Proteste
Saviano arriva alla Normale
Appuntamento d'eccezione venerdì alla Normale. La Normale ha infatti organizzato un incontro con Roberto Saviano, scrittore e giornalista, autore di "Gomorra". L'appuntamento è previsto per venerdì alle 17. Saviano racconterà le sue esperienze di autore minacciato dalla camorre e della situazione dell'Italia
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PISA. Roberto Saviano, scrittore e giornalista, autore di Gomorra, sarà alla Scuola Normale di Pisa. L'appuntamento è previsto per venerdì alle 17.
Lo scrittore è stato invitato da Salvatore Settis per “I venerdì del direttore” e parlerà del suo “caso” e di come sugli affari criminali della camorra, grazie all’interesse che il suo lavoro ha suscitato nei lettori di tutto il mondo, si siano finalmente accesi i riflettori.
Saviano parlerà della sua vita sotto scorta, delle difficoltà delle ricerche sul campo, metterà a confronto i giornalismi europei e sottolineerà l’importanza di una informazione libera e rigorosa. Parlerà dell’Italia com’è, di quella parte del Paese nella quale gli piacerebbe identificarsi, nella convinzione che ritenere l’immigrazione fonte di violenza e degrado, sovrapporre il sud Italia ai cartelli criminali che ne hanno ridisegnato i confini, significa cadere in semplificazioni che perdono di vista l’Italia nella quale vale la pena riconoscersi.
Un’Italia che produce, un’Italia silenziosa e moderata. Un’Italia che, qualunque sia la parte politica in cui si riconosca, crede che la legalità sia la premessa e non la conseguenza di uno Stato democratico. Politiche di integrazione per gli extracomunitari più moderate e cambiamenti di rotta nell’economia nazionale che facciano da argine alle economie criminali, sono probabilmente le tracce da seguire per un Paese nel quale gli italiani possano riconoscersi. Nella convinzione che, come diceva Edmund Burke: “Perché il male trionfi è sufficiente che gli uomini di buona volontà non facciano nulla”.
Lo scrittore è stato invitato da Salvatore Settis per “I venerdì del direttore” e parlerà del suo “caso” e di come sugli affari criminali della camorra, grazie all’interesse che il suo lavoro ha suscitato nei lettori di tutto il mondo, si siano finalmente accesi i riflettori.
Saviano parlerà della sua vita sotto scorta, delle difficoltà delle ricerche sul campo, metterà a confronto i giornalismi europei e sottolineerà l’importanza di una informazione libera e rigorosa. Parlerà dell’Italia com’è, di quella parte del Paese nella quale gli piacerebbe identificarsi, nella convinzione che ritenere l’immigrazione fonte di violenza e degrado, sovrapporre il sud Italia ai cartelli criminali che ne hanno ridisegnato i confini, significa cadere in semplificazioni che perdono di vista l’Italia nella quale vale la pena riconoscersi.
Un’Italia che produce, un’Italia silenziosa e moderata. Un’Italia che, qualunque sia la parte politica in cui si riconosca, crede che la legalità sia la premessa e non la conseguenza di uno Stato democratico. Politiche di integrazione per gli extracomunitari più moderate e cambiamenti di rotta nell’economia nazionale che facciano da argine alle economie criminali, sono probabilmente le tracce da seguire per un Paese nel quale gli italiani possano riconoscersi. Nella convinzione che, come diceva Edmund Burke: “Perché il male trionfi è sufficiente che gli uomini di buona volontà non facciano nulla”.
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