Proteste
Dvd abusivi, nessun controllo
Gian Mario Scanu
Un collaboratore del Tirreno si improvvisa venditore abusivo in Piazza dei Miracoli. Ma nessuno lo ferma. E così l'ordinanza anti-borsoni del sindaco resta inapplicata
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PISA. Ma l’ordinanza antiborsoni del sindaco davvero rende la vita impossibile agli ambulanti senza licenza? Davvero, come temono alcuni intellettuali, manda in miseria chi vorrebbe vendere la propria mercanzia in Piazza dei Miracoli? Dopo un pomeriggio passato a fare il venditore ambulante, la risposta è no. È vero che armato di borsone era un uomo di razza bianca (anche se un po’ scuro di pelle), ma è andata così.
Come entrare in piazza?
Non è così difficile. Basta evitare di accedervi da via S. Maria. Infatti, appena arrivato in piazza con il mio borsone nero, uguale ai tanti borsoni usati dai venditori abusivi senegalesi, mi trovo di fronte ad un grosso schieramento di forze della polizia municipale. Quattro agenti, un’auto e un pulmino. Un’altra macchina della polizia municipale staziona all’altezza del Museo delle Sinopie. Non è proprio il caso di sfidare per ora, questo schieramento di forze, che difende in maniera così strenua lo skyline di Piazza dei Miracoli e decido di entrare dall’entrata dietro la Torre di Pisa.
Lì, subito al di fuori dell’inferriata che cinge la piazza, stazionano i tanti ambulanti, a cui non è permesso l’accesso. Chiedo, se secondo loro, rischio molto a provare a vendere i miei prodotti in piazza. Me lo sconsigliano vivamente. Se venissi beccato, le guardie sequestrerebbero il mio borsone. Pieno di giornali vecchi, scatole e custodie di cd. L’unica cosa di valore ce l’ho in mano: due film originali in Dvd, nemmeno aperti. Che proverò a vendere in Piazza.
L’abusivo.
Entro in piazza con la sacca su una spalla e i dvd in mano. Subito, mi accosto ad una famiglia di turisti francesi, cercando, senza esito, di proporgli l’acquisto dei miei dvd. Non mi abbatto, e provo subito dopo a venderli ad una scolaresca. Niente. Intanto mi avvicino sempre di più al cuore della piazza, l’entrata della Torre. A qualche decina di metri da me, ci sono schierati i vigili urbani. Io provo, lo stesso, a fare il mio “lavoro”. Mi avvicino ad una coppia seduta sui gradini, di fronte all’abside del duomo. Niente, nemmeno stavolta. O non sono un buono venditore o i turisti non apprezzano il cinema d’autore italiano. Percorro esteriormente la navata sinistra del duomo, per cercare di vendere i miei prodotti di fronte al Duomo e al battistero.
Inseguimento e sorpasso.
Improvvisamente, mi accorgo, che dietro di me, si sta avvicinando a passo spedito un vigile urbano. Bene. Dopo circa venti minuti di attività, sarò bloccato. Il vigile è sempre più vicino e io sto quasi immobile, con in mano i due dvd e il famigerato borsone a spalla. Ormai mi ha raggiunto. Ma, sorpresa, non si accorge della mia ingombrante presenza e mi supera, mentre io brandisco in mano “le armi del delitto”.
Non mi arrendo.
Faccio di tutto per essere fermato. Provo a vendere le mie merci davanti all’entrata principale del duomo. Niente, neanche stavolta. Mi avvicino al battistero e provo ad avvicinare due suore, proponendoli i miei prodotti. Non riesco né a farli acquistare niente, né tanto meno ad essere bloccato.
Gli ultimi tentativi.
Continuo a perseverare, convinto che prima o poi qualcuno si accorgerà della presenza di un venditore abusivo con tanto di borsone e mi fermerà. Così percorro Piazza dei miracoli, costeggiando il complesso di Santa Chiara. Mi accorgo che nemmeno l’entrata da Porta Nuova è controllata dalla polizia municipale e qualsiasi venditore ambulante abusivo avrebbe gioco facile a provare a vendere in quella zona.
Continuo a provare a vendere la mia merce, diventando sempre più sfacciato. Mi avvicino al museo delle Sinopie dove staziona la prima pattuglia dei vigili urbani. Fermo due turisti stranieri. Niente il vigile urbano che ascolta la radio, seduto dentro la vettura, non bada minimamente a me.
L’uscita dalla piazza.
Mi aspetta l’ultima sfida. Passare di fronte al più nutrito gruppo di forze della polizia municipale che è fermo di fronte all’entrata di Via Santa Maria. Finalmente qualcuno si degnerà di chiedermi delle spiegazioni sulla presenza di quel borsone nero nelle mie mani.
