Il Tirreno

Pisa

Giovane accusa l’ex marito, noto medico, di averla fatta prostituire con svariati uomini per appagare le sue perversioni

«Fissava incontri hard e mi filmava»

Candida Virgone
Il palazzo di giustizia a Pisa
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Il palazzo di giustizia a Pisa

«Quello che è accaduto faceva parte, è vero, di un certo nostro modo di vivere, ma io volevo solo smettere, non ce la facevo più». Questo in sintesi il racconto fatto ieri in tribunale da una giovane signora che accusa l'ex marito

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PISA. «Quello che è accaduto faceva parte, è vero, di un certo nostro modo di vivere, ma io volevo solo smettere, non ce la facevo più». Questo in sintesi il racconto fatto ieri in tribunale da una giovane signora che accusa l'ex marito, un noto medico pisano alla soglia dei sessant'anni, di averla costretta a far sesso con altri uomini per anni e di averla filmata durante questi incontri. L'uomo, rinviato a giudizio appunto l'anno scorso dal pm Giovanni Porpora, con l'accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, racconta, ovviamente, tutta un'altra storia. Difeso dall'avvocato Anna Francini, sostiene di non aver mai preteso compensi da nessuno e che quanto avveniva vedeva tutti e due perfettamente consenzienti. Le accuse della donna, madre di un figlio di un precedente matrimonio e molto più giovane del medico, sarebbero state al centro della loro separazione, avviata nel 2006 e tutt'ora in discussione giudiziale. Ieri in tribunale, davanti al giudice monocratico Giulio Cesare Cipolletta, ha deposto la signora. Assistita dall'avvocato Francesco Maresca, del foro di Firenze, con cui si è costituita parte civile, ha chiesto che la sua scabrosa testimonianza avvenisse a porte chiuse.
Secondo l'accusa e secondo la versione della signora, subito dopo il matrimonio il noto professionista avrebbe rivelato particolari tendenze in base alle quali provava piacere nel ritrarla, sia in foto che in video, mentre lei faceva sesso con altri. «Subivo la sua pressione psicologica - ha detto la donna - perché ha una forte personalità e inizialmente ho cercato di assecondarlo per affetto: tutto questo fra il 1996 e il 2000, a Cascina. Quando mi ha chiesto di farlo ancora ho rifiutato. Mi ha convinto a far marcia indietro sulla prima richiesta di separazione, avviata nel 2004, ma nel 2006 ho deciso di chiudere il matrimonio. Gli incontri, organizzati da lui attraverso annunci o conoscenze, si svolgevano sia in casa che in auto. Non correva danaro, ma regali dei partners di turno, a volte anche costosi: si andava dal cellulare all'automobile. Lo scontro è avvenuto quando ho cercato di sottrarmi a queste pressioni». Complessa e delicata, l'inchiesta della procura aveva visto anche l'acquisizione di materiale fotografico e video che dovrebbe documentare gli incontri ma anche le tendenze del professionista. Lui ha preferito non sottoporsi all'esame del giudice, mentre la deposizione della signora è stata breve ma circostanziata: il procedimento è stato aggiornato quindi a fine ottobre prossimo per l'ascolto dei testi della difesa.

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