Il Tirreno

Pisa

Un minuto di silenzio per la strage

Renzo Bartoli
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Renzo Bartoli

È cominciata a tutti gli effetti la nuova legislatura della Provincia. Ieri l'insediamento del consiglio con tutti gli adempimenti formali tipici del primo giorno. Prima di ogni altra cosa, però, un momento importante e commosso per l'assemblea: un minuto di raccoglimento per la tragedia di Viareggio

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PISA. È cominciata a tutti gli effetti la nuova legislatura della Provincia. Ieri l'insediamento del consiglio con tutti gli adempimenti formali tipici del primo giorno. Prima di ogni altra cosa, però, un momento importante e commosso per l'assemblea: un minuto di raccoglimento per la tragedia di Viareggio. Poi l'avvio pratico dei lavori nella sala del palazzo di piazza Vittorio Emanuele. Discorso di saluto del presidente Andrea Pieroni, con gli auguri di rito, ma anche un invito alla collaborazione e al rispetto tra forze politiche, «perché - ha sottolineato a più riprese - da noi la popolazione chiede risposte vere ai problemi più sentiti, soprattutto in questo particolare momento di crisi, e non polemiche fini a se stesse».
Sui banchi tanti volti nuovi e una mappa politica assai differente dalla precedente, anche se la proporzione resta di 18 consiglieri alla maggioranza (Pd, Idv, Sinistra) cui si aggiunge il diritto di voto di Pieroni; e 12 ai gruppi di opposizione (Pdl per il centrodestra, Udc al centro, Rc-Comunisti a sinistra).
L'esercito di rappresentanti del Pd rimane, anche se con un paio di componenti in meno rispetto al precedente assetto (da 17 a 15). Ci sono poi new entry che non è forzato definire storiche: l'Idv (con addirittura due consiglieri) e la Lega Nord (con un consigliere più il candidato presidente del centrodestra Sala).
Si modifica sostanzialmente anche l'opposizione, ora più spostata a destra: il Pdl ha 8 consiglieri, mentre nella precedente legislatura An e Forza Italia, insieme, arrivavano a 6. La lista Rifondazione-Comunisti italiani ha portato in consiglio il solo candidato presidente Andrea Corti, così come l'Udc con Maurizio Lucchesi.
In generale, si nota nel consiglio una rappresentanza femminile ristretta: 5 donne nel Pd (grazie anche ai ripescaggi), appena una nel Pdl. E veniamo proprio ai ripescaggi o, meglio, alla surroga dei nominati assessori con i primi non eletti.
Le modifiche, da questo punto di vista, non sono state poche. Si comincia con gli assessori del Pd Picchi e Sanavio, che lasciano il posto a Maida Pistolesi (candidata nel collegio di Cascina III) e Consuelo Arrighi (Peccioli). Sempre nel gruppo del Pd le dimissioni di Juri Sbrana, chiamato in giunta a San Giuliano; spazio dunque al terzo dei non eletti, Graziano Turini, a sua volta nominato assessore provinciale. Si scorre così ancora la graduatoria fermandosi al quarto dei non eletti, ovvero Manolo Panicucci, ex sindaco di Castellina, che era candidato nel collegio di Fauglia.
Un cambio anche all'interno del gruppo dell'Idv, con Alessandra Petreri (da consigliera a vicepresidente della Provincia) sostituita da Arturo Pepe (collegio di Pisa IV).
Guardando i gruppi nello specifico, si notano diversi giovani nel Pd e due ex sindaci: oltre a Panicucci, l'ex primo cittadino di Calci Stefano Lazzerini.
Restando nella maggioranza, l'Italia dei Valori ha due consiglieri, Paolo Locchi (Pisa II) e Arturo Pepe (Pisa IV); dunque, elezioni rappresentative soprattutto del capoluogo. Per La Sinistra invece è entrato in consiglio Massimiliano Casalini, che era candidato nel collegio di Volterra. Una rappresentanza significativa, la sua, visti i clamorosi esiti elettorali per i sindaci in tre comuni della Valdicecina (la stessa Volterra, Pomarance e Castelnuovo).
Anche per il Pdl gli eletti hanno una provenienza abbastanza concentrata nei collegi di Pisa città e della zona del Valdarno: Luperini, Tamberi, Gambini e Gonnella in un caso, Cappelli (Castelfranco), Calò (Santa Croce, Melani (Santa Maria a Monte), più Mattolini (Ponsacco). Mentre la Lega, oltre al candidato presidente Sala, ha portato Gianpiero Carli dal collegio di Santa Croce ai banchi di piazza Vittorio.

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