Il dolore
pisa
Il concorso è pilotato? Fate causa
Candida Virgone
Replicano il direttore dell'Azienda ospedaliera e l'assessore Rossi
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PISA. «Non ci sono concorsi fatti apposta per stabilizzare qualcuno e finora la direzione dell’azienda ospedaliera non ha motivo di mettere in discussione la regolarità dell’operato della commissione». Ci siamo. La querelle sul concorso di psichiatria approda nelle stanze istituzionali. Replicano oggi - a tutte le proteste di contrattisti, aspiranti ed esclusi - il direttore generale dell’Aoup, Carlo Rinaldo Tomassini, e l’assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi. E tutti e due non hanno dubbi. «Se qualcuno pensa che questo concorso non sia regolare - aggiungono - ci sono le sedi opoortune, o il tar o la procura. Ma ci vogliono “fatti concreti”». La direzione aziendale replica punto per punto alle obiezioni sollevate in questi giorni dai vari bocciati. «La commissione d’esame - dice Tomassini - è stata nominata in base al decreto presidenziale 483 del 97. Uno dei componenti e relativo supplente sono stati estratti a sorte in seduta pubblica, dall’apposita commissione esistente in azienda, tra tutti i direttori di struttura complessa psichiatrica iscritti nel ruolo nominativo regionale.
Il secondo (e supplente) sono stati designati con decreto del presidente della giunta regionale, con sorteggio fra gli iscritti dello stesso ruolo. Il presidente, siccome non c’era in azienda un direttore di struttura complessa pschiatrica non universitario, è stato nominato dal direttore generale, come prevede il decreto 483, fra i titolari delle strutture complesse appartenenti all’area delle specialità mediche». «Non esistono procedure privilegiate di assunzione - sottolinea il neodirettore - sarebbe illegale, un atto lesivo del diritto costituzionalmente riconosciuto di concorrere per l’accesso al pubblico impiego». E veniamo alle graduatorie di trasferimento. «Le domande - spiega Tomassini non erano 40, come dice una delle concorenti, bensì 14, e sono state valutate dai competenti direttori di struttura complessa, in questo caso Cassano, la professoressa Dell’Osso e il prof. Mario Guazzelli. Una domanda è stata accolta, gli altri candidati non sono stati ritenuti in possesso delle caratteristiche professionali necessarie al funzionamento dei servizi dell’azienda.
In ogni caso, al di là del trasferimento, potevano partecipare ugualmente al concorso. Quarto: l’azienda non ha motivo di pensare che via siano irregolarità nell’operato della commissione». «Premesso ciò - aggiunge Tomassini - se qualcuno ritiene lesi i suoi diritti, può sempre rivolgerdsi al tar (n.d.r.: cosa che cinque psichiatri titolari di contratti in scadenza hanno fatto) o alla procura, oppure far conoscere alla direzione dell’azienda i fatti concreti che rappresentano una violazione dei loro interessi legittimi per un eventuale intervento riparatore». E veniamo all’integrazione fra struttura ospedaliera e territorio per la psichiatria. «Si tratta di un percorso - ha precisato il neodirettore - ricercato e voluto in tutte e tre le Aziende ospedaliero-universitarie della Toscana, per garantire una migliore offerta possibile di competenze e qualità in questo settore assistenziale. In ogni caso, se il concorso si chiuderà come sembra, l’Aoup manterrà col gruppo degli psichiatri un corretto rapporto professionale, salvaguardando il valore e l’unitarietà dell’esperienza che hanno maturato in questi anni».
«Tensioni e conflitti - ha concluso Tomassini - hanno poco a che fare con la valorizzazione delle professionalità e la cura dei pazienti. Quest’amministrazione, con la Regione e l’università, farà di tutto per sviluppare il ruolo che Pisa ricopre da decenni come punto di riferimento della psichiatria nazionale». «I concorsi non sono riservati - tuona Rossi -, sono aperti a tutti, e in nove anni di assessorato dignitoso non me ne sono mai occupato: sarebbe un reato. In questo paese esistono il diritto amministrativo e quello penale, dunque questi signori facciano le loro mosse. Per i precari, ho fatto un accordo regionale che tende a limitarne la presenza nelle aziende, dimezzata a mille, diversamente da Brunetta che su Repubblica pontifica di schifare chi difende il precariato».
Il secondo (e supplente) sono stati designati con decreto del presidente della giunta regionale, con sorteggio fra gli iscritti dello stesso ruolo. Il presidente, siccome non c’era in azienda un direttore di struttura complessa pschiatrica non universitario, è stato nominato dal direttore generale, come prevede il decreto 483, fra i titolari delle strutture complesse appartenenti all’area delle specialità mediche». «Non esistono procedure privilegiate di assunzione - sottolinea il neodirettore - sarebbe illegale, un atto lesivo del diritto costituzionalmente riconosciuto di concorrere per l’accesso al pubblico impiego». E veniamo alle graduatorie di trasferimento. «Le domande - spiega Tomassini non erano 40, come dice una delle concorenti, bensì 14, e sono state valutate dai competenti direttori di struttura complessa, in questo caso Cassano, la professoressa Dell’Osso e il prof. Mario Guazzelli. Una domanda è stata accolta, gli altri candidati non sono stati ritenuti in possesso delle caratteristiche professionali necessarie al funzionamento dei servizi dell’azienda.
In ogni caso, al di là del trasferimento, potevano partecipare ugualmente al concorso. Quarto: l’azienda non ha motivo di pensare che via siano irregolarità nell’operato della commissione». «Premesso ciò - aggiunge Tomassini - se qualcuno ritiene lesi i suoi diritti, può sempre rivolgerdsi al tar (n.d.r.: cosa che cinque psichiatri titolari di contratti in scadenza hanno fatto) o alla procura, oppure far conoscere alla direzione dell’azienda i fatti concreti che rappresentano una violazione dei loro interessi legittimi per un eventuale intervento riparatore». E veniamo all’integrazione fra struttura ospedaliera e territorio per la psichiatria. «Si tratta di un percorso - ha precisato il neodirettore - ricercato e voluto in tutte e tre le Aziende ospedaliero-universitarie della Toscana, per garantire una migliore offerta possibile di competenze e qualità in questo settore assistenziale. In ogni caso, se il concorso si chiuderà come sembra, l’Aoup manterrà col gruppo degli psichiatri un corretto rapporto professionale, salvaguardando il valore e l’unitarietà dell’esperienza che hanno maturato in questi anni».
«Tensioni e conflitti - ha concluso Tomassini - hanno poco a che fare con la valorizzazione delle professionalità e la cura dei pazienti. Quest’amministrazione, con la Regione e l’università, farà di tutto per sviluppare il ruolo che Pisa ricopre da decenni come punto di riferimento della psichiatria nazionale». «I concorsi non sono riservati - tuona Rossi -, sono aperti a tutti, e in nove anni di assessorato dignitoso non me ne sono mai occupato: sarebbe un reato. In questo paese esistono il diritto amministrativo e quello penale, dunque questi signori facciano le loro mosse. Per i precari, ho fatto un accordo regionale che tende a limitarne la presenza nelle aziende, dimezzata a mille, diversamente da Brunetta che su Repubblica pontifica di schifare chi difende il precariato».
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