Gioco
"Abbiamo pagato troppe tasseora l'Università ci ridia i soldi"
Silvia Alonzo
L’Università di Pisa nel 2008 ha sforato il tetto per le entrate che possono derivarle dalle tasse degli studenti: non più del 20% rispetto ai trasferimenti dal ministero, dice la legge. Lo sforamento sarebbe di uno 0,35%. E gli studenti di Sinistra Per, fatti i conti, adesso chiedono che l'ateneo li rimborsi per i soldi versati in più
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PISA. Rimborso dei soldi pagati in più e un concreto impegno a non aumentare le tasse universitarie nei prossimi anni: sono le richieste che gli studenti della lista “Sinistra Per...” presenteranno al consiglio di amministrazione dell’ateneo a giugno. Le proposte avanzate dalla lista studentesca scaturiscono a seguito della recente approvazione del bilancio consuntivo 2008.
Infatti - informa “Sinistra Per...” - l’Università di Pisa ha infatti sforato dello 0,35% il tetto massimo imposto dalla normativa del 1997, secondo la quale le entrate che derivano dalle tasse studentesche non devono superare il 20% del Fondo di finanziamento ordinario (ovvero i soldi che il ministero trasferisce annualmente agli atenei).
L’attento monitoraggio effettuato da “Sinistra Per...” ha evidenziato che l’aumento delle tasse e il conseguente superamento del limite stabilito dalla legge hanno arricchito le casse dell’Università di Pisa di una cifra pari a circa 800mila euro.
Lo 0,35% in più relativo al bilancio 2008 dell’ateneo potrebbe tuttavia scomparire, qualora il ministero accettasse la richiesta dell’università di Pisa di calcolare il Fondo di finanziamento ordinario tenendo conto degli incrementi di stipendio dei docenti, che da anni sono a carico delle Università. In questo caso la percentuale della contribuzione studentesca scenderebbe al di sotto del 20%, così come è sempre stato negli anni dal 2003 al 2007.
Per questo motivo, durante la fase di assestamento del bilancio prevista per il mese di giugno, “Sinistra Per...” chiederà prima di tutto al consiglio di amministrazione il rimborso a tutti gli studenti dei soldi pagati in eccesso; in secondo luogo, in caso di riparametrazione del Fondo di finanziamento ordinario da parte del ministero, verrà proposto di adottare una delibera in base a cui l’Università di Pisa si impegna a non aumentare le tasse nei prossimi anni. La seconda proposta vorrebbe affidare esclusivamente all’ateneo pisano il compito di risolvere con il ministero il problema della progressiva diminuzione delle entrate fino al 2013, evitando così agli studenti ulteriori aggravi economici.
Infatti - informa “Sinistra Per...” - l’Università di Pisa ha infatti sforato dello 0,35% il tetto massimo imposto dalla normativa del 1997, secondo la quale le entrate che derivano dalle tasse studentesche non devono superare il 20% del Fondo di finanziamento ordinario (ovvero i soldi che il ministero trasferisce annualmente agli atenei).
L’attento monitoraggio effettuato da “Sinistra Per...” ha evidenziato che l’aumento delle tasse e il conseguente superamento del limite stabilito dalla legge hanno arricchito le casse dell’Università di Pisa di una cifra pari a circa 800mila euro.
Lo 0,35% in più relativo al bilancio 2008 dell’ateneo potrebbe tuttavia scomparire, qualora il ministero accettasse la richiesta dell’università di Pisa di calcolare il Fondo di finanziamento ordinario tenendo conto degli incrementi di stipendio dei docenti, che da anni sono a carico delle Università. In questo caso la percentuale della contribuzione studentesca scenderebbe al di sotto del 20%, così come è sempre stato negli anni dal 2003 al 2007.
Per questo motivo, durante la fase di assestamento del bilancio prevista per il mese di giugno, “Sinistra Per...” chiederà prima di tutto al consiglio di amministrazione il rimborso a tutti gli studenti dei soldi pagati in eccesso; in secondo luogo, in caso di riparametrazione del Fondo di finanziamento ordinario da parte del ministero, verrà proposto di adottare una delibera in base a cui l’Università di Pisa si impegna a non aumentare le tasse nei prossimi anni. La seconda proposta vorrebbe affidare esclusivamente all’ateneo pisano il compito di risolvere con il ministero il problema della progressiva diminuzione delle entrate fino al 2013, evitando così agli studenti ulteriori aggravi economici.
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