Il dolore
«La spazzatura va ritirata a domicilio»
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Cassonetti stracolmi, un’immagine frequente nel territorio pisanoLa raccolta porta a porta dei rifiuti estesa a tutta la città.
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PISA. La raccolta porta a porta dei rifiuti estesa a tutta la città: ecco l'antidoto necessario contro il degrado del centro e della periferia e per evitare la costruzione di nuovi inceneritori.
Legambiente Pisa, dopo il reportage del "Tirreno" sul degrado delle isole ecologiche del centro storico, rievoca quello che per molti cittadini è uno spettro: la raccolta domiciliare dei rifiuti, abolita a seguito di un referendum tra i residenti di Tramontana poco più di due anni fa.
Secondo l'associazione ambientalista, infatti, è questa l'unica soluzione che «libera dai cassonetti e responsabilizza i cittadini», anche se «deve essere bene organizzata, a partire dal coinvolgimento degli utenti, affinché siano partecipi e convinti».
«Il porta a porta - dice Legambiente - fu purtroppo abbandonato quando dava buoni risultati. E oggi le percentuali della raccolta differenziata nel centro storico di Tramontana sono in calo. Da alcuni anni le percentuali nel territorio comunale e in quello provinciale si attestano intorno al 35 per cento, lontano quindi dall'obiettivo della Regione del 55 per cento e dai risultati raggiunti da alcuni Comuni in diverse parti d'Italia che raccolgono in modo differenziato oltre il 70 per cento dei rifiuti».
Il primo passo? Deve essere «una campagna capillare d'informazione - continua Legambiente -. Una raccolta puntuale deve essere il secondo. Dopo si possono e si devono utilizzare anche le sanzioni per chi non rispetta quelle che sono norme del vivere civile, prima ancora che disposizioni di legge».
A.F.
Legambiente Pisa, dopo il reportage del "Tirreno" sul degrado delle isole ecologiche del centro storico, rievoca quello che per molti cittadini è uno spettro: la raccolta domiciliare dei rifiuti, abolita a seguito di un referendum tra i residenti di Tramontana poco più di due anni fa.
Secondo l'associazione ambientalista, infatti, è questa l'unica soluzione che «libera dai cassonetti e responsabilizza i cittadini», anche se «deve essere bene organizzata, a partire dal coinvolgimento degli utenti, affinché siano partecipi e convinti».
«Il porta a porta - dice Legambiente - fu purtroppo abbandonato quando dava buoni risultati. E oggi le percentuali della raccolta differenziata nel centro storico di Tramontana sono in calo. Da alcuni anni le percentuali nel territorio comunale e in quello provinciale si attestano intorno al 35 per cento, lontano quindi dall'obiettivo della Regione del 55 per cento e dai risultati raggiunti da alcuni Comuni in diverse parti d'Italia che raccolgono in modo differenziato oltre il 70 per cento dei rifiuti».
Il primo passo? Deve essere «una campagna capillare d'informazione - continua Legambiente -. Una raccolta puntuale deve essere il secondo. Dopo si possono e si devono utilizzare anche le sanzioni per chi non rispetta quelle che sono norme del vivere civile, prima ancora che disposizioni di legge».
A.F.
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