Il dolore
degrado
Il centro storico invaso dai rifiuti
Angela Feo
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Ecco come si presentano due punti di raccolta nei quartieri di San Francesco e Santa MariaL'isola ecologica di vicolo del Tidi raccoglie i rifiuti di molti locali del centro storico. Trenta metri più in là l'osteria del Porton Rosso, uno dei fiori all'occhiello della ristorazione pisana, a un passo dal cinema Lumiere e dai Lungarni.
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PISA. L'isola ecologica di vicolo del Tidi raccoglie i rifiuti di molti locali del centro storico. Trenta metri più in là l'osteria del Porton Rosso, uno dei fiori all'occhiello della ristorazione pisana, a un passo dal cinema Lumiere e dai Lungarni.
Qualche volenteroso cerca di smaltire lì la propria spazzatura, cercando di non farsi scoraggiare da un odore nauseabondo e da sacchi di rifiuti che giacciono in terra, sventrati da gatti e gabbiani, nonostante i cassonetti siano semivuoti. Nei raccoglitori dell'indifferenziato si trovano poi scatoloni di cartone, mentre tra i sacchetti dell'organico spiccano grandi sacchi di plastica nera dal contenuto ignoto. Purtroppo non si tratta di un caso isolato. In via Tavoleria, la scena si ripete: montagne di cassette di legno e plastica, puzza, e bustoni sparsi ovunque. In piazza S. Felice, a due passi da piazza dei Cavalieri, sacchi di "multimateriale", plastica, lattine e vetro giacciono in terra, vicino alla campana che dovrebbe raccoglierli. Situazione simile in via Vernagalli, a venti metri dal teatro Verdi. «Nei contenitori dell'organico si trovano persino lampadari scarpe, sellini e manubri di bicicletta», raccontano a Geofor.
Questo comportamento negligente dei cittadini viene fotografato in modo impietoso dai dati sulla raccolta differenziata. Nei quartieri di S. Francesco e di S. Maria, da quando non esiste più il porta a porta dell'organico e del multimateriale (cioè da maggio 2007) la percentuale della raccolta differenziata si è quasi dimezzata, passando dal 73 per cento al 40. La conseguenza è evidente: «Tutto il rifiuto conferito in maniera scorretta - dicono da Geofor - viene smaltito in modo indifferenziato e quindi non riciclato».
Il cartello che indica l'attivazione della videosorveglianza vicino alle isole ecologiche non pare un efficace disincentivo. I vigili urbani raccontano che da febbraio ad oggi in tutto il comune di Pisa sono state elevate 12 contravvenzioni per abbandono di rifiuti, che prevedono una sanzione di 250 euro ciascuna, oltre a 4 denunce per abbandono di rifiuti speciali. Ma forse non è abbastanza. «Sono convinto che l'unico modo per fermare l'inciviltà di alcuni cittadini e del personale di diversi locali, siano le sanzioni - spiega Mauro Maffei, titolare de "Il Porton Rosso" - Non è difficile capire chi siano i colpevoli. Il nostro ristorante è un'oasi in mezzo al degrado. Abbiamo una clientela internazionale, siamo sulla guida Michelin. Ma lo spettacolo che si offre a chi si addentra in questi vicoli, è deprimente». Anche i residenti fanno il mea culpa. «Purtroppo i responsabili di questa situazione siamo noi cittadini - dice Riccardo Farchioni - Ce lo meritavamo il porta a porta». C'è poi chi a smaltire correttamente ci rinuncia.
Qualche volenteroso cerca di smaltire lì la propria spazzatura, cercando di non farsi scoraggiare da un odore nauseabondo e da sacchi di rifiuti che giacciono in terra, sventrati da gatti e gabbiani, nonostante i cassonetti siano semivuoti. Nei raccoglitori dell'indifferenziato si trovano poi scatoloni di cartone, mentre tra i sacchetti dell'organico spiccano grandi sacchi di plastica nera dal contenuto ignoto. Purtroppo non si tratta di un caso isolato. In via Tavoleria, la scena si ripete: montagne di cassette di legno e plastica, puzza, e bustoni sparsi ovunque. In piazza S. Felice, a due passi da piazza dei Cavalieri, sacchi di "multimateriale", plastica, lattine e vetro giacciono in terra, vicino alla campana che dovrebbe raccoglierli. Situazione simile in via Vernagalli, a venti metri dal teatro Verdi. «Nei contenitori dell'organico si trovano persino lampadari scarpe, sellini e manubri di bicicletta», raccontano a Geofor.
Questo comportamento negligente dei cittadini viene fotografato in modo impietoso dai dati sulla raccolta differenziata. Nei quartieri di S. Francesco e di S. Maria, da quando non esiste più il porta a porta dell'organico e del multimateriale (cioè da maggio 2007) la percentuale della raccolta differenziata si è quasi dimezzata, passando dal 73 per cento al 40. La conseguenza è evidente: «Tutto il rifiuto conferito in maniera scorretta - dicono da Geofor - viene smaltito in modo indifferenziato e quindi non riciclato».
Il cartello che indica l'attivazione della videosorveglianza vicino alle isole ecologiche non pare un efficace disincentivo. I vigili urbani raccontano che da febbraio ad oggi in tutto il comune di Pisa sono state elevate 12 contravvenzioni per abbandono di rifiuti, che prevedono una sanzione di 250 euro ciascuna, oltre a 4 denunce per abbandono di rifiuti speciali. Ma forse non è abbastanza. «Sono convinto che l'unico modo per fermare l'inciviltà di alcuni cittadini e del personale di diversi locali, siano le sanzioni - spiega Mauro Maffei, titolare de "Il Porton Rosso" - Non è difficile capire chi siano i colpevoli. Il nostro ristorante è un'oasi in mezzo al degrado. Abbiamo una clientela internazionale, siamo sulla guida Michelin. Ma lo spettacolo che si offre a chi si addentra in questi vicoli, è deprimente». Anche i residenti fanno il mea culpa. «Purtroppo i responsabili di questa situazione siamo noi cittadini - dice Riccardo Farchioni - Ce lo meritavamo il porta a porta». C'è poi chi a smaltire correttamente ci rinuncia.
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