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Otto giorni fa un altro proiettile a Pomponi

Candida Virgone
Gli incidenti di sabato scorso
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Gli incidenti di sabato scorso

Prosegue l'inchiesta su lettere e telefonate anonime alla società

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 PISA. Procede l'inchiesta sulle minacce arrivate via posta al presidente del Pisa, Luca Pomponi. La missiva giunta a Pisa, contenente un proiettile calibro 9 e consegnata ancora chiusa alla Digos, non sarebbe l'unica. Nei giorni precedenti, un'altra lettera con dentro un proiettile sarebbe arrivata anche alla sede di una delle aziende romane del presidente del Pisa Calcio.
 Ad aprire un'inchiesta sarebbe stata in questo caso la procura della Capitale, competente per territorio. Il particolare è emerso da ambienti vicini alla società. Le due lettere si aggiungerebbero a telefonate, mail e frasi riportate sul blog nerazzurri con cui sono stati minacciati, dopo il clamoroso fiasco all'Arena che ha segnato la retrocessione della squadra nerazzurra in serie C, sia Pomponi, sia diversi giocatori. Le leggende metropolitane sul caso a questo punto si sprecano con racconti addirittura di inseguimenti e percosse ad alcuni dei nerazzurri. Di certo la guerriglia divampata sabato scorso a fine partita, fuori dallo stadio, e terminata con l'arresto di nove tifosi, non lasciava presagire niente di buono, ma le indagini intorno a tutta questa vicenda, a livello di Digos e di inquirenti, procedono con molta cautela nella valutazione concreta dei fatti. I tifosi finiti in carcere sono tutti già fuori, sette di loro hanno visto gli arresti convalidati, una è stata scagionata, l'ultima è stata messa ai domiciliari.
 Sulla guerriglia e sulle minacce sono state aperte due inchieste che procedono parallele, tutte e due coordinate dal viceprocuratore Antonio Di Bugno.

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