Il Tirreno

Pisa

In quaranta vogliono aprire, ma il divieto resta

Pronti alla sfida: «Rischieremo le multe, ma domani noi tireremo su le serrande»

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PISA. I commercianti di Corso Italia e Borgo Stretto minacciano di uscire dalle associazioni di categoria - Confesercenti e Confcommercio - dopo il loro mancato sostegno alla battaglia contro l’ordinanza comunale che vieta l’apertura degli esercizi commerciali domani, 25 aprile. «Per quanto mi riguarda, uscirò dalla Confesercenti e insieme tanti altri abbandoneranno le due associazioni di categoria - afferma Francesco Mezzolla, proprietario del negozio di abbigliamento Eredi Vincenzi -. Non mi sento più rappresentato da loro e stiamo pensando insieme ad altri imprenditori di creare un’associazione che riunisca tutti i commercianti delle vie del centro storico». La richiesta di apertura non è una battaglia isolata di pochi commercianti. Infatti, i promotori della protesta contro l’obbligo di chiusura - Francesco Mezzolla e Patrizio Rofrano - hanno raccolto nella sola giornata di ieri oltre quaranta adesioni da parte di commercianti e catene di negozi che operano tra Corso Italia e Borgo Stretto per chiedere una deroga che permetta loro di poter aprire domani, il giorno in cui si festeggia la liberazione dal nazifascismo.

«Vi è stata una grossa mobilitazione da parte dei commercianti pisani - spiegano i promotori della raccolta firme - anche da parte dei responsabili dei franchising e abbiamo ricevuto la solidarietà di tanti nostri colleghi». La protesta dei negozianti è stata ascoltata e raccolta anche dal consigliere di minoranza Diego Petrucci (Pdl), il quale ieri ha presentato una mozione urgente, che però non è stata discussa. Petrucci chiedeva al sindaco e alla giunta di rivedere la normativa, dando così ai negozi la libertà di scegliere se aprire o rimanere chiusi. «L’ordinanza è frutto di un lungo lavoro di concertazione tra l’amministrazione comunale, le associazioni e i sindacati di categoria. Rivederla è alquanto difficile - sostiene Giuseppe Forte, assessore alle attività produttive -. Se questa richiesta da parte dei commercianti ci fosse stata inoltrata qualche mese fa e non a ridosso del giorno obbligatorio di chiusura, probabilmente avremmo potuta accoglierla». Ma molti commercianti, di cui alcuni presenti nell’aula del consiglio comunale al momento del dibattito, non accettano questa decisione e sono pronti a disobbedire all’ordinanza, rischiando multe di oltre 1.000 euro.

«Il 25 aprile io aprirò e, come me, faranno altri colleghi - annuncia Mezzolla -. Impedendo l’apertura, la maggioranza che governa palazzo Gambacorti non si accorge di procurarci un grosso danno economico, per di più in un periodo di grossa crisi come questo». I commercianti, inoltre, trovano incomprensibile il fatto che mentre loro sono obbligati alla chiusura, i bar e i ristoranti possano restare aperti. Nello stesso giorno, inoltre, si terrà fino alle 13 il mercato in via Paparelli, mentre nei capoluoghi delle province confinanti, Lucca e Livorno, i negozi resteranno regolarmente aperti. «Pur essendo profondamente in disaccordo con l’ordinanza, io la rispetterò - afferma Massimo Valenti - ma trovo profondamente discriminatorio fare differenze tra comparti commerciali». «Credo - prosegue Valenti - che in questo modo si finisca per favorire il commercio nelle città vicine, dove i pisani si recheranno a fare shopping sabato (domani, nda), trovando chiusi i negozi da noi». «Non vi è nessun intento discriminatorio, poiché si tratta di attività diverse, disciplinate in maniera diversa - risponde Forte -.

Nelle altre città la regolamentazione per le attività commerciali è molto più restrittiva rispetto alla nostra che permette loro di aprire anche la domenica. Inoltre lì i negozi resteranno chiusi durante la festa nazionale del 2 giugno, mentre a Pisa, dove si svolgerà anche la regata storica, potranno lavorare liberamente, con ottime prospettive di guadagno». I commercianti, comunque, non intendono cedere e sono pronti a continuare la battaglia. Alcuni di loro stanno pensando di rivolgersi addirittura al noto programma tv “Striscia la notizia” per protestare contro quello che per loro è un sopruso dell’amministrazione cittadina. «Questa del Comune è una decisione antiliberale e profondamente ingiusta - dice Patrizio Rofrano -, faremo conoscere questa vicenda in tutta Italia: abbiamo già parlato con un celebre attore pisano, Roberto Farnesi, il quale ci ha espresso la sua solidarietà e si è reso disponibile a metterci in contatto con la redazione di “Striscia la notizia”».

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