Il dolore
Il Pisa calcio è ufficialmente in vendita
Francesco Loi
Pisa in vendita. Se finora questo era stato definito dallo stesso Luca Pomponi un atto dovuto dopo la batosta della retrocessione, il fatto nuovo delle minacce cambia lo scenario. Il costo complessivo della società è 13 milioni di euro
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PISA. Adesso il Pisa calcio, dopo la retrocessione di sabato in prima divisione, è ufficialmente in vendita. Se finora questo era stato definito dallo stesso Luca Pomponi un atto dovuto dopo la batosta della retrocessione, il fatto nuovo delle minacce (di cui parliamo nelle pagine di cronaca) cambia lo scenario. L'imprenditore romano, dicono gli amici, ha il morale sotto i tacchi.
Anzi, aggiungono, è sotto stress. Il coinvolgimento personale in queste brutte vicende lo ha spinto a mollare. Insomma, rispetto al progetto di ripartire (con Braglia al timone), Pomponi ha fatto un deciso passo indietro. A questo punto le domande, a maggior ragione, diventano due. La prima: c'è qualcuno disposto ad acquistare il pacchetto azionario del Pisa Calcio ed a farlo con una certa decisione e, quindi, velocità? La seconda: quanti milioni di euro servono non solo per comprare, ma per sostenere tutto il peso della gestione?
Nuove cordate. In ambienti vicini a Pomponi si ribadisce, che dal territorio pisano non sono giunte offerte concrete. I tentativi di mettere in piedi cordate, insomma, per adesso sarebbero solo ed esclusivamente tentativi. Apprezzabili, ma non di non semplice ed immediata realizzazione. Per questo - e non si può definire una sorpresa - è sempre dal giro romano che potrebbe spuntare una soluzione. Ci sarebbero (il condizionale è sempre d'obbligo) imprenditori della capitale, nel settore edile, interessati a farsi avanti. Se si tratti di un interesse legato alla possibilità di costruire il nuovo stadio, e quindi di edificare a Porta a Lucca, non è confermato, ma le probabilità non sono poche. I sondaggi dei costruttori romani non sarebbero i soli. Qualcosa sarebbe spuntato anche dal Veneto, dall'area veneziana per la precisione. E anche da Lucca, sempre costruttori o simili. Ma la questione è sempre la solita: bisogna mettersi ad un tavolino, verificare i conti, trattare. Niente che si possa improvvisare dall'oggi al domani.
Il costo del Pisa. Ma quanto costa il Pisa? Le cifre sono sostanzialmente quelle già circolate. La base di tutto sono gli 8 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti i circa 5 che servono per mettere in piedi una squadra competitiva per la categoria. Lo sforzo complessivo porta così a 13 milioni di euro. Come si arriva a certi numeri? C'è un punto di riferimento, anche per i professionisti incaricati da Pomponi di trattare il Pisa: i 12 milioni della valutazione data qualche mese fa al Verona. Sulle tante cifre che circolano, qualche puntualizzazione. Resta ferma la necessità di garantire subito 2 milioni di euro per saldare ogni pendenza relativa agli stipendi dei tesserati di questa stagione, contributi compresi, più i 300mila euro da girare alla Lega Pro per l'iscrizione al prossimo campionato. La cifra sale fino agli 8 milioni, perchè se si vuole un Pisa immacolato occorrono circa 1,5 milioni per pagare i fornitori e, chi eventualmente dovesse subentrare, si troverà contratti in essere con tesserati (Ventura e il suo staff, una manciata di giocatori) da onorare con altri 1,5 milioni di euro. A questo va aggiunta una richiesta di Pomponi (che in questa stagione ha comunque speso soldi personali) che potremmo stimare nell'ordine dei 2 milioni di euro.
Cessioni. E' chiaro che la valutazione del patrimonio tecnico dipende da molti fattori. Può essere un costo, ma anche un'opportunità. Un nuovo proprietario potrebbe anche decidere di tenersi, per esempio, Braiati e Zavagno. Giocatori in meno da comprare per fare la nuova squadra. Altra variabile: chi subentra può avere alle proprie dipendenze un direttore sportivo abile, capace di vendere al meglio i giocatori sotto contratto, offrendo così al nuovo proprietario la possibilità di rientrare da qualche spesa. Intanto c'è un nerazzurro che potrebbe davvero partire: se diventerà allenatore del Frosinone, Campilongo vuole portarsi dietro Ciotola che ha avuto in questo torneo all'Avellino. E Piero Braglia? In questa incertezza totale non può che stare alla finestra. Pomponi, all'inizio della prossima settimana, pensa di tenere una conferenza stampa per dire tutto.
