Sicurezza
Spiagge di ghiaia, sos servizi
Ogni giorno sono meta di numerosi cittadini, ma appaiono abbandonate a se stesse. E così fioccano le lamentele
4 MINUTI DI LETTURA
MARINA. Ieri è arrivata la tradizionale "burrasca di San Ranieri", anche se non ha avuto proprio l'aspetto di una burrasca, bensì qualche goccia di pioggia che però non ha scoraggiato i bagnanti. Neppure quelli che preferiscono le spiagge di ghiaia a Marina, create in funzione antierosione.
Proprio sul futuro di queste spiagge - al momento libere - ci sono state polemiche. Proprio ieri Confcommercio se l'è presa con il Comune, colpevole - secondo l'associazione diretta da Federico Pieragnoli - di nicchiare in merito all'assegnazione della gestione di queste spiagge prive di servizi e a rischio degrado. Ma che cosa dicono i bagnanti?
C'è chi la prende con ironia, come Francesco Gasperini, che fa ridere la sua ragazza: «I sassi sono comodi e le alghe hanno il loro fascino». E chi si mostra pragmatico: «Preferisco prendere un caffè al bar per andare in bagno, piuttosto che pagare un ombrellone; così risparmio!».
Tutti hanno un modello personale: Portoferraio, la Costa Azzurra o le spiagge bianche a Rosignano. Ma poi fanno i conti con la soluzione a portata di mano e questa non dispiace: certo, di più è meglio, ma in passato era di meno...
Inoltre è impossibile accontentare tutti: Barbara viene in spiaggia solo durante le pause infrasettimanali; se ci fosse la rena, lei si sporcherebbe e non potrebbe rientrare in tempo al lavoro. Luigi Giovannetti invece trova scomodi i "sassi" e preferirebbe la sabbia, come a Tirrenia.
Ma all'unanimità declamano il punto fermo: giù le mani dalla spiaggia libera.
Carla Frontini si improvvisa portavoce di un comitato formato da due coppie con un neonato: «Dovrebbe essere tutta spiaggia libera, al massimo un angolino per i privati che affittano lettini e ombrelloni. A noi basterebbe solo che installassero delle docce per lavarci quando andiamo via. I bagni no, perché la gente li sporca. Per i servizi andiamo al bar, ma se fiutano che parli male l'italiano, cambiano i prezzi. Il mio amico argentino in tre giorni diversi ha pagato lo stesso cappuccino 1 euro, 2 euro e 90 centesimi».
Al contrario, Maria Mainardi di Santa Croce sull'Arno contesta l'obbligo di mangiare un cornetto per avere diritto alla toilette e gradirebbe molto i servizi igienici pubblici. Quanto al sindaco, dovrebbe suggerire alla municipale - aggiunge - «di chiudere un occhio la domenica, quando fioccano le multe nei parcheggi, altrimenti non facilitano il turismo».
Accanto a lei Rachele Riccioni teme il dilagare dell'effetto impunità e non sa se concordare. Ma lamenta la disinformazione: «Due settimane fa i camion sono venuti e hanno fatto alzare tutti. Capisco che ci voglia manutenzione, ma quando è programmata basta mettere un cartello prima». Poi indica un cane in lontananza e lamenta il divieto d'accesso per gli animali.
Il cane non sa del divieto e, contento, entra in spiaggia. Il suo proprietario, il militare Enrico, invece sì, e lo interpreta a modo suo: «Oggi mi fermo 10 minuti e la bestiola ha bisogno di distrarsi un po'. Quando vengo per otto ore, la lascio in appartamento con qualcuno».
In quelle occasioni non porta il classico panino da casa, ma compra in loco, «tanto i prezzi sono moderati». Un cliente pienamente soddisfatto, quindi? «Manca solo il personale di primo soccorso, ma rispetto allo scorso anno sono aumentati i bidoni dell'immondizia e quindi la spiaggia è più pulita». Lo prende come auspicio per trovare i bagnini nel 2010.
Il desiderio più strano ha il copyright dell'Est Europa: la signora ucraina Halyna Yankovych, evidentemente, è abituata a ben altro senso del pudore e richiederebbe tanto delle cabine per cambiarsi, mentre ora «uomini e donne si mettono il costume al riparo di un asciugamano, ma si vede tutto lo stesso». Inutile attribuirlo all'età: qualche metro più avanti, anche il russo Roman, nonostante gli occhiali tattici da playboy, denuncia lo scempio dei bikini volanti.
In generale prevale l'esigenza delle docce, mentre a sorpresa è promossa la pulizia della spiaggia, anche se qualcuno malizioso osserva «perché oggi ci sono poche persone».
Quello che proprio non va giù è il gradino per entrare in acqua: lo chiamano salita, cordolo, rampa, ma il risultato non cambia. Le onde spostano i sassi che si accumulano proprio sulla battigia.
Quando la ghiaia era fine, «la gente la portava via per ornare il giardino», ora è più grossa e «bucherella il fondo schiena», ma il mare vince sempre, tanto che il Comune ha disposto una segnaletica di pericolo: «Attenzione, spiaggia con forte pendenza».
