La manifestazione
pisa
Tir piomba sulla coda, muore bimba
Auto ferme per un altro incidente, il camionista non è riuscito a frenare
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PISA. Neanche un graffio sul volto, né sul corpicino, vestito graziosamente con cura, con il pantaloncino che le lasciava scoperto il pancino come una teen ager. Ma Elisa Cimmino, neanche tre mesi, non c'è più. È passata dalla culla dove dormiva, adagiata sul sedile posteriore dell'auto con cui papà e mamma andavano verso Ferrara, alla morte.
L'utilitaria, la Citroen C3 della famiglia Cimmino, della Gabella di Calci, alle 13,50 di ieri era ferma in coda sull'autostrada A13 (la Bologna-Padova) tra Altedo e Ferrara Sud. Tre chilometri più avanti un incidente aveva provocato l'ingorgo e pazientemente marito, moglie e la piccola aspettavano di poter proseguire il loro viaggio, la breve vacanza in Emilia. A interrompere i progetti, a spezzare la vita della più piccola, un autoarticolato che è piombato alle loro spalle e ha travolto la Citroen e altri tre veicoli. L'autista del Tir, un autotrasportatore di Trapani, forse andava a velocità sostenuta, forse si è accorto tardi delle auto in colonna, sta di fatto che non è riuscito a frenare il bestione e ha schiacciato tutto quel che si è trovato davanti.
Incredibilmente dalle lamiere di una Opel Astra, spinta fino ad appiattirsi sotto il pianale di un altro camion in coda, due donne di Ferrara venivano estratte con ferite non gravi. Un altro ferito, poi, si lamentava dall'interno di un'auto schiacciata contro un'altra. Anche per lui le condizioni non destavano particolari preoccupazioni.
Ma la tragedia, con il destino che si è accanito contro la più debole, la più indifesa, la più piccola, si era compiuta sull'utilitaria della famigliola pisana. Giuseppe Cimmino, 32 anni, impiegato della Cdc di Pontedera e la moglie Laura Brugnettini, 37 anni, laureata ed ex impiegata anche lei, erano vivi. Feriti gravemente, scioccati, ma vivi.
Dalla culla, da quel che restava del retro dell'auto devastata dalla furia del tir, invece, né un segno di vita, né un lamento.
Uno strazio anche per i soccorritori più esperti vedere quella bambina inerme, senza vita. Estratta dall'auto e adagiata su una barella ha immediatamente commosso tutti. «Bellissima, sembrava dormisse, serena, senza un taglio o una tumefazione», con la voce che tradiva l'emozione ha raccontato il maggiore Colanero, comandante della Polizia stradale di Altedo che è intervenuto con i suoi uomini per dirigere le operazioni di soccorso ed eseguire i rilievi di legge.
Uno strazio che si è raddoppiato perché, mentre la madre veniva sedata e veniva preparata l'imbracatura per portare lei e il marito in elicottero all'ospedale Maggiore di Bologna, a un primo tentativo di rianimazione era sembrato che la piccola Elisa rispondesse. Impercettibili cenni di ripresa, la sensazione che vi fosse la possibilità che il suo cuoricino riprendesse a battere.
A quel punto medici e infermieri hanno tentato lì, sull'asfalto, il miracolo di strapparla alla morte. L'hanno intubata, collegata alla macchina, che per qualche attimo ha fatto sperare emettendo il suono della vita che pulsa.
Ma è stato appunto un attimo. Elisa, mentre l'elicottero stava per partire, adagiata su una piccola barella legata accanto a quella della madre, se n'è andata. Era arrivata su questa terra soltanto il 23 febbraio e molto probabilmente un'emorragia interna da schiacciamento l'ha portata via.
I genitori Giuseppe Cimmino e Laura Brugnettini sono ora ricoverati in medicina d'urgenza, in gravi condizioni ma non in pericolo di vita, all'ospedale Maggiore di Bologna e già sono stati raggiunti dai familiari, che avranno il difficile compito di aiutarli a superare la tragedia.
Per la polizia stradale di Altedo, intanto, il compito di ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente, individuare con esattezza la gravità della responsabilità dell'autotrasportatore che, sottoposto all'alcoltest, è risultato negativo.
