Il Tirreno

Pisa

Precari, l’ateneo rischia la denuncia

Giovanni Parlato

La direzione provinciale del lavoro sta con i tecnici amministrativi. «I soldi ci sono e la norma lo consente Perché aspettare?».

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PISA. La normativa lo consente, i soldi ci sono. Perché aspettare ancora l’assunzione? Il collegio di conciliazione convocato presso la direzione provinciale del lavoro si schiera con i 90 tecnici amministrativi precari dell’ateneo. Se l’assunzione definitiva non arriverà, gli stabilizzandi faranno causa. PISA. Ieri mattina, si è svolto il secondo incontro del collegio di conciliazione. Per il coordinamento dei tecnici, erano presenti Michele Da Caprile e Daniela Frediani mentre per l’ateneo c’era Riccardo Grasso, direttore amministrativo dell’ateneo. Gli stabilizzandi erano rappresentati legalmente dall’avvocato Luigi Bimbi, mentre l’ateneo era rappresentato dall’avvocato Sandra Bernardini.

Come si era svolto durante il primo incontro, anche questa volta la direzione provinciale del lavoro si è schierata a favore dei precari e ha invitato l’ateneo ad approvare un piano per la stabilizzazione dei 90 precari. Sarà il consiglio di amministrazione del 26 maggio a doversi esprimere. Nel corso del tentativo di conciliazione, gli stabilizzandi hanno ribadito che le risorse per l’assunzione ci sono. E due leggi finanziarie del 2006 e del 2007 hanno individuato una procedura straordinaria per il reclutamento del personale precario. Le pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto utilizzare personale precario solo per esigenze straordinarie e temporanee. In realtà, l’utilizzo è stato a tempo pieno e per funzioni non temporanee. Una situazione che si prolunga mediamente da 7-8 anni. Queste persone non sono state assunte definitivamente a causa principalmente del blocco delle assunzioni operato dal 2002 in poi. Ed è per questo che le finanziarie avevano dato uno strumento agli enti per risolvere questa situazione. Negli ultimi tempi, le disposizioni della Gelmini hanno ristretto le possibilità di assunzione, ma non le hanno bloccate. Di conseguenza, gli atenei possono stabilizzare.

«E Pisa - dicono Da Caprile e Frediani - è rimasta una delle ultime università italiane con questo problema». Ma se il cda dovesse dare una risposta vaga e che non risponde alle aspettative? «Si accelererà la causa presso il giudice del lavoro», dice il coordinamento dei precari che aggiunge: «La conciliazione è un tentativo obbligatorio. Noi crediamo che la soluzione extragiudiziale sia a vantaggio nostro, ma anche dell’ateneo. Abbiamo perseguito e stiamo perseguendo ogni possibilità di questa via. Se l’università, da anni, continua a confermare i soliti posti vuol dire che il lavoro serve e viene riconosciuto». Il coordinamento dei tecnici amministrativi precari ricorda che «l’ateneo ha risposto, nel mese di marzo, al monitoraggio richiesto dal ministero della Funzione pubblica dove si chiedeva di confermare se vi erano precari e se c’erano posti in organico. E la risposta dell’università è stata positiva proponendo la ripartizione delle 90 assunzioni scaglionate in tre anni: 2009-2010-2011. È giunto il momento di concretizzare questo piano».

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