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Corte d’appello, la disputa riparte

Corte d’appello, la disputa riparte

Pieroni: si farà qui. Ma Alfano ha dato la sua parola anche a Lucca

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PISA. Ci risiamo. E’ di nuovo Pisa contro Lucca per avere una seconda sezione della Corte d’Appello in Toscana, dopo quella di Firenze. La scintilla è stata una visita a Lucca del ministro della giustizia Angelino Alfano. Così si è riaperta la contesa. Pisa, attraverso il presidente della Provincia Andrea Pieroni, si mette ancora di traverso: «Crediamo alla parola che il ministro ci ha dato nello scorso ottobre». Sembra di essere tornati indietro di otto anni. Era l’ottobre del 2001 quando la candidatura lucchese provò a decollare, sostenuta da un disegno di legge dell’allora vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, che era anche coordinatore della Lega Nord. Calderoli mise anche la sua firma sul progetto della Casa delle Libertà, promosso in primis da Pera e Matteoli. Le manovre, frontali e dietro le quinte, sono andate avanti per anni. Centrodestra (lucchese-regionale-nazionale) contro centrosinistra (pisano-regionale-nazionale). Si parlava anche di una spartizione: Corte a Lucca, Tar a Pisa. Nel 2004 il senatore Modica, ex rettore, tuonava: «Certe decisioni non possono essere prese in base a spinte localistiche, ci vogliono criteri precisi».

E così, tra spallate di qui e spallate di là, in mezzo a tutti gli altri problemi della giustizia italiana, il derby è uscito dai riflettori. Adesso però la corsa sembra essere ripartita. A Lucca sono convinti di poterla spuntare. Parlano addirittura di una promessa. Ad avere la Corte d’Appello sarebbe in realtà Viareggio (che ha di recente virato verso il centrodestra), già sede di una sede decentrata del tribunale. Pisa si difende. «Abbiamo mantenuto i contatti con il ministro - aggiunge Pieroni - il quale ci aveva assicurato che ogni decisione sarebbe stata presa attraverso i provvedimenti finalizzati ad una revisione complessiva del sistema giustizia e che, in tale ambito, Pisa restava tra le principali candidature». Il presidente della Provincia fa riferimento all’incontro avuto a Roma con il ministro giovedì 29 ottobre 2008. In quell’occasione la delegazione pisana era nutrita: oltre a Pieroni c’erano il sindaco Marco Filippeschi, con gli assessori Fabrizio Cerri e Andrea Serfogli; i capigruppo comunali Patrizia Paoletti Tangheroni e Luca Titoni; il presidente dell’Ordine provinciale degli avvocati Rosa Capria, accompagnata dall’avv. Nicola Favati. Si era mosso per loro anche l’on. Enrico Letta.

Ad Alfano vennero ribadite tutte le qualità di Pisa. «Dopo Firenze è il capoluogo della provincia più estesa territorialmente, più popolosa e con il maggior numero di comuni. E’ il naturale baricentro geografico dell’area, comodamente raggiungibile in automobile e in treno da ciascuno degli altri territori costieri, con eguale tempo di percorrenza, oltre a godere direttamente dei servizi nazionali e internazionali dell’aeroporto Galilei. In più, l’Ordine degli Avvocati pisano è secondo per dimensioni, in regione, solo a quello di Firenze. A Pisa esplica la sua attività una delle prime scuole forensi italiane, in stretto collegamento con le istituzioni universitarie e con la Scuola Sant’Anna, e ciò consente di assicurare la centralità nell’area costiera in tema di formazione e di costante aggiornamento professionale. Infine, le statistiche indicano per il tribunale di Pisa il maggior carico delle pendenze». Il ministro spiegò che si sarebbe avviato quanto prima un iter destinato alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie italiane, individuando criteri e parametri oggettivi su cui operare per le opportune modifiche. «Monitoriamo la situazione - conclude Pieroni - attraverso i nostri canali politici ed i parlamentari pisani».

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