Gioco
La Sat sale in Borsai voli aumentanoi passeggeri tengono
Marco Barabotti
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Passeggeri all’aeroporto e a fianco Gina GianiEntro l'anno nuova aerostazione merci e la seconda pista Presto la convenzione con la Delta per il Pisa-New York
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di Marco Barabotti
Prima intervista a Gina Giani come amministratore delegato dell'aeroporto Galilei.
Come va lo scalo pisano?
«Bene, nonostante la crisi».
E in termini di voli?
«Siamo collegati con 61 aeroporti, 9 nazionali e 52 internazionali».
Rispetto al 2008 sono di più o di meno?
«Siamo a 415 voli la settimana, l'anno scorso erano 388».
E le nuove rotte?
«11 in più, che in tempo di recessione è tanta roba».
Il traffico passeggeri come va?
«Nel 2008 abbiamo sfiorato i 4 milioni: esattamente 3 milioni e 963mila. Un aumento del 6,4%, con una media nazionale di 1,8%. A livello di scali regionali, siamo il secondo aeroporto internazionale d'Italia, dopo Venezia, esclusi naturalmente Roma e Milano».
Quest'anno come va?
«Ho gli ultimi dati, arrivati proprio oggi. Dal primo gennaio al 30 giugno di quest'anno abbiamo una perdita dello 0,44% di passeggeri (1 milione e 808mila, contro 1 milione e 818 mila), che se non è la più bassa in assoluto è una fra le più contenute d'Italia».
E il volo con New York?
«Presto firmeremo una importante convenzione con la Delta. Nonostante la crisi generale del traffico aereo riusciremo a mantenere i voli settimanali per la Grande Mela almeno da aprile a novembre».
Peccato per il crollo del traffico merci.
«Sì, la contrazione nel 2008 è stata netta, di circa il 54%. Qui la crisi economica generale si è fatta sentire molto. Se ci vogliamo consolare, in altri scali italiani è andata anche peggio».
Presto nascerà il nuovo Cargo Village.
«Sì, realizzeremo alla fine dell'estate lo spostamento dell'aerostazione merci sull'altro versante, verso l'Aurelia, e ciò avrà notevoli effetti positivi anche sul traffico, dando un po' più di sollievo al quartiere».
Per i lavori sulla seconda pista a che punto siamo?
«Termineranno entro l'anno. Ciò ci permetterà di liberare la pista principale per le opere di miglioria».
Il titolo Sat come va?
«Bene. Se l'anno scorso abbiamo avuto un calo del 31,3% contro un meno 48% della media nazionale, a metà del 2009 abbiamo recuperato il 16,10% a fronte di un meno 1,05% generale, con raffronti significativi: Firenze è sotto anche nel 2009, con un meno 13,25%, Venezia è a meno 12,5%. A livello di Borsa, dunque, godiamo buona salute».
Un po' meno nei rapporti sindacali.
«Operando nel contesto di crisi economica generalizzata, risentiamo della recessione. Nononostate la situazione non sia brillante per nessuno, abbiamo assorbito la riduzione di oltre il 50% del traffico merci senza licenziamenti né significativi impatti sul personale. Quest'anno abbiamo ripreso tutti gli stagionali del 2008 salvo alcune fisiologiche eccezioni e nel settore Security abbiamo assunto 14 nuovi stagionali».
Quanti sono i contratti a tempo indeterminato?
«Ben l'85 per cento dei 463 dipendenti. Con una caratterizzazione: siamo un'azienda al femminile. Il 52% del personale è donna e il 34% è madre e dunque vi sono politiche di facilitazione per lavoratrici madri».
Le retribuzioni come sono: più alte o più basse degli altri scali italiani?
«Abbiamo fatto il benchmark dei principali scali regionali. A noi un dipendente ci costa 49mila 676 euro l'anno, mentre quello degli altri scali è minore: 43mila 856 euro a Bergamo, 44mila a Verona, 47.553 a Bologna e così via. Insomma, le retribuzioni sono tra le più alte d'Italia nel settore».
Come giudica le tensioni sindacali?
«Incomprensibili, tenuto conto del contesto di grave recessione in cui siamo».
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