Sicurezza
Gli studenti alle urne il 5 e 6 maggio per scegliere l'università che verrà
Elezioni universitarie per eleggere i rappresentanti studenteschi negli organi centrali e nelle facoltà. Si sceglie il futuro: inviate idee e proposte per l'università di domani
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Il 5 e 6 maggio si voterà per il rinnovo delle cariche dei rappresentanti degli studenti negli organi centrali e nelle facoltà. La campagna elettorale è cominciata un po’ in sordina, ma è destinata a crescere di tono e a coinvolgere la massa di studenti (oltre 50mila iscritti) dell’università di Pisa. Quattro le liste in competizione per gli organi centrali, mentre un’altra ha deciso di presentarsi solo nelle facoltà.
Cercare di vedere in questa votazione una specie di proiezione di un voto politico più ampio può essere vero, ma può portare anche fuori strada. È vero che Sinistra Per ha come punto di riferimento il Partito democratico e che la lista di Azione Universitaria-Studenti per la Libertà rappresenta il Popolo della Libertà. Ma le altre liste si smarcano da una simile classificazione. Ateneo studenti rivendica il suo ruolo, dal 1995, di lista apartitica nata dal desiderio di alcuni studenti di vivere da protagonisti la vita universitaria. Lista del tutto nuova e che fa il suo ingresso sul palcoscenico elettorale studentesco universitario è la lista Area Nuova. «Si chiama così - spiega Susanna Ceccardi, capolista in Senato Accademico - perché vuole aprire nell’ateneo una breccia di novità. È estranea a tutte le logiche partitiche che mirano soltanto ad accaparrarsi posti di comando all’interno dell’università».
Un’altra novità in queste elezioni è l’assenza della lista dei Collettivi, una lista che in passato è stata vicina alla Sinistra radicale e che ha capitanato molte proteste. I giovani di questa lista si sono sciolti nel movimento dell’Onda, un’esperienza che ha assorbito i loro impegni. Proprio da quest’esperienza, è nata la Rete delle assemblee in agitazione che dapprima ha presentato una propria lista negli organi centrali decidendo, al termine di un’assemblea dibattuta, di ritirare i candidati da Senato Accademico e Cda e restare soltanto nelle facoltà. «Il coordinamento dei collettivi - spiega Antonio - ha deciso di non candidarsi quest’anno perché questo avrebbe significato rappresentare l’Onda ed è apparso come impossibile da parte di chi nell’Onda si era sciolto, rinunciando, nei mesi di quest’autunno, alla propria struttura nell'interesse di tutto il movimento». Ed ora cerchiamo di vedere, in modo sintetico, quali sono le proposte che giungono da queste liste per cambiare il mondo universitario, quali sono i temi principali della campagna elettorale.
Rocco Albanese, studente della facoltà di Giurisprudenza, è il capolista in Senato Accademico di Sinistra Per. «Promuoveremo - dice Albanese - una programmazione organica della razionalizzazione dei corsi, del reclutamento e dei passaggi di carriera. Combatteremo le logiche baronali, sostituendo il dibattito trasparente al corporativismo accademico. Inoltre, interverremo sull’applicazione del decreto ministeriale 270 per evitare numeri chiusi e garantire un’università di qualità e aperta a tutti». Questo il cavallo di battaglia puntando anche su spazi agli studenti e trasparenza sui bilanci. La lista Azione Universitaria - Studenti per la Libertà ha presentato un questionario con una serie di proposte. Quelle che hanno superato la soglia media del 3,5 sono entrate nel programma elettorale.
«Innanzitutto - dice Luca Cuccu, studente di Economia e capolista in Senato Accademico - vorremmo affiancare all’ateneo pisano una fondazione che è ben lontana dalla trasformazione dell’ateneo in fondazione come vorrebbe l’articolo 16 della legge 133. Questo darebbe la possibilità di reperire i fondi da privati creando un collegamento virtuoso fra mondo della ricerca, università e mercato del lavoro. In secondo luogo, vorremmo istituire un fondo di rotazione per il finanziamento di attività imprenditoriali promosse da neo-laureati. Un finanziamento a tasso zero in cui l’ateneo entra per un certo periodo di tempo finanziando la società e dando la possibilità allo studente di realizzare tutto ciò che ha imparato».
Marco Maccioni, studente in Economia, capolista in Senato Accademico per Ateneo Studenti, spiega che «il nostro programma vuole ripartire da quella che è l’anima pulsante, il motore dell’Università italiana: lo studente. Abbiamo inserito una serie di misure che consentano ad ogni studente di sentirsi protagonista nel proprio ateneo, un ateneo a misura di studente. Ma che garantiscano la libertà di scelta di ognuno, che permettano l’accesso a servizi efficienti e originali come un Dsu di seconda generazione. E puntiamo a un rapporto con il territorio che fuoriesca dal binario dell’assistenzialismo».
Capolista in Senato Accademico per Area Nuova è Susanna Ceccardi, studentessa di Giurisprudenza. «Il nostro - spiega la rappresentante - è un sindacato studentesco che ha in mente di battersi per diversi temi a cominciare dalla possibilità di dare a tutti gli studenti la possibilità di sostenere tutti gli appelli, anche quelli riservati a studenti lavoratori e fuori corso, in tutte le facoltà. Sulle tasse, si punta alla equiparazione delle tasse universitarie pisane, più che raddoppiate negli ultimi cinque anni, alla media delle altre università statali italiane».