Anzi, aggiungono, è sotto stress. Il coinvolgimento personale in queste brutte vicende lo ha spinto a mollare. Insomma, rispetto al progetto di ripartire (con Braglia al timone), Pomponi ha fatto un deciso passo indietro. A questo punto le domande, a maggior ragione, diventano due. La prima: c'è qualcuno disposto ad acquistare il pacchetto azionario del Pisa Calcio ed a farlo con una certa decisione e, quindi, velocità? La seconda: quanti milioni di euro servono non solo per comprare, ma per sostenere tutto il peso della gestione?
Nuove cordate. In ambienti vicini a Pomponi si ribadisce, che dal territorio pisano non sono giunte offerte concrete. I tentativi di mettere in piedi cordate, insomma, per adesso sarebbero solo ed esclusivamente tentativi. Apprezzabili, ma non di non semplice ed immediata realizzazione. Per questo - e non si può definire una sorpresa - è sempre dal giro romano che potrebbe spuntare una soluzione. Ci sarebbero (il condizionale è sempre d'obbligo) imprenditori della capitale, nel settore edile, interessati a farsi avanti. Se si tratti di un interesse legato alla possibilità di costruire il nuovo stadio, e quindi di edificare a Porta a Lucca, non è confermato, ma le probabilità non sono poche. I sondaggi dei costruttori romani non sarebbero i soli. Qualcosa sarebbe spuntato anche dal Veneto, dall'area veneziana per la precisione. E anche da Lucca, sempre costruttori o simili. Ma la questione è sempre la solita: bisogna mettersi ad un tavolino, verificare i conti, trattare. Niente che si possa improvvisare dall'oggi al domani.
Il costo del Pisa. Ma quanto costa il Pisa? Le cifre sono sostanzialmente quelle già circolate. La base di tutto sono gli 8 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti i circa 5 che servono per mettere in piedi una squadra competitiva per la categoria. Lo sforzo complessivo porta così a 13 milioni di euro. Come si arriva a certi numeri? C'è un punto di riferimento, anche per i professionisti incaricati da Pomponi di trattare il Pisa: i 12 milioni della valutazione data qualche mese fa al Verona. Sulle tante cifre che circolano, qualche puntualizzazione. Resta ferma la necessità di garantire subito 2 milioni di euro per saldare ogni pendenza relativa agli stipendi dei tesserati di questa stagione, contributi compresi, più i 300mila euro da girare alla Lega Pro per l'iscrizione al prossimo campionato. La cifra sale fino agli 8 milioni, perchè se si vuole un Pisa immacolato occorrono circa 1,5 milioni per pagare i fornitori e, chi eventualmente dovesse subentrare, si troverà contratti in essere con tesserati (Ventura e il suo staff, una manciata di giocatori) da onorare con altri 1,5 milioni di euro. A questo va aggiunta una richiesta di Pomponi (che in questa stagione ha comunque speso soldi personali) che potremmo stimare nell'ordine dei 2 milioni di euro.
Cessioni. E' chiaro che la valutazione del patrimonio tecnico dipende da molti fattori. Può essere un costo, ma anche un'opportunità. Un nuovo proprietario potrebbe anche decidere di tenersi, per esempio, Braiati e Zavagno. Giocatori in meno da comprare per fare la nuova squadra. Altra variabile: chi subentra può avere alle proprie dipendenze un direttore sportivo abile, capace di vendere al meglio i giocatori sotto contratto, offrendo così al nuovo proprietario la possibilità di rientrare da qualche spesa. Intanto c'è un nerazzurro che potrebbe davvero partire: se diventerà allenatore del Frosinone, Campilongo vuole portarsi dietro Ciotola che ha avuto in questo torneo all'Avellino. E Piero Braglia? In questa incertezza totale non può che stare alla finestra. Pomponi, all'inizio della prossima settimana, pensa di tenere una conferenza stampa per dire tutto.
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