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Dodici rom accettano i soldi e vanno via

Candida Virgone
Dodici rom accettano i soldi e vanno via

Stilato l’accordo sociale fra nomadi, Asl 5 e Società della salute

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PISA. Sono già dodici i rumeni che hanno accettato di esser pagati per andarsene da Pisa, esprimendo la volontà di rientrare in Romania: si tratta di otto adulti e quattro bambini, appartenenti a quattro nuclei familiari diversi, uno dei quali composto da cinque persone. E per loro, la Società della Salute e l'Asl, hanno già stilato le linee di massima del contratto sociale previsto per l’operazione.

 L’importo in danaro di cui le famiglie potranno beneficiare varia da un minimo di cinquecento euro ad un massimo di mille a nucleo, importo che varia sulla base della numerosità, della presenza di minori o di persone con particolari problematiche di salute. I dodici che per primi hanno chiesto la possibilità di poter usufruire del rimpatrio volontario assistito, come prevede anche la Regione, sono stati accompagnati giovedì scorso al consolato rumeno di Milano, che li ha muniti di tutti i documenti necessari per il rimpatrio. Si trattava infatti di famiglie provenienti dal campo abusivo di Cisanello, i cui documenti di identità sarebbero stati in parte smarriti.

 In tutto nella zona di Pisa, secondo un censimento messo in atto dalla Società della salute, i rom che si sono installati in campi abusivi sarebbero duecento, cinquanta dei quali però ultimamente si sarebbero spostati in territori nel Comune di San Giuliano. L’accompagnamento potrà avvenire una volta approvato da tutte e due le parti in maniera definitiva l’accordo di rimpatrio, ma sarebbe questioni di giorni. I rom rumeni che hanno aderito saranno rimpatriati in bus messi a disposizione dal Comitato provinciale della Cri, in un percorso ancora da definire ma che, compresa l’Italia, attraverserà quattro stati.

 L’accordo impegna i rom a chiedere solo i benefici necessari al rimpatrio, a non rientrare in Italia almeno per un anno rispettando il piano di rientro concordato, pena la perdita dei benefici, e infine a rinunciare per il futuro ad accamparsi o a erigere baracche in zona in luoghi pubblici o privati che non siano destinati allo scopo. Asl 5 e società della salute si occuperanno, con personale e mezzi della Croce rossa, al trasporto al consolato rumeno di chi eventualmente avesse bisogno di documenti, condizione in cui si trovebbero quasi tutti gli ospiti dei campi abusivi, visto anche che quei pochi che li avevano li hanno smarriti nelle varie calamità accadute nei campi (dai nubifragi agli incendi); provvederanno inoltre alle spese e all’organizzazione del viaggio e all’erogazione del previsto contributo in danaro, a ciascuna famiglia, al momento dell’arrivo alla località prescelta, mentre il beneficiario dovrà rilasciare una ricevuta.

 Un’operazione che non ha mancato di suscitare polemiche anche a livello locale: critiche da parte di chi si occupa di solidarietà e non vede di buon occhio l’iniziativa nuda e cruda, ma anche dalla gente comune che non capisce perché si debbano dar soldi o assistenza a chi, per quanto sia un presunto derelitto, conduce un’esistenza al di fuori di ogni legge, o ancora da parte di chi mette in correlazione il vertiginoso aumento dei furti in zona con il pullulare di campi abusivi in cui, di fatto, le incursioni di polizia e carabinieri - spesso concluse con arresti - recuperano di tutto.

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