Sicurezza
Scooter e bici, un'ondata di furti
Giovanni Parlato
◗
Biciclette nelle rastrelliere all’interno dell’universitàLa razzìa continua. La scorsa settimana, un'ondata di furti di biciclette e scooter si è abbattuta sulla città tanto che gli investigatori parlano di una possibile organizzazione malavitosa che ha trasportato la refurtiva all'estero
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. La razzìa continua. La scorsa settimana, un'ondata di furti di biciclette e scooter si è abbattuta sulla città tanto che gli investigatori parlano di una possibile organizzazione malavitosa che ha trasportato la refurtiva all'estero. Nazione sospetta la Romania. Da lunedì scorso, in vista del G8 all'Aquila, gli accordi di Schengen sono stati sospesi e sono tornati i controlli alle frontiere.
«C'è stata un'impennata di denunce - dice Sergio Deri della polizia municipale - e pensiamo che non possono essere sempre i soliti noti. Il tossico non ne ruba 15 al giorno. Mentre la scorsa settimana, i furti di biciclette e anche di motorini sono stati ripetuti, una strage».
Le biciclette sono state rubate ovunque: incatenate ai pali, alle rastrelliere e perfino all'interno dei condomini. Sono state spezzate catene come fossero di burro. Per rubare così tante biciclette, chi ha agito doveva avere al seguito anche un furgone dove nascondere la refurtiva. «Rubare una o due biciclette non è certo un grande affare, ma quando cominciano a diventare decine e decine è un altro paio di maniche. Con la libera circolazione fra gli Stati dell'Unione Europea - continua Sergio Deri - non vengono più effettuati controlli alle frontiere e un camion pieno di biciclette rubate può transitare liberamente».
Ed è quello che s'ipotizza possa essere accaduto. Questo fenomeno straordinario si somma a quello "ordinario". In città, ci sono persone che abitualmente rubano le biciclette e le rivendono nei soliti posti: principalmente davanti alla mensa universitaria, ma anche davanti alla Coop e altrove.
La polizia municipale ha arrestato 4-5 persone per tentato furto di biciclette, altri per ricettazione. La polizia, sempre per ricettazione, ha denunciato una quindicina di persone di cui molte ripetute volte. Alcuni hanno anche l'obbligo di firma. Un paio di ladri sono stati arrestati perché colti in flagranza di reato.
Dietro i furti, abbiamo il prolifico mercato delle biciclette usate (vendute da 10 a 30 euro) che ha "sporcato" quello sano, quello delle botteghe che faticano a vendere una bicicletta nuova perché i cittadini si sono stufati di spendere soldi per un mezzo che dopo un mese non avranno più. Quindi, anche i cittadini sono in cerca di bici usate a poco prezzo. La richiesta che l'artigiano si sente ripetere è sempre la solita: ha una bici usata da poco?
E chi ha una bicicletta che vale soltanto una manciata di euro non perde neanche mezza giornata per denunciare il furto. Basta osservare con quali biciclette si aggirano i pisani per le vie: sono soprattutto vecchie e arrugginite. Solo chi ha la certezza di mettere in sicurezza il proprio mezzo, può spendere in una bicicletta di valore.
L'amministrazione comunale, oltre alla punzonatura, ha installato rastrelliere bloccatelaio. Ma non è stato sufficiente. Occorre qualcos'altro per rendere la bicicletta sicura contro i furti sia quotidiani che straordinari.
«C'è stata un'impennata di denunce - dice Sergio Deri della polizia municipale - e pensiamo che non possono essere sempre i soliti noti. Il tossico non ne ruba 15 al giorno. Mentre la scorsa settimana, i furti di biciclette e anche di motorini sono stati ripetuti, una strage».
Le biciclette sono state rubate ovunque: incatenate ai pali, alle rastrelliere e perfino all'interno dei condomini. Sono state spezzate catene come fossero di burro. Per rubare così tante biciclette, chi ha agito doveva avere al seguito anche un furgone dove nascondere la refurtiva. «Rubare una o due biciclette non è certo un grande affare, ma quando cominciano a diventare decine e decine è un altro paio di maniche. Con la libera circolazione fra gli Stati dell'Unione Europea - continua Sergio Deri - non vengono più effettuati controlli alle frontiere e un camion pieno di biciclette rubate può transitare liberamente».
Ed è quello che s'ipotizza possa essere accaduto. Questo fenomeno straordinario si somma a quello "ordinario". In città, ci sono persone che abitualmente rubano le biciclette e le rivendono nei soliti posti: principalmente davanti alla mensa universitaria, ma anche davanti alla Coop e altrove.
La polizia municipale ha arrestato 4-5 persone per tentato furto di biciclette, altri per ricettazione. La polizia, sempre per ricettazione, ha denunciato una quindicina di persone di cui molte ripetute volte. Alcuni hanno anche l'obbligo di firma. Un paio di ladri sono stati arrestati perché colti in flagranza di reato.
Dietro i furti, abbiamo il prolifico mercato delle biciclette usate (vendute da 10 a 30 euro) che ha "sporcato" quello sano, quello delle botteghe che faticano a vendere una bicicletta nuova perché i cittadini si sono stufati di spendere soldi per un mezzo che dopo un mese non avranno più. Quindi, anche i cittadini sono in cerca di bici usate a poco prezzo. La richiesta che l'artigiano si sente ripetere è sempre la solita: ha una bici usata da poco?
E chi ha una bicicletta che vale soltanto una manciata di euro non perde neanche mezza giornata per denunciare il furto. Basta osservare con quali biciclette si aggirano i pisani per le vie: sono soprattutto vecchie e arrugginite. Solo chi ha la certezza di mettere in sicurezza il proprio mezzo, può spendere in una bicicletta di valore.
L'amministrazione comunale, oltre alla punzonatura, ha installato rastrelliere bloccatelaio. Ma non è stato sufficiente. Occorre qualcos'altro per rendere la bicicletta sicura contro i furti sia quotidiani che straordinari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
