Sicurezza
Gite e pieni di benzina a spese del Comune
Candida Virgone
Pieni di benzina a spese del Comune in momenti in cui il pulmino doveva essere in garage e anche gite private in montagna usando gli stessi mezzi: sarebbero questi alcuni elementi descritti nella lettera del “corvo” che ha fatto scaturire l’inchiesta della Procura
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PISA. Massimo riserbo sull’inchiesta della procura che riguarda presunti sprechi sull’uso dei mezzi e allegri timbri di cartellini a palazzo Gambacorti. Per il procuratore, Ugo Adinolfi, l’indagine appena iniziata riguarderebbe per il momento «fatti che non appaiono di particolare rilevanza». Ermetico anche il sindaco. «Qualunque lettera anonima che alluda a presunte responsabilità di tipo penale - ha detto ieri Marco Filippeschi -, di qualsiasi entità, esponendo fatti circostanziati, naturalmente viene trasmessa alla procura della Repubblica. È un atto dovuto. In ogni caso abbiamo piena fiducia nel lavoro dei magistrati».
E piena fiducia nel lavoro della magistratura esprimono anche le Rsu, rappresentanze sindacali unitarie, del Comune. «Esprimiamo piena fiducia nell’operato della procura - hanno detto ieri i responsabili del sindacato - per l’accertamento di fatti ed eventuali comportamenti non conformi alle regole». La Rsu si augura che «questa giusta indagine non sia un’occasione per alimentare una propaganda che ha portato da molto tempo ad un discredito generalizzato dei dipendenti pubblici». La Rsu sottolinea la «serietà e lo spirito di collaborazione con cui i dipendenti pubblici svolgono il proprio lavoro quotidianamente al servizio dei cittadini, pur in un quadro di estrema difficoltà».
La notizia dell’inchiesta, che sarebbe andata avanti con alcuni accertamenti già portati a termine, ha provocato un certo scalpore nelle stanze del palazzo, dove, in effetti, dell’accaduto si parlava da tempo. I presunti sprechi, che riguarderebbero soprattutto l’uso dei mezzi ed in particolare il settore delle manifestazioni storiche, diretto dal dottor Daniele Berti, sarebbero stati oggetto di una lettera anonima inviata alla stessa procura e diverse stanze di palazzo Gambacorti, amministratori e funzionari. E pare che non sia la prima volta. Già negli anni scorsi lettere del medesimo tenore, alla vigilia del Giugno, sarebbero circolate con la stessa insistenza. Ora però, a parte il caso di Berti che è in procinto di andare in pesnione, tre dipendenti dell’economato sono stati trasferiti e sarebbero nel mirino per l’uso dei mezzi dell’amministrazione, auto e pulmini, per scopi personali. Si parla di gite in montagna e qualcuno solleva dubbi perfino su pieni di benzina messi in conto al Comune e ravvicinati, a ridosso l’uno dell’altro, proprio nei momenti in cui secondo il registro delle uscite i mezzi risultavano fermi in garage.
E piena fiducia nel lavoro della magistratura esprimono anche le Rsu, rappresentanze sindacali unitarie, del Comune. «Esprimiamo piena fiducia nell’operato della procura - hanno detto ieri i responsabili del sindacato - per l’accertamento di fatti ed eventuali comportamenti non conformi alle regole». La Rsu si augura che «questa giusta indagine non sia un’occasione per alimentare una propaganda che ha portato da molto tempo ad un discredito generalizzato dei dipendenti pubblici». La Rsu sottolinea la «serietà e lo spirito di collaborazione con cui i dipendenti pubblici svolgono il proprio lavoro quotidianamente al servizio dei cittadini, pur in un quadro di estrema difficoltà».
La notizia dell’inchiesta, che sarebbe andata avanti con alcuni accertamenti già portati a termine, ha provocato un certo scalpore nelle stanze del palazzo, dove, in effetti, dell’accaduto si parlava da tempo. I presunti sprechi, che riguarderebbero soprattutto l’uso dei mezzi ed in particolare il settore delle manifestazioni storiche, diretto dal dottor Daniele Berti, sarebbero stati oggetto di una lettera anonima inviata alla stessa procura e diverse stanze di palazzo Gambacorti, amministratori e funzionari. E pare che non sia la prima volta. Già negli anni scorsi lettere del medesimo tenore, alla vigilia del Giugno, sarebbero circolate con la stessa insistenza. Ora però, a parte il caso di Berti che è in procinto di andare in pesnione, tre dipendenti dell’economato sono stati trasferiti e sarebbero nel mirino per l’uso dei mezzi dell’amministrazione, auto e pulmini, per scopi personali. Si parla di gite in montagna e qualcuno solleva dubbi perfino su pieni di benzina messi in conto al Comune e ravvicinati, a ridosso l’uno dell’altro, proprio nei momenti in cui secondo il registro delle uscite i mezzi risultavano fermi in garage.
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