Sicurezza
pisa
Finisce un incubo durato tre anni
Candida Virgone
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Enrico Desideri (a sinistra) entra nel palazzo di giustizia Infondate le accuse sui progetti a Cisanello: chiuso il caso che ha scosso la sanità pisana
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PISA. Sembrava liberato da un peso enorme ieri pomeriggio, a palazzo di giustizia, Enrico Desideri alla lettura della sentenza che lo ha scagionato da tutte le accuse mosse contro di lui a proposito del nuovo master plan per l'ospedale di Cisanello, una storia che si era abbattuta tre anni fa sulla sanità pisana come un terremoto e che lo aveva addirittura fatto finire in carcere.
«Sono stati tre anni davvero duri - ha detto, travolto dall'emozione - un tunnel in cui reggere la tensione non è stato facile. Anni fatti di sacrifici e rinunce per garantirmi la difesa legale. Ma è stato un momento molto duro anche per la sanità pubblica, che, ora è dimostrato, non meritava di subire sospetti di illegalità: abbiamo sempre lavorato per la collettività».
L'ex general manager dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana ha accolto con un sorriso quello che deve essere stato un momento tanto atteso. «È stato difficile - ha detto, soprattutto per chi ti sta vicino, per i miei familiari, i miei figli: loro hanno sofferto tanto e questa è stata la cosa che mi è pesata più di tutte». Assolto con formula piena per non aver commesso il fatto l'ex direttore generale del Santa Chiara dalle accuse di peculato, abuso di atti d'ufficio e violazione del diritto d'autore.
«Anche il pm - ha aggiunto Desideri - mi ha stretto la mano con calore, credo convinto della conclusione di questa vicenda». L'accusa aveva chiesto per Desideri 2 anni e 8 mesi e l'interdizione temporanea dai pubblici uffici. L'ex direttore generale del nostro ospedale, che in questi anni ha lavorato al piano sanitario regionale, ora, secondo voci ufficiose, sarebbe atteso ad Arezzo dove dovrebbe ricoprire l'incarico di direttore generale dell'Asl.
«È un momento di grande gioia - ha detto Desideri -, la fine di un incubo che sto vivendo con mia moglie e i miei figli. Il mio apprezzamento va al sistema, che ha dimostrato di funzionare, e in maniera forte a tutte le persone che in questi anni mi hanno sostenuto e mi sono state vicine con dimostrazioni di amicizia. Certo fino all'ultimo il timore che le cose possano andare diversamente può esserci, ma sinceramente mi aspettavo che finisse così».
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