Mi accosto, gli passo accanto. Ma niente, nemmeno stavolta si accorgono di me. Ed io posso uscire tranquillamente dalla piazza, dopo che per un pomeriggio ho tentato indisturbato di vendere abusivamente in Piazza dei Miracoli.
Come entrare in piazza?
Non è così difficile. Basta evitare di accedervi da via S. Maria. Infatti, appena arrivato in piazza con il mio borsone nero, uguale ai tanti borsoni usati dai venditori abusivi senegalesi, mi trovo di fronte ad un grosso schieramento di forze della polizia municipale. Quattro agenti, un’auto e un pulmino. Un’altra macchina della polizia municipale staziona all’altezza del Museo delle Sinopie. Non è proprio il caso di sfidare per ora, questo schieramento di forze, che difende in maniera così strenua lo skyline di Piazza dei Miracoli e decido di entrare dall’entrata dietro la Torre di Pisa.
Lì, subito al di fuori dell’inferriata che cinge la piazza, stazionano i tanti ambulanti, a cui non è permesso l’accesso. Chiedo, se secondo loro, rischio molto a provare a vendere i miei prodotti in piazza. Me lo sconsigliano vivamente. Se venissi beccato, le guardie sequestrerebbero il mio borsone. Pieno di giornali vecchi, scatole e custodie di cd. L’unica cosa di valore ce l’ho in mano: due film originali in Dvd, nemmeno aperti. Che proverò a vendere in Piazza.
L’abusivo.
Entro in piazza con la sacca su una spalla e i dvd in mano. Subito, mi accosto ad una famiglia di turisti francesi, cercando, senza esito, di proporgli l’acquisto dei miei dvd. Non mi abbatto, e provo subito dopo a venderli ad una scolaresca. Niente. Intanto mi avvicino sempre di più al cuore della piazza, l’entrata della Torre. A qualche decina di metri da me, ci sono schierati i vigili urbani. Io provo, lo stesso, a fare il mio “lavoro”. Mi avvicino ad una coppia seduta sui gradini, di fronte all’abside del duomo. Niente, nemmeno stavolta. O non sono un buono venditore o i turisti non apprezzano il cinema d’autore italiano. Percorro esteriormente la navata sinistra del duomo, per cercare di vendere i miei prodotti di fronte al Duomo e al battistero.
Inseguimento e sorpasso.
Improvvisamente, mi accorgo, che dietro di me, si sta avvicinando a passo spedito un vigile urbano. Bene. Dopo circa venti minuti di attività, sarò bloccato. Il vigile è sempre più vicino e io sto quasi immobile, con in mano i due dvd e il famigerato borsone a spalla. Ormai mi ha raggiunto. Ma, sorpresa, non si accorge della mia ingombrante presenza e mi supera, mentre io brandisco in mano “le armi del delitto”.
Non mi arrendo.
Faccio di tutto per essere fermato. Provo a vendere le mie merci davanti all’entrata principale del duomo. Niente, neanche stavolta. Mi avvicino al battistero e provo ad avvicinare due suore, proponendoli i miei prodotti. Non riesco né a farli acquistare niente, né tanto meno ad essere bloccato.
Gli ultimi tentativi.
Continuo a perseverare, convinto che prima o poi qualcuno si accorgerà della presenza di un venditore abusivo con tanto di borsone e mi fermerà. Così percorro Piazza dei miracoli, costeggiando il complesso di Santa Chiara. Mi accorgo che nemmeno l’entrata da Porta Nuova è controllata dalla polizia municipale e qualsiasi venditore ambulante abusivo avrebbe gioco facile a provare a vendere in quella zona.
Continuo a provare a vendere la mia merce, diventando sempre più sfacciato. Mi avvicino al museo delle Sinopie dove staziona la prima pattuglia dei vigili urbani. Fermo due turisti stranieri. Niente il vigile urbano che ascolta la radio, seduto dentro la vettura, non bada minimamente a me.
L’uscita dalla piazza.
Mi aspetta l’ultima sfida. Passare di fronte al più nutrito gruppo di forze della polizia municipale che è fermo di fronte all’entrata di Via Santa Maria. Finalmente qualcuno si degnerà di chiedermi delle spiegazioni sulla presenza di quel borsone nero nelle mie mani.
Mi accosto, gli passo accanto. Ma niente, nemmeno stavolta si accorgono di me. Ed io posso uscire tranquillamente dalla piazza, dopo che per un pomeriggio ho tentato indisturbato di vendere abusivamente in Piazza dei Miracoli.
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