La manifestazione
pisa cronaca
Al Tar il concorso contestato
Candida Virgone
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Il professor CassanoIl 13 luglio scade il contratto per gli autori del ricorso ed ancora non si sa che fine faranno gli specialisti
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PISA. Si discuterà entro la fine dell'anno davanti al Tar il caso del concorso contestato che ha coinvolto la psichiatria pisana. Il giudice Cicciò ha infatti chiesto ai ricorrenti, nell'udienza che si è tenuta a Firenze pochi giorni fa, la presentazione di una serie di atti che avverrà entro ottobre. Quindi fisserà la discussione entro dicembre.
La vicenda parte dal ricorso di cinque psichiatri su un concorso presso la clinica pisana diretta dal professor Giovan Battista Cassano, concorso che avrebbe escluso undici aspiranti convinti di avere le carte in regola per farcela. Il gruppo di medici, assistito dall'avvocato Maria Grazia Longo, dello studio Merusi-Toscano, ha chiesto ed ottenuto l'acquisizione dei compiti dei 30 promossi alla prima prova, lo scritto, nel quale sono stati cassati subito ben 40 concorrenti. Le prove, insieme a quelle dei cinque esclusi, sono state esaminate da un perito di parte che è giunto a conclusioni diverse da quelle della commissione esaminatrice, conclusioni esposte nel ricorso. In particolare per un caso di uno dei promossi, con il punteggio, pare, di 22, lo scritto sarebbe stato giudicato totalmente fuori tema, motivazione con cui sarebbe stata bocciata la maggior parte dei partecipanti.
Ecco le contestazioni oggetto del ricorso. In primo luogo la composizione della commissione, che come terzo membro ha avuto un gastroenterologo al posto di uno psichiatra. Quindi l'affermazione del direttore dell'Aoup, Carlo Rinaldo Tomassini, e dell'assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi, che non esistono concorsi per stabilizzare, quando l'azienda ospedaliera policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna ha bandito un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente medico di neonatologia finalizzato - così si dice nel bando - alla stabilizzazione del lavoro precario e alla valorizzazione delle esperienze lavorative svolte presso l'azienda ospedaliero-universitaria di Bologna».
L'Azienda ospedaliero-universitaria avrebbe negato che il presidente della commissione possa essere un universitario quando questo è avvenuto in altri concorsi con autorizzazione chiesta alla Regione da diverse aziende, Firenze e Siena e la stessa Pisa. Infine, nel concorso c'è anche un vizio di forma: «l'identificazione dei concorrenti è avvenuta all'esterno e non nel luogo in cui si è svolta la prova, così che chiunque avrebbe potuto accedervi magari in vece di un altro». Il giudice del Tar ha accordato sul caso non un'udienza cautelare, che avrebbe bloccato il concorso, ma di merito che verrà fissata fra dicembre e gennaio. Intanto, per gli psichiatri si avvicina a grandi passi il 13 luglio, data di conclusione del loro contratto, mentre a ottobre Cassano andrà in pensione. Che succederà?
La vicenda parte dal ricorso di cinque psichiatri su un concorso presso la clinica pisana diretta dal professor Giovan Battista Cassano, concorso che avrebbe escluso undici aspiranti convinti di avere le carte in regola per farcela. Il gruppo di medici, assistito dall'avvocato Maria Grazia Longo, dello studio Merusi-Toscano, ha chiesto ed ottenuto l'acquisizione dei compiti dei 30 promossi alla prima prova, lo scritto, nel quale sono stati cassati subito ben 40 concorrenti. Le prove, insieme a quelle dei cinque esclusi, sono state esaminate da un perito di parte che è giunto a conclusioni diverse da quelle della commissione esaminatrice, conclusioni esposte nel ricorso. In particolare per un caso di uno dei promossi, con il punteggio, pare, di 22, lo scritto sarebbe stato giudicato totalmente fuori tema, motivazione con cui sarebbe stata bocciata la maggior parte dei partecipanti.
Ecco le contestazioni oggetto del ricorso. In primo luogo la composizione della commissione, che come terzo membro ha avuto un gastroenterologo al posto di uno psichiatra. Quindi l'affermazione del direttore dell'Aoup, Carlo Rinaldo Tomassini, e dell'assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi, che non esistono concorsi per stabilizzare, quando l'azienda ospedaliera policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna ha bandito un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente medico di neonatologia finalizzato - così si dice nel bando - alla stabilizzazione del lavoro precario e alla valorizzazione delle esperienze lavorative svolte presso l'azienda ospedaliero-universitaria di Bologna».
L'Azienda ospedaliero-universitaria avrebbe negato che il presidente della commissione possa essere un universitario quando questo è avvenuto in altri concorsi con autorizzazione chiesta alla Regione da diverse aziende, Firenze e Siena e la stessa Pisa. Infine, nel concorso c'è anche un vizio di forma: «l'identificazione dei concorrenti è avvenuta all'esterno e non nel luogo in cui si è svolta la prova, così che chiunque avrebbe potuto accedervi magari in vece di un altro». Il giudice del Tar ha accordato sul caso non un'udienza cautelare, che avrebbe bloccato il concorso, ma di merito che verrà fissata fra dicembre e gennaio. Intanto, per gli psichiatri si avvicina a grandi passi il 13 luglio, data di conclusione del loro contratto, mentre a ottobre Cassano andrà in pensione. Che succederà?
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