Il dolore
Il Parco annuncia la svolta dopo la polemica sull’arenile riservato ai dipendenti della Tenuta
«Apriamo la spiaggetta»
Martina Di Colo
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La spiaggetta riservata ai dipendenti della tenuta di San RossoreIl Parco di Migliarino è disponibile ad aprire - con accessi collettivi, organizzati insieme agli enti locali - la spiaggetta di San Rossore, ora riservata ai dipendenti della tenuta ex presidenziale
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PISA. Il Parco di Migliarino è disponibile ad aprire - con accessi collettivi, organizzati insieme agli enti locali - la spiaggetta di San Rossore, ora riservata ai dipendenti della tenuta ex presidenziale. Lo ha detto ieri, rispondendo a una domanda del "Tirreno", il presidente Giancarlo Lunardi. «Del resto - ha spiegato Lunardi durante la conferenza stampa - esistono già esempi di fruizione della spiaggia cogestiti con gli enti locali che durano ormai da anni e stanno dando ottimi risultati».
Lunardi sottolinea che una esperienza del genere sarebbe un potenziamento di quanto già fatto in passato.
«Le convenzioni con i Comuni di San Giuliano e Vecchiano sono attive da ormai tre anni e danno ottimi risultati - spiega Lunardi -. Gruppi di anziani frequentano il Parco e dunque anche il mare, assieme ai bambini dei campi solari. Questo esempio di cogestione tra Parco ed enti locali può essere il modello da estendere ed ampliare per garantire una frequentazione sociale e sostenibile del mare a San Rossore».
Ecco dunque la possibilità, che pare farsi più concreta, di aprire ai cittadini la spiaggetta di San Rossore, seppur in modo mirato e attento grazie ad uno stretto coordinamento con gli enti locali, garanti dei flussi e dell'accesso sostenibile all'area protetta.
Di fatto il Parco, a guardar in punta di diritto e di confini, consente una fruizione delle spiagge straordinaria: Calambrone e Tirrenia, Marina di Vecchiano, Torre del Lago e Marina di Pisa sono tutte nel Parco. Il problema è che pochi lo sanno e che i confini della zona protetta sono per molti solo e soltanto quelli della tenuta ex presidenziale. E veniamo proprio a quella, che ospita una spiaggia di circa ottanta metri quadrati frequentata quasi esclusivamente dai dipendenti della tenuta. Quasi esclusivamente proprio perché, come indicato dal presidente Lunardi, esistono già esempi di fruizione della spiaggia cogestiti con gli enti locali che durano da tempo e stanno dando ottimi risultati.
Infatti, il problema è sempre quello: coniugare uso sociale e tutela di un'area particolarmente bella e fragile. L'idea è di aprire alla fruizione della spiaggia, così come di tutte le strutture che il Parco può mettere a disposizione, attraverso convenzioni con gli enti locali che si facciano da tramite con i cittadini.
Tra spiaggetta riservata a pochi e aperta a tutti - quest'ultima soluzione giudicata incompatibile con le esigenze di protezione ambientale - si profila quindi una fruizione mediata, in grado di garantire ingressi mirati e collettivi, monitoraggio delle presenze dei percorsi, valorizzazione dell'educazione ambientale.
Aprire il Parco ancora di più, e non solo la tenuta di San Rossore, alla città è anche dare visibilità ad un'altra delle straordinarietà pisane. La città è di fatto circondata dal Parco, da San Rossore a Coltano per tutta la fascia costiera. Restano tutti da vedere i tempi e i modi di stipula delle convenzioni, ma la volontà di trasformare un piccolo lembo di sabbia in un'opportunità per gruppi di persone che ne facciano richiesta tramite gli enti locali o le associazioni pare tutt'altro che remota. Non pochi saranno comunque i problemi gestionali che si porranno, vista la natura dei luoghi: la strada per l'accesso al mare è quella di un parco naturale, sterrata e stretta e la pineta, a ridosso del mare, certamente mal sopporterebbe passaggi continui di mezzi a motore.
Scartata dunque la possibilità dell'accesso individuale, si profila la strada già intrapresa dai Comuni di San Giuliano e Vecchiano che potrebbe essere da apripista per esperienze analoghe, magari con un coinvolgimento di più fasce d'età e di interesse, all'orizzonte anche per Pisa.
Lunardi sottolinea che una esperienza del genere sarebbe un potenziamento di quanto già fatto in passato.
«Le convenzioni con i Comuni di San Giuliano e Vecchiano sono attive da ormai tre anni e danno ottimi risultati - spiega Lunardi -. Gruppi di anziani frequentano il Parco e dunque anche il mare, assieme ai bambini dei campi solari. Questo esempio di cogestione tra Parco ed enti locali può essere il modello da estendere ed ampliare per garantire una frequentazione sociale e sostenibile del mare a San Rossore».
Ecco dunque la possibilità, che pare farsi più concreta, di aprire ai cittadini la spiaggetta di San Rossore, seppur in modo mirato e attento grazie ad uno stretto coordinamento con gli enti locali, garanti dei flussi e dell'accesso sostenibile all'area protetta.
Di fatto il Parco, a guardar in punta di diritto e di confini, consente una fruizione delle spiagge straordinaria: Calambrone e Tirrenia, Marina di Vecchiano, Torre del Lago e Marina di Pisa sono tutte nel Parco. Il problema è che pochi lo sanno e che i confini della zona protetta sono per molti solo e soltanto quelli della tenuta ex presidenziale. E veniamo proprio a quella, che ospita una spiaggia di circa ottanta metri quadrati frequentata quasi esclusivamente dai dipendenti della tenuta. Quasi esclusivamente proprio perché, come indicato dal presidente Lunardi, esistono già esempi di fruizione della spiaggia cogestiti con gli enti locali che durano da tempo e stanno dando ottimi risultati.
Infatti, il problema è sempre quello: coniugare uso sociale e tutela di un'area particolarmente bella e fragile. L'idea è di aprire alla fruizione della spiaggia, così come di tutte le strutture che il Parco può mettere a disposizione, attraverso convenzioni con gli enti locali che si facciano da tramite con i cittadini.
Tra spiaggetta riservata a pochi e aperta a tutti - quest'ultima soluzione giudicata incompatibile con le esigenze di protezione ambientale - si profila quindi una fruizione mediata, in grado di garantire ingressi mirati e collettivi, monitoraggio delle presenze dei percorsi, valorizzazione dell'educazione ambientale.
Aprire il Parco ancora di più, e non solo la tenuta di San Rossore, alla città è anche dare visibilità ad un'altra delle straordinarietà pisane. La città è di fatto circondata dal Parco, da San Rossore a Coltano per tutta la fascia costiera. Restano tutti da vedere i tempi e i modi di stipula delle convenzioni, ma la volontà di trasformare un piccolo lembo di sabbia in un'opportunità per gruppi di persone che ne facciano richiesta tramite gli enti locali o le associazioni pare tutt'altro che remota. Non pochi saranno comunque i problemi gestionali che si porranno, vista la natura dei luoghi: la strada per l'accesso al mare è quella di un parco naturale, sterrata e stretta e la pineta, a ridosso del mare, certamente mal sopporterebbe passaggi continui di mezzi a motore.
Scartata dunque la possibilità dell'accesso individuale, si profila la strada già intrapresa dai Comuni di San Giuliano e Vecchiano che potrebbe essere da apripista per esperienze analoghe, magari con un coinvolgimento di più fasce d'età e di interesse, all'orizzonte anche per Pisa.
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