La manifestazione
pisa
Anche Bankitalia rischia la multa
Daniele Benvenuti
«Per la prima volta, dopo tanto tempo, i magazzini del Comune sono stati svuotati. Non esiste più biancheria da consegnare. Evidentemente l'ordinanza ha dato una scossa anche ai più pigri».
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PISA. «Per la prima volta, dopo tanto tempo, i magazzini del Comune sono stati svuotati. Non esiste più biancheria da consegnare. Evidentemente l'ordinanza ha dato una scossa anche ai più pigri». L'assessore Federico Eligi commenta così la vigilia della Luminara che quest'anno dovrebbe essere l'edizione della svolta. L'ordinanza, con tanto di sanzione e spese di montaggio a carico, ha mobilitato i residenti dei lungarni. Moltissimi si sono rivolti al Comune per prendere gli addobbi o anche solo ottenere il montaggio. «Credo che i buchi neri quest'anno saranno molto meno - dice ancora Eligi - e comunque abbiamo lanciato un messaggio che la città ha recepito: la Luminara è una festa di Pisa e Pisa deve rispondere in maniera adeguata».
Banca nel mirino. E gli effetti dell'ordinanza hanno avuto risultati concreti anche sulla Banca d'Italia. Lo stabile che si affaccia sul lungarno Galilei rischiava di rimanere al buio, visto che ormai gli uffici si sono trasferiti. «Abbiamo fatto presente all'istituto - spiega l'assessore - che in base all'ordinanza avremmo montato noi la "biancheria", mandando poi il conto della sanzione e del montaggio. A Firenze ci hanno pensato un po'. Poi hanno deciso di collaborare». Stamattina, infatti, un dipendente è venuto a Pisa ad aprire la banca per consegnare la biancheria al Comune per il montaggio. «Un caso emblematico - commenta ancora Eligi -. L'ordinanza non è stata fatta per raccogliere i soldi delle multe, ma per dare un segnale. È ovvio che i controlli non mancheranno ed gli eventuali trasgressori saranno puniti».
Cene a lume di candela. Nell'ordinanza si parla anche di divieto dei residenti dei lungarni di tenere le luci accese durante la Luminara. Qualcuno ha quindi pensato di correre ai ripari come spiega ancora Eligi. «Nel palazzo delle Benedettine è prevista una serata di gala. Nell'occasione è stata fatta richiesta al Comune di mille lumini per illuminare i tavoli dei commensali». E candele d'obbligo anche all'hotel Royal Victoria come spiega il titolare Nicola Piegaja. «Noi celebriamo la Luminara senza bisogno dell'ordinanza. Non a caso abbiamo vinto più volte il premio per il palazzo più bello. In tutte le nostre camere che si affacciano sui lungarni i clienti trovano candele ed un vademecum sull'utilizzo della luce. L'ordinanza - conclude Piegaja - ha sicuramente svegliato quei residenti che snobbavano la Luminara. In fin dei conti, come nel caso del mio albergo, la biancheria ed i lumini possono essere montati da una sola persona in poco tempo».
Nuova "biancheria". Come detto più volte, l'edizione di stasera della Luminara dovrà essere quella della svolta. Non a caso il Comune già dal prossimo mese si metterà a lavoro per le nuove "biancherie". Eligi: «Formeremo una commissione che tracci una mappa delle biancherie da rifare. Molti palazzi non hanno più le sagomature di una volta. Per questo, una volta concluso questo specie di censimento, per il 2010 saranno realizzate nuove biancherie dove adesso mancano».
Costi più contenuti. Tra le novità della Luminara di stasera anche la gestione diversa del montaggio della "biancheria" e dell'accensione dei lumini. Spiega l'assessore Eligi: «Nessun appalto a ditte esterne. Solo una diversa organizzazione delle nostre risorse. Abbiamo esteso anche alla Luminara l'appalto che il Comune ha in essere con la Manutencoop per la manutenzione. Coloro che fisicamente accenderanno i lumini sono loro dipendenti. E con questa operazione abbiamo contenuto i costi mantenendo l'efficacia del servizio».
Cobas all'attacco. E proprio sulla gestione diretta i Cobas attaccano a testa bassa. «Il Comune ha firmato una convenzione con la Manutencoop - dice Federico Giusti - per il montaggio della biancheria. Poi però l'amministrazione mette a disposizione gratuitamente i mezzi e la stessa Manutencoop assumerà per l'occasione addetti tra i quali pensionati e dipendenti comunali. Vorremmo capire - conclude Giusti - se questo meccanismo è regolare e soprattutto vedere conti alla mano se il risparmio è stato reale. L'assessore Eligi aveva parlato di 130mila euro, ma alla fine dalle casse comunali uscirà di più».
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