Proteste
Filippeschi: "Lo spot di Giulia è sleale"
"Giulia è una piccola imbrogliona. Le cose genuine sono quelle che vengono dalla natura e vicine a noi". Lo ha detto il sindaco Filippeschi commentando lo spot della coca -Cola di cui è protagonista una bambina pisana di nome Giulia e che nei giorni scorsi è stato oggetto di una simpatica parodia
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"Ognuno ha diritto di dire che la bevanda che produce è più buona delle altre. Quello che trovo insopportabile è che si mistifichi. Si attribuiscano a un prodotto valori che sono contrari a quelli che ha in realtà Un'operazione sleale specie se rivolta, com'è, alle giovani generazioni".
Lo ha detto il sindaco di Pisa Marco Filippeschi commentando lo spot anti-crisi della Coca Cola che vede protagonista una bimba di nome Giulia di Pisa. "La risposta più giusta alla presunta Giulia - spiega il sindaco - la sta dando la nostra città proprio in questi giorni con un'iniziativa che non ha eguali in Italia: abbiamo fatto 35 orti nelle scuole cittadine coinvolgendo quasi 7.000 bambini che coltivano pazientemente i loro orti imparando quel che la terra insegna: la pazienza, la fatica, la stagionalità dei prodotti. Giulia è una piccola imbrogliona. Le cose genuine sono quelle che vengono dalla natura e vicine a noi".
"E poi Giulia non è pisana, si sente - ha concluso scherzando Filippeschi -. Nel dire il nome del prodotto si sarebbe mangiata almeno due 'c'. Anzi tre, compresa quella della 'annuccia".
Lo ha detto il sindaco di Pisa Marco Filippeschi commentando lo spot anti-crisi della Coca Cola che vede protagonista una bimba di nome Giulia di Pisa. "La risposta più giusta alla presunta Giulia - spiega il sindaco - la sta dando la nostra città proprio in questi giorni con un'iniziativa che non ha eguali in Italia: abbiamo fatto 35 orti nelle scuole cittadine coinvolgendo quasi 7.000 bambini che coltivano pazientemente i loro orti imparando quel che la terra insegna: la pazienza, la fatica, la stagionalità dei prodotti. Giulia è una piccola imbrogliona. Le cose genuine sono quelle che vengono dalla natura e vicine a noi".
"E poi Giulia non è pisana, si sente - ha concluso scherzando Filippeschi -. Nel dire il nome del prodotto si sarebbe mangiata almeno due 'c'. Anzi tre, compresa quella della 'annuccia".
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