Italia
pisa
Intossicato dalle pillole del papà
Candida Virgone
◗
Bambini in un reparto pediatrico (foto d’archivio)Un bambino intossicato e finito all'ospedale ed un farmacista nei guai. È il bilancio di una serata da dimenticare per una coppia di genitori pisani.
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Un bambino intossicato e finito all'ospedale ed un farmacista nei guai. È il bilancio di una serata da dimenticare per una coppia di genitori pisani. Il loro piccolo di soli due anni, infatti, eludendo la loro sorveglianza, ha ingoiato alcune pastiglie dimagranti destinate al padre.
Il professionista rischierebbe una denuncia. Padre e madre se ne sono accorti solo dopo poco e il piccolo - tuttora ricoverato in clinica pediatrica sotto osservazione, ma fortunatamente ora in condizioni non tali da destare preoccupazione - è stato sottoposto perfino alla lavanda gastrica. È accaduto domenica sera, verso le 10. Il bambino viaggiava in auto con la famiglia, sul sedile di dietro. Ad un tratto, da un sacchetto poggiato sul sedile, ha preso un tubetto di pillole, un preparato galenico di una farmacia della zona del litorale, l'ha aperto e ha ingoiato alcune pasticche. Quando i familiari si sono accorti di quanto era avvenuto hanno subito portato il bambino al pronto soccorso del Santa Chiara. I medici hanno dovuto sottoporre il piccolo alla lavanda gastrica e poi lo hanno ricoverato in pediatra per tenere sotto osservazione reazioni e possibili complicazioni. C'è stato un vero momento di panico, perché, sulla confezione di pillole non ci sarebbe stata alcuna etichetta con indicazioni utili sul contenuto e tali da indirizzare i medici all'eventuale terapia da somministrare al piccolissimo paziente. Si tratterebbe di una cosa del tutto insolita, perché qualsiasi preparato galenico deve contenere, come una medicina, ogni indicazione necessaria sulla composizione del prodotto. Le indicazioni messe dai farmacisti sui preparati galenici - gli unici in commercio in passato, quando non c'erano i farmaci industriali - corrispondono di fatto al foglietto illustrativo di ogni medicinale, chiamato scientificamente «letteratura», volgarmente, da pazienti e medici, «bugiardello» o «bugiardino». Il fatto che il farmaco non contenesse all'esterno alcuna etichetta avrebbe creato allarme e avrebbe fatto anche perdere ai medici del tempo prezioso, che si sarebbe potuto rivelare fatale se il bambino avesse avuto gravi conseguenze dopo l'assunzione delle pillole. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, i medici del pronto soccorso avrebbero contattato il farmacista, che, non avendo sott'occhio il farmaco, non avrebbe fornito subito informazioni valide. Il medico di guardia ha comunicato l'accaduto all'Azienda ospedaliera e universitaria pisana che sul caso avrebbe avviato un'inchiesta interna. Non si sa se l'episodio possa avere altre conseguenze per il professionista. Il piccolo, sulle cui condizioni i medici hanno rassicurato subito i familiari, non sarebbe in pericolo di vita anche se si trova ancora in clinica pediatrica sotto controllo.
Le sue condizioni, con il trascorrere delle ore, passata la paura iniziale, sono andate via via migliorando.
Il professionista rischierebbe una denuncia. Padre e madre se ne sono accorti solo dopo poco e il piccolo - tuttora ricoverato in clinica pediatrica sotto osservazione, ma fortunatamente ora in condizioni non tali da destare preoccupazione - è stato sottoposto perfino alla lavanda gastrica. È accaduto domenica sera, verso le 10. Il bambino viaggiava in auto con la famiglia, sul sedile di dietro. Ad un tratto, da un sacchetto poggiato sul sedile, ha preso un tubetto di pillole, un preparato galenico di una farmacia della zona del litorale, l'ha aperto e ha ingoiato alcune pasticche. Quando i familiari si sono accorti di quanto era avvenuto hanno subito portato il bambino al pronto soccorso del Santa Chiara. I medici hanno dovuto sottoporre il piccolo alla lavanda gastrica e poi lo hanno ricoverato in pediatra per tenere sotto osservazione reazioni e possibili complicazioni. C'è stato un vero momento di panico, perché, sulla confezione di pillole non ci sarebbe stata alcuna etichetta con indicazioni utili sul contenuto e tali da indirizzare i medici all'eventuale terapia da somministrare al piccolissimo paziente. Si tratterebbe di una cosa del tutto insolita, perché qualsiasi preparato galenico deve contenere, come una medicina, ogni indicazione necessaria sulla composizione del prodotto. Le indicazioni messe dai farmacisti sui preparati galenici - gli unici in commercio in passato, quando non c'erano i farmaci industriali - corrispondono di fatto al foglietto illustrativo di ogni medicinale, chiamato scientificamente «letteratura», volgarmente, da pazienti e medici, «bugiardello» o «bugiardino». Il fatto che il farmaco non contenesse all'esterno alcuna etichetta avrebbe creato allarme e avrebbe fatto anche perdere ai medici del tempo prezioso, che si sarebbe potuto rivelare fatale se il bambino avesse avuto gravi conseguenze dopo l'assunzione delle pillole. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, i medici del pronto soccorso avrebbero contattato il farmacista, che, non avendo sott'occhio il farmaco, non avrebbe fornito subito informazioni valide. Il medico di guardia ha comunicato l'accaduto all'Azienda ospedaliera e universitaria pisana che sul caso avrebbe avviato un'inchiesta interna. Non si sa se l'episodio possa avere altre conseguenze per il professionista. Il piccolo, sulle cui condizioni i medici hanno rassicurato subito i familiari, non sarebbe in pericolo di vita anche se si trova ancora in clinica pediatrica sotto controllo.
Le sue condizioni, con il trascorrere delle ore, passata la paura iniziale, sono andate via via migliorando.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