Infine, la Rete. Perché ritira i candidati negli organi centrali e non dalle facoltà? «La Rete delle Assemblee In Agitazione - spiega Antonio - non è una lista studentesca, ma una rete di soggetti di movimento che lavorano all’interno delle singole facoltà costruendo mobilitazioni su temi specifici».
Cercare di vedere in questa votazione una specie di proiezione di un voto politico più ampio può essere vero, ma può portare anche fuori strada. È vero che Sinistra Per ha come punto di riferimento il Partito democratico e che la lista di Azione Universitaria-Studenti per la Libertà rappresenta il Popolo della Libertà. Ma le altre liste si smarcano da una simile classificazione. Ateneo studenti rivendica il suo ruolo, dal 1995, di lista apartitica nata dal desiderio di alcuni studenti di vivere da protagonisti la vita universitaria. Lista del tutto nuova e che fa il suo ingresso sul palcoscenico elettorale studentesco universitario è la lista Area Nuova. «Si chiama così - spiega Susanna Ceccardi, capolista in Senato Accademico - perché vuole aprire nell’ateneo una breccia di novità. È estranea a tutte le logiche partitiche che mirano soltanto ad accaparrarsi posti di comando all’interno dell’università».
Un’altra novità in queste elezioni è l’assenza della lista dei Collettivi, una lista che in passato è stata vicina alla Sinistra radicale e che ha capitanato molte proteste. I giovani di questa lista si sono sciolti nel movimento dell’Onda, un’esperienza che ha assorbito i loro impegni. Proprio da quest’esperienza, è nata la Rete delle assemblee in agitazione che dapprima ha presentato una propria lista negli organi centrali decidendo, al termine di un’assemblea dibattuta, di ritirare i candidati da Senato Accademico e Cda e restare soltanto nelle facoltà. «Il coordinamento dei collettivi - spiega Antonio - ha deciso di non candidarsi quest’anno perché questo avrebbe significato rappresentare l’Onda ed è apparso come impossibile da parte di chi nell’Onda si era sciolto, rinunciando, nei mesi di quest’autunno, alla propria struttura nell'interesse di tutto il movimento». Ed ora cerchiamo di vedere, in modo sintetico, quali sono le proposte che giungono da queste liste per cambiare il mondo universitario, quali sono i temi principali della campagna elettorale.
Rocco Albanese, studente della facoltà di Giurisprudenza, è il capolista in Senato Accademico di Sinistra Per. «Promuoveremo - dice Albanese - una programmazione organica della razionalizzazione dei corsi, del reclutamento e dei passaggi di carriera. Combatteremo le logiche baronali, sostituendo il dibattito trasparente al corporativismo accademico. Inoltre, interverremo sull’applicazione del decreto ministeriale 270 per evitare numeri chiusi e garantire un’università di qualità e aperta a tutti». Questo il cavallo di battaglia puntando anche su spazi agli studenti e trasparenza sui bilanci. La lista Azione Universitaria - Studenti per la Libertà ha presentato un questionario con una serie di proposte. Quelle che hanno superato la soglia media del 3,5 sono entrate nel programma elettorale.
«Innanzitutto - dice Luca Cuccu, studente di Economia e capolista in Senato Accademico - vorremmo affiancare all’ateneo pisano una fondazione che è ben lontana dalla trasformazione dell’ateneo in fondazione come vorrebbe l’articolo 16 della legge 133. Questo darebbe la possibilità di reperire i fondi da privati creando un collegamento virtuoso fra mondo della ricerca, università e mercato del lavoro. In secondo luogo, vorremmo istituire un fondo di rotazione per il finanziamento di attività imprenditoriali promosse da neo-laureati. Un finanziamento a tasso zero in cui l’ateneo entra per un certo periodo di tempo finanziando la società e dando la possibilità allo studente di realizzare tutto ciò che ha imparato».
Marco Maccioni, studente in Economia, capolista in Senato Accademico per Ateneo Studenti, spiega che «il nostro programma vuole ripartire da quella che è l’anima pulsante, il motore dell’Università italiana: lo studente. Abbiamo inserito una serie di misure che consentano ad ogni studente di sentirsi protagonista nel proprio ateneo, un ateneo a misura di studente. Ma che garantiscano la libertà di scelta di ognuno, che permettano l’accesso a servizi efficienti e originali come un Dsu di seconda generazione. E puntiamo a un rapporto con il territorio che fuoriesca dal binario dell’assistenzialismo».
Capolista in Senato Accademico per Area Nuova è Susanna Ceccardi, studentessa di Giurisprudenza. «Il nostro - spiega la rappresentante - è un sindacato studentesco che ha in mente di battersi per diversi temi a cominciare dalla possibilità di dare a tutti gli studenti la possibilità di sostenere tutti gli appelli, anche quelli riservati a studenti lavoratori e fuori corso, in tutte le facoltà. Sulle tasse, si punta alla equiparazione delle tasse universitarie pisane, più che raddoppiate negli ultimi cinque anni, alla media delle altre università statali italiane».
Infine, la Rete. Perché ritira i candidati negli organi centrali e non dalle facoltà? «La Rete delle Assemblee In Agitazione - spiega Antonio - non è una lista studentesca, ma una rete di soggetti di movimento che lavorano all’interno delle singole facoltà costruendo mobilitazioni su temi specifici».
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