Il Tirreno

Pisa

«Quell'immobile non è più funzionale»

Il presidente Pieroni
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Il presidente Pieroni

«Abbiamo precise responsabilità verso gli studenti»

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PISA. Nelle valutazioni sul Marchesi non deve essere dimenticato che per la sua particolarità è sempre stato fonte di accese polemiche (negli anni Settanta furono necessarie varianti al progetto e subito una nuova impermeabilizzazione delle coperture). Inoltre, già negli atti di allora, essendo una costruzione prefabbricata, si stimava una durata di circa 35 anni (ci siamo). Occorre aggiungere che, secondo stime tecniche, una sua eventuale ristrutturazione avrebbe un costo doppio rispetto ad una costruzione ex novo.
Il presidente della Provincia Andrea Pieroni spiega: «Dobbiamo separare le questioni architettoniche da quelle amministrative. Nessuno vuole portare un attacco alla cultura architettonica contemporanea. Se vogliono, sono altre le istituzioni pubbliche che devono farsi carico di questo problema. Che si facciano avanti. La Provincia invece ha il compito di garantire che la struttura assolva nel modo migliore le sue funzioni in termini di qualità, efficienza e sicurezza, come richiedono gli studenti e le loro famiglie. Nonostante i grandi sforzi economici di questi anni, a fronte di finanziamenti statali per le scuole ormai inesistenti, il Marchesi accusa l'usura del tempo e oggi la didattica ha esigenze non più in linea con quell'edificio. Ho letto - aggiunge Pieroni - che gli appelli anti-demolizione fanno riferimento a supposti interessi speculativi, ma non vedo quali: tutti i proventi dell'operazione Marchesi sarebbero infatti destinati alla costruzione di un nuovo complesso scolastico a Pisanova (accanto alla nuova sede della Provincia, ndr)».

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