di Santa Croce, sono arrivate le contestazioni da altri simpatizzanti tibetani e da alcuni monaci, tutti identificati e bloccati dai carabinieri. Critico anche il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, che pure ha accompagnato il presidente nella sua visita a Santa Croce. «Dà lustro al nostro sistema produttivo che un grande e moderno Paese come la Cina - ha detto Pieroni - ci dedichi questa attenzione. Tuttavia, la conferma dell'interesse per lo sviluppo dei rapporti di collaborazione economica comporta anche una grande attenzione al rispetto effettivo dei diritti umani delle persone e delle minoranze etniche, quale parte imprescindibile dello sviluppo di un grande Paese e condizione essenziale per mantenere relazioni positive con l'Italia e con l'Unione Europea».
C.V.

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