Gioco
Litorale, balneari contro la nuova viabilità
Il nuovo piano per la viabilità non piace ai balneari. "Già così perdiamo clienti, ma la situazione potrebbe peggiorare con il nuovo progetto"
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il progetto della nuova viabilità che va dal cosiddetto vione Vannini al ponte di Calambrone non piace ai titolari degli stabilimenti balneari di tutto il litorale. Soprattutto a quelli di Calambrone. In una conferenza stampa tenuta sull’argomento lo hanno definito uno stravolgimento totale di quanto concordato in questo ultimo anno con l’amministrazione comunale.
Hanno aggiunto che - secondo gli accordi presi dopo varie consultazioni tra i proprietari dei bagni, ingegneri e amministrazione - la pista ciclabile messa in sicurezza, le due corsie, una per ogni senso di marcia e la corsia centrale per l’immissione nei bagni, dovevano proseguire fino al ponte di Calambrone.
Ma a quanto pare non sarà così.
Enrico Fontani, presidente del Sib (sindacato italiano balneari del litorale pisano), dice di essersi trovato davanti un progetto completamente diverso da quello concordato per la viabilità che parte dal vione Vannini fino al ponte.
Un progetto, a detta di Fontani e dell’ingegner Luciano Caroti (consigliere del Sib), che vale solo per l’abitato di Calambrone.
Praticamente le due corsie più quella centrale spariranno e al suo posto avremo la pista ciclabile, due corsie per ogni senso di marcia, uno spartitraffico, un’ulteriore strada e un parcheggio.
«Una soluzione - ha detto l’ingegner Caroti - idonea per l’abitato ma non per la realtà economica del posto, con tutti i bagni che devono essere raggiunti agevolmente da chi vuole venire al mare. La soluzione potrebbe essere la realizzazione di una strada alternativa a questa che porti sul litorale».
«Già adesso - ha spiegato Fontani - con tutti questi cantieri tra fogne e pista ciclabile e ponte, il traffico è particolarmente difficile per chi viene al mare.
Ho avuto la disdetta di 28 cabine per problemi legati al traffico a causa delle file interminabili che ogni fine settimana si formano immancabilmente all’ora del rientro, cosa che non si verifica invece nel tratto che va dalla piazza a vione Vannini.
Fare le cose in questo modo - ha sostenuto Fontani - significa andare contro il turismo sul litorale e favorire Livorno, perché così facendo, i livornesi sulla nostra costa non verranno più.
A quanto pare eravamo gli unici a non sapere niente di questo progetto, perché anche l’assessore Andrea Serfogli si è detto stupito, quando ci ha ricevuto, che non ne fossimo a conoscenza. Quindi, che cosa avevamo concordato l’anno scorso»?
«Ad oggi c’è un 30% di disdette dovute al traffico - ha detto Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio -. In questo momento di crisi non mi sembra sia il caso di aumentare le difficoltà».
Secondo i presenti alla conferenza stampa ci sono solo due vie per risolvere i problemi: lasciare le due corsie più quella centrale che ha prodotto buoni risultati nel tratto in cui è stata adottata, o realizzare una viabilità alternativa oltre al progetto di quartiere.
«Nessuno contesta il progetto - ha concluso l’ingegnere - basta che venga fatta anche un’altra strada».
Hanno aggiunto che - secondo gli accordi presi dopo varie consultazioni tra i proprietari dei bagni, ingegneri e amministrazione - la pista ciclabile messa in sicurezza, le due corsie, una per ogni senso di marcia e la corsia centrale per l’immissione nei bagni, dovevano proseguire fino al ponte di Calambrone.
Ma a quanto pare non sarà così.
Enrico Fontani, presidente del Sib (sindacato italiano balneari del litorale pisano), dice di essersi trovato davanti un progetto completamente diverso da quello concordato per la viabilità che parte dal vione Vannini fino al ponte.
Un progetto, a detta di Fontani e dell’ingegner Luciano Caroti (consigliere del Sib), che vale solo per l’abitato di Calambrone.
Praticamente le due corsie più quella centrale spariranno e al suo posto avremo la pista ciclabile, due corsie per ogni senso di marcia, uno spartitraffico, un’ulteriore strada e un parcheggio.
«Una soluzione - ha detto l’ingegner Caroti - idonea per l’abitato ma non per la realtà economica del posto, con tutti i bagni che devono essere raggiunti agevolmente da chi vuole venire al mare. La soluzione potrebbe essere la realizzazione di una strada alternativa a questa che porti sul litorale».
«Già adesso - ha spiegato Fontani - con tutti questi cantieri tra fogne e pista ciclabile e ponte, il traffico è particolarmente difficile per chi viene al mare.
Ho avuto la disdetta di 28 cabine per problemi legati al traffico a causa delle file interminabili che ogni fine settimana si formano immancabilmente all’ora del rientro, cosa che non si verifica invece nel tratto che va dalla piazza a vione Vannini.
Fare le cose in questo modo - ha sostenuto Fontani - significa andare contro il turismo sul litorale e favorire Livorno, perché così facendo, i livornesi sulla nostra costa non verranno più.
A quanto pare eravamo gli unici a non sapere niente di questo progetto, perché anche l’assessore Andrea Serfogli si è detto stupito, quando ci ha ricevuto, che non ne fossimo a conoscenza. Quindi, che cosa avevamo concordato l’anno scorso»?
«Ad oggi c’è un 30% di disdette dovute al traffico - ha detto Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio -. In questo momento di crisi non mi sembra sia il caso di aumentare le difficoltà».
Secondo i presenti alla conferenza stampa ci sono solo due vie per risolvere i problemi: lasciare le due corsie più quella centrale che ha prodotto buoni risultati nel tratto in cui è stata adottata, o realizzare una viabilità alternativa oltre al progetto di quartiere.
«Nessuno contesta il progetto - ha concluso l’ingegnere - basta che venga fatta anche un’altra strada».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
