Sicurezza
Testamento biologico, aperto il registro
Candida Virgone
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Titina Maccioni e Luigi Branchitta presentano il registro del testamento biologicoLa battaglia era cominciata con una mozione che poi era stata firmata da 200 persone
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PISA. Da oggi si può. Si apre stamani a Palazzo Gambacorti l'ufficio dove i pisani potranno lasciare il testamento biologico. È arrivata a fine percorso la battaglia di Luigi Branchitta e Titina Maccioni, che ieri hanno presentato l'intenzione di lasciare il loro per primi.
La presentazione del nuovo ufficio è avvenuta ieri in Comune nella sala detta del Ciuco, guarda caso dove si narra aleggi il fantasma di uno dei Gambacorti e dove una volta c'era l'ufficio cimiteriale. Niente di più appropriato all'esorcizzazione di un momento, come quello della morte, che fa parte della vita. A presentare il nuovo ufficio, con il presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni, e il promotore dell'iniziativa, Luigi Branchitta, c'erano i tecnici che hanno seguito l'iniziativa, il dirigente del settore sociale, Stefania Cantisani, e quello dell'ufficio anagrafe, Alessandro Corucci, che gestirà di fatto lo sportello insieme alla Provincia, aderente all'iniziativa perché possa essere omologa nelle altre località del territorio che volessero adeguarsi. Fra il pubblico il rianimatore Giuseppe de Iaco, per l'associazione "Liberi di scegliere".
«Abbiamo già delle richieste da diversi Comuni italiani - ha detto la presidente - che vogliono ripercorrere la strada pisana: il nostro intento è creare una rete di amministratori italiani che possa diventare operativa su questo tema».
«Sono emozionato - ha detto il consigliere Pd Branchitta -. Siamo finalmente arrivati a compimento di un atto politico che dà un segno di laicità ad un tema che stava diventando ideologico e integralista. Vorrei rispondere alle obiezioni poste nel dibattito che ne è nato. Si dice che questo strumento sul fine vita sarà utilizzato poco: se anche gli unici iscritti fossero Maccioni e Branchitta, sarebbe un atto che sancisce un principio di libertà individuale che è il sale della democrazia. Si dice che il decreto Calabrò potrà vanificare questa istituzione, ma ogni legge in proposito ha e ha avuto bisogno della cosiddetta "dat", cioè dichiarazione anticipata di trattamento. Infine si è detto in questi giorni che interesserà poche persone quando più sondaggi fatti a livello nazionale hanno dimostrato che a chiedere uno strumento sulle decisioni di fine vita è l'80% degli italiani, il 55% dei quali è composto da cattolici praticanti».
«L'unica cosa che mi preoccupa - ha detto Titina Maccioni - è che venga scelta una legge che non sia una mediazione fra laici e cattolici. Deve esserci un principio di tutela della volontà delle persone perché solo così prossimo garantire la libertà individuale garantita dalla Costituzione. C'è anche la necessità - ha concluso - di umanizzare la fine delle persone: la morte, come una volta, deve tornare a far parte della vita. Il culto dei morti fa parte del ciclo della vita, come nelle più grandi tradizioni di civiltà».
L'istituzione di un ufficio per la raccolta del testamento biologico era stata proposta da Branchitta con una mozione presentata in consiglio comunale, poi sottoscritta da duecento adesioni e infine ripresa in una delibera della giunta con cui si è istituito l'ufficio che avrà sede in lungarno Gambacorti 42, all'Urp.
Fra i sottoscrittori tutti i consiglieri del Pd, un ex sindaco, Piero Floriani, docente di letteratura italiana nel nostro ateneo, e poi Ilario Luperini, Maria Giulia Burresi, amministratori, professori universitari e manager.
La presentazione del nuovo ufficio è avvenuta ieri in Comune nella sala detta del Ciuco, guarda caso dove si narra aleggi il fantasma di uno dei Gambacorti e dove una volta c'era l'ufficio cimiteriale. Niente di più appropriato all'esorcizzazione di un momento, come quello della morte, che fa parte della vita. A presentare il nuovo ufficio, con il presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni, e il promotore dell'iniziativa, Luigi Branchitta, c'erano i tecnici che hanno seguito l'iniziativa, il dirigente del settore sociale, Stefania Cantisani, e quello dell'ufficio anagrafe, Alessandro Corucci, che gestirà di fatto lo sportello insieme alla Provincia, aderente all'iniziativa perché possa essere omologa nelle altre località del territorio che volessero adeguarsi. Fra il pubblico il rianimatore Giuseppe de Iaco, per l'associazione "Liberi di scegliere".
«Abbiamo già delle richieste da diversi Comuni italiani - ha detto la presidente - che vogliono ripercorrere la strada pisana: il nostro intento è creare una rete di amministratori italiani che possa diventare operativa su questo tema».
«Sono emozionato - ha detto il consigliere Pd Branchitta -. Siamo finalmente arrivati a compimento di un atto politico che dà un segno di laicità ad un tema che stava diventando ideologico e integralista. Vorrei rispondere alle obiezioni poste nel dibattito che ne è nato. Si dice che questo strumento sul fine vita sarà utilizzato poco: se anche gli unici iscritti fossero Maccioni e Branchitta, sarebbe un atto che sancisce un principio di libertà individuale che è il sale della democrazia. Si dice che il decreto Calabrò potrà vanificare questa istituzione, ma ogni legge in proposito ha e ha avuto bisogno della cosiddetta "dat", cioè dichiarazione anticipata di trattamento. Infine si è detto in questi giorni che interesserà poche persone quando più sondaggi fatti a livello nazionale hanno dimostrato che a chiedere uno strumento sulle decisioni di fine vita è l'80% degli italiani, il 55% dei quali è composto da cattolici praticanti».
«L'unica cosa che mi preoccupa - ha detto Titina Maccioni - è che venga scelta una legge che non sia una mediazione fra laici e cattolici. Deve esserci un principio di tutela della volontà delle persone perché solo così prossimo garantire la libertà individuale garantita dalla Costituzione. C'è anche la necessità - ha concluso - di umanizzare la fine delle persone: la morte, come una volta, deve tornare a far parte della vita. Il culto dei morti fa parte del ciclo della vita, come nelle più grandi tradizioni di civiltà».
L'istituzione di un ufficio per la raccolta del testamento biologico era stata proposta da Branchitta con una mozione presentata in consiglio comunale, poi sottoscritta da duecento adesioni e infine ripresa in una delibera della giunta con cui si è istituito l'ufficio che avrà sede in lungarno Gambacorti 42, all'Urp.
Fra i sottoscrittori tutti i consiglieri del Pd, un ex sindaco, Piero Floriani, docente di letteratura italiana nel nostro ateneo, e poi Ilario Luperini, Maria Giulia Burresi, amministratori, professori universitari e manager.
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