Il Tirreno

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Niente più stangate al bar per i turisti

Gian Mario Scanu
Niente più stangate al bar per i turisti

Nostra inchiesta sui prezzi a un anno dallo scandalo dei listini gonfiati

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PISA. L'autorevole rivista americana di viaggi Forbes Traveler non ci ha voluto bene. Infatti ha inserito Pisa e Piazza dei Miracoli tra le prime nella sua speciale classifica mondiale delle principali città trappola per i turisti. Secondo il giornale e il sito web nella nostra città i turisti sarebbero circondati da negozi e bancarelle e da bar e ristoranti con prezzi stratosferici per un pranzo o un caffè.
 Ora non sembra più vero, ma evidentemente resta lo strascico di quel che è accaduto lo scorso anno, con il caso della polizia chiamata da una famiglia di giapponesi per i prezzi troppo alti e le polemiche che ne sono conseguite.
 Infatti, travestiti da turisti, abbiamo verificato, e scoperto che la realtà ora è sensibilmente diversa. I prezzi sono generalmente di poco superiori alla media, con un'unica avvertenza: bisogna evitare il servizio al tavolo.
Il test.
 Come un normale turista seduto ai tavolini di alcuni bar, scelti vicini alla piazza, scelti quasi tutti in maniera assolutamente casuale, ho mo così visto se effettivamente cadevo anch'io nel tranello dei ristoratori e baristi pisani.
 Il primo locale visitato è il Bar dei Miracoli, in Via Cammeo, proprio quello che l'anno scorso era salito infaustamente agli onori della cronaca per praticare il doppio listino, uno per gli italiani ed uno, estremamente gonfiato per gli stranieri.
 In Via Cammeo e nelle vicinanze della piazza, scopro che i camerieri, oltre che a servire al tavolo, devono agire anche come imbonitori: si mettono all'entrata del bar e fermano ogni turista che passa, invogliandolo con sorrisi e moine, a sedersi nel proprio locale.
 Nessuna stangata.
 Mi faccio convincere, mi siedo e aspetto che la cameriera mi porti i menù: i prezzi sono di poco superiori agli altri bar del centro e negli altri tavoli è esposto lo stesso menù con un listino prezzi identico al mio. Evidentemente il caso esploso con polemiche, multe e proteste dell'anno scorso ha avuto effetti. Prendo un panino al tonno e pomodoro ed una coca cola: 5,50 euro per il panino e 3,60 per la coca. Considerando che alzando appena lo sguardo possiamo vedere la cupola del battistero, e che siamo a qualche centinaio di metri dalla torre, possiamo dire che non è esattamente un prezzo stratosferico.
 Il sovrapprezzo.
 L'unico neo del servizio arriva alla fine: al conto viene aggiunto un sovrapprezzo di 1,80 euro pari al 20% per il servizio al tavolo. Tutto regolarmente registrato dallo scontrino fiscale.
 Accanto a me una scolaresca a cui il padrone fa il prezzo speciale di 7 euro per un panino e una bibita, e una coppia di stranieri che bevono due cappuccini al prezzo di 5 euro. Non è quella che si può chiamare una trappola.
A pochi metri dal Bar dei Miracoli, c'è il Bar la Torre: poca fantasia nel nome come gli altri, ma anche tutto il resto è quasi nella norma. Con un amico ci sediamo e aspettiamo che la cameriera ci porti due caffè al tavolino, li beviamo e alla fine arriva il conto di 4 euro. Il prezzo è effettivamente il doppio rispetto ad un caffè preso al bancone di un qualsiasi bar della città, ma anche qui c'è da considerare il maledetto servizio al tavolo, questa volta compreso nel prezzo.
 Dopo aver pranzato e bevuto il caffè, ci spostiamo verso via Santa Maria e ci sediamo al Bar Costa per bere un amaro. Mediamente in un qualsiasi bar della città, un amaro italiano costa 3 euro, qui col servizio al tavolo incluso costa 4 euro.
 Pochi metri dopo, ci fermiamo in un altro locale, il Bar & Food 62, per bere due bicchieri di Coca Cola da 50 cl. Qui, a differenza degli altri locali, decido di non usufruire del servizio al tavolo, e prendo le due bibite al bancone, poi, col mio amico-complice, mi sposto in un tavolino all'aperto.
 Il costo finale per due coca medie è di 7 euro, 3,50 euro a bicchiere, esattamente come in un qualsiasi altro bar della città. A riprova del fatto che questo bar, evidentemente non ha nessuna intenzione di tendere trappole al turista, vi è anche la trasparenza sui prezzi dei prodotti esposti: ogni tipo di panino, tramezzino o pezzo dolce esposto nella vetrinetta del bar, ha accanto il cartoncino col prezzo.
Capita a tutti di sbagliare. Qualche ristoratore tenta di approfittarsi dell'alta stagione dei turisti, gonfiando i prezzi di un caffè e a volte capita anche a chi ne parla, come appunto Forbes Traveler, la rivista Usa di viaggi, che forse ha generalizzato alcuni episodi sfortunati accaduti a qualche suo lettore e ha inserito Piazza dei Miracoli tra le mete turistiche da evitare per non farsi spennare.
 A dire il vero abbiamo riscontrato un unico caso di prezzi sensibilmente gonfiati. Ma non esattamente in Piazza dei Miracoli, ma in un quartiere decisamente meno turistico: la stazione. Dal momento in cui il Gambrinus ha riaperto, infatti, oltre ad aver rinnovato e abbellito il locale, ha anche decisamente aumentato il suo listino prezzi.
 Prezzi alti a sorpresa.
 Per due birre alla spina da 0,20 cl, con consumazione al tavolo il prezzo è 9,20 euro. A un nostro sfortunato lettore, che ha deciso di prendere la sua consumazione comodamente seduto al tavolino è andata peggio: ha dovuto pagare per due caffè, una briosce e una schiacciatina, 13 euro. E lo scontrino non specificava i prodotti acquistati.

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