Agostino Ceccarelli, classe 1944, ricorda l'isola in Bocca d'Arno: «Formava due correnti che rifornivano la spiaggia di rena; poi l'isolotto è sparito nel cemento di qualche casa e hanno dovuto mettere queste tonnellate artificiali per non far erodere la costa. Qui è stato fatto un bel lavoro, ma è inutile: la natura non perdona!».
G.C.
Proprio sul futuro di queste spiagge - al momento libere - ci sono state polemiche. Proprio ieri Confcommercio se l'è presa con il Comune, colpevole - secondo l'associazione diretta da Federico Pieragnoli - di nicchiare in merito all'assegnazione della gestione di queste spiagge prive di servizi e a rischio degrado. Ma che cosa dicono i bagnanti?
C'è chi la prende con ironia, come Francesco Gasperini, che fa ridere la sua ragazza: «I sassi sono comodi e le alghe hanno il loro fascino». E chi si mostra pragmatico: «Preferisco prendere un caffè al bar per andare in bagno, piuttosto che pagare un ombrellone; così risparmio!».
Tutti hanno un modello personale: Portoferraio, la Costa Azzurra o le spiagge bianche a Rosignano. Ma poi fanno i conti con la soluzione a portata di mano e questa non dispiace: certo, di più è meglio, ma in passato era di meno...
Inoltre è impossibile accontentare tutti: Barbara viene in spiaggia solo durante le pause infrasettimanali; se ci fosse la rena, lei si sporcherebbe e non potrebbe rientrare in tempo al lavoro. Luigi Giovannetti invece trova scomodi i "sassi" e preferirebbe la sabbia, come a Tirrenia.
Ma all'unanimità declamano il punto fermo: giù le mani dalla spiaggia libera.
Carla Frontini si improvvisa portavoce di un comitato formato da due coppie con un neonato: «Dovrebbe essere tutta spiaggia libera, al massimo un angolino per i privati che affittano lettini e ombrelloni. A noi basterebbe solo che installassero delle docce per lavarci quando andiamo via. I bagni no, perché la gente li sporca. Per i servizi andiamo al bar, ma se fiutano che parli male l'italiano, cambiano i prezzi. Il mio amico argentino in tre giorni diversi ha pagato lo stesso cappuccino 1 euro, 2 euro e 90 centesimi».
Al contrario, Maria Mainardi di Santa Croce sull'Arno contesta l'obbligo di mangiare un cornetto per avere diritto alla toilette e gradirebbe molto i servizi igienici pubblici. Quanto al sindaco, dovrebbe suggerire alla municipale - aggiunge - «di chiudere un occhio la domenica, quando fioccano le multe nei parcheggi, altrimenti non facilitano il turismo».
Accanto a lei Rachele Riccioni teme il dilagare dell'effetto impunità e non sa se concordare. Ma lamenta la disinformazione: «Due settimane fa i camion sono venuti e hanno fatto alzare tutti. Capisco che ci voglia manutenzione, ma quando è programmata basta mettere un cartello prima». Poi indica un cane in lontananza e lamenta il divieto d'accesso per gli animali.
Il cane non sa del divieto e, contento, entra in spiaggia. Il suo proprietario, il militare Enrico, invece sì, e lo interpreta a modo suo: «Oggi mi fermo 10 minuti e la bestiola ha bisogno di distrarsi un po'. Quando vengo per otto ore, la lascio in appartamento con qualcuno».
In quelle occasioni non porta il classico panino da casa, ma compra in loco, «tanto i prezzi sono moderati». Un cliente pienamente soddisfatto, quindi? «Manca solo il personale di primo soccorso, ma rispetto allo scorso anno sono aumentati i bidoni dell'immondizia e quindi la spiaggia è più pulita». Lo prende come auspicio per trovare i bagnini nel 2010.
Il desiderio più strano ha il copyright dell'Est Europa: la signora ucraina Halyna Yankovych, evidentemente, è abituata a ben altro senso del pudore e richiederebbe tanto delle cabine per cambiarsi, mentre ora «uomini e donne si mettono il costume al riparo di un asciugamano, ma si vede tutto lo stesso». Inutile attribuirlo all'età: qualche metro più avanti, anche il russo Roman, nonostante gli occhiali tattici da playboy, denuncia lo scempio dei bikini volanti.
In generale prevale l'esigenza delle docce, mentre a sorpresa è promossa la pulizia della spiaggia, anche se qualcuno malizioso osserva «perché oggi ci sono poche persone».
Quello che proprio non va giù è il gradino per entrare in acqua: lo chiamano salita, cordolo, rampa, ma il risultato non cambia. Le onde spostano i sassi che si accumulano proprio sulla battigia.
Quando la ghiaia era fine, «la gente la portava via per ornare il giardino», ora è più grossa e «bucherella il fondo schiena», ma il mare vince sempre, tanto che il Comune ha disposto una segnaletica di pericolo: «Attenzione, spiaggia con forte pendenza».
Agostino Ceccarelli, classe 1944, ricorda l'isola in Bocca d'Arno: «Formava due correnti che rifornivano la spiaggia di rena; poi l'isolotto è sparito nel cemento di qualche casa e hanno dovuto mettere queste tonnellate artificiali per non far erodere la costa. Qui è stato fatto un bel lavoro, ma è inutile: la natura non perdona!».
G.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