Non aveva bevuto, né assunto sostanze stupefacenti, ma il suo autorticolato è stato comunque un bestione impazzito che tutto ha travolto, compreso la vita di una bambina di soli 85 giorni.
L'utilitaria, la Citroen C3 della famiglia Cimmino, della Gabella di Calci, alle 13,50 di ieri era ferma in coda sull'autostrada A13 (la Bologna-Padova) tra Altedo e Ferrara Sud. Tre chilometri più avanti un incidente aveva provocato l'ingorgo e pazientemente marito, moglie e la piccola aspettavano di poter proseguire il loro viaggio, la breve vacanza in Emilia. A interrompere i progetti, a spezzare la vita della più piccola, un autoarticolato che è piombato alle loro spalle e ha travolto la Citroen e altri tre veicoli. L'autista del Tir, un autotrasportatore di Trapani, forse andava a velocità sostenuta, forse si è accorto tardi delle auto in colonna, sta di fatto che non è riuscito a frenare il bestione e ha schiacciato tutto quel che si è trovato davanti.
Incredibilmente dalle lamiere di una Opel Astra, spinta fino ad appiattirsi sotto il pianale di un altro camion in coda, due donne di Ferrara venivano estratte con ferite non gravi. Un altro ferito, poi, si lamentava dall'interno di un'auto schiacciata contro un'altra. Anche per lui le condizioni non destavano particolari preoccupazioni.
Ma la tragedia, con il destino che si è accanito contro la più debole, la più indifesa, la più piccola, si era compiuta sull'utilitaria della famigliola pisana. Giuseppe Cimmino, 32 anni, impiegato della Cdc di Pontedera e la moglie Laura Brugnettini, 37 anni, laureata ed ex impiegata anche lei, erano vivi. Feriti gravemente, scioccati, ma vivi.
Dalla culla, da quel che restava del retro dell'auto devastata dalla furia del tir, invece, né un segno di vita, né un lamento.
Uno strazio anche per i soccorritori più esperti vedere quella bambina inerme, senza vita. Estratta dall'auto e adagiata su una barella ha immediatamente commosso tutti. «Bellissima, sembrava dormisse, serena, senza un taglio o una tumefazione», con la voce che tradiva l'emozione ha raccontato il maggiore Colanero, comandante della Polizia stradale di Altedo che è intervenuto con i suoi uomini per dirigere le operazioni di soccorso ed eseguire i rilievi di legge.
Uno strazio che si è raddoppiato perché, mentre la madre veniva sedata e veniva preparata l'imbracatura per portare lei e il marito in elicottero all'ospedale Maggiore di Bologna, a un primo tentativo di rianimazione era sembrato che la piccola Elisa rispondesse. Impercettibili cenni di ripresa, la sensazione che vi fosse la possibilità che il suo cuoricino riprendesse a battere.
A quel punto medici e infermieri hanno tentato lì, sull'asfalto, il miracolo di strapparla alla morte. L'hanno intubata, collegata alla macchina, che per qualche attimo ha fatto sperare emettendo il suono della vita che pulsa.
Ma è stato appunto un attimo. Elisa, mentre l'elicottero stava per partire, adagiata su una piccola barella legata accanto a quella della madre, se n'è andata. Era arrivata su questa terra soltanto il 23 febbraio e molto probabilmente un'emorragia interna da schiacciamento l'ha portata via.
I genitori Giuseppe Cimmino e Laura Brugnettini sono ora ricoverati in medicina d'urgenza, in gravi condizioni ma non in pericolo di vita, all'ospedale Maggiore di Bologna e già sono stati raggiunti dai familiari, che avranno il difficile compito di aiutarli a superare la tragedia.
Per la polizia stradale di Altedo, intanto, il compito di ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente, individuare con esattezza la gravità della responsabilità dell'autotrasportatore che, sottoposto all'alcoltest, è risultato negativo.
Non aveva bevuto, né assunto sostanze stupefacenti, ma il suo autorticolato è stato comunque un bestione impazzito che tutto ha travolto, compreso la vita di una bambina di soli 85 giorni.
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