Sicurezza
La Stella Maris va via, Calambrone cresce
Donatella Lascar
Nuovi appartamenti e negozi al posto della casa di cura per bambini
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CALAMBRONE. Per commercianti e albergatori la novità li ha colti decisamente di sorpresa: la Fondazione Stella Maris ha chiesto di trasferire la propria struttura all’interno della città. Così anche l’ultimo polo di eccellenza sparirebbe dal Litorale come poco tempo fa è accaduto per l’ospedale ortopedico, portando via con sé un indotto economico di cui si avvertirà la mancanza soprattutto nei mesi invernali, per tutto il tempo che dovrà passare prima che il terzo polo residenziale del Litorale diventi una realtà. I pazienti della Stella Maris infatti, si aggirano tra i 2000-2500 l’anno di cui il 62% è extra regionale. Questo significa che gli alberghi nelle vicinanze possono contare su presenze nel periodo invernale che vanno a coprire il vuoto di quando non c’è turismo vacanziero. Ma anche i commercianti possono contare su una clientela più ampia di quella fatta solo di residenti e come ha detto lo stesso proprietario del negozio di ottica e fotografia di viale del Tirreno, «si tratta di un lavoro basato su necessità quotidiane come l’aggiustatura di un paio di occhiali o semplici fotocopie, ma pur sempre un lavoro continuativo dovuto alla permanenza prolungata e al ricambio continuo». La notizia è circolata dopo che durante un’assemblea pubblica, peraltro andata praticamente deserta e tenutasi al Calambrone, è stata presentata la variante urbanistica che permetterebbe alla Stella Maris di spostare la propria struttura in zona Cisanello nell’area di via Bargagna. L’assessore Fabrizio Cerri infatti ha sostenuto che per il Comune non ci sono problemi per la nuova localizzazione in quanto andrebbe a completare l’asse scientifico costituito dal Cnr e dal nuovo ospedale di Cisanello.
L’ipotesi di spostamento riguarda un’area oggetto di un piano attuativo approvato ed in corso di realizzazione. Per quanto riguarda invece la struttura attuale non verrebbero realizzati solo appartamenti ma verrebbe utilizzata anche per l’ubicazione di uffici e attività commerciali rispettando quindi il criterio che ha orientato l’intero recupero della zona, così da farne il terzo polo residenziale del Litorale. Grande strada con parcheggio a verde e un’area interna a verde pedonale e ciclabile parallela a viale del Tirreno all’interno appunto di un progetto complessivo di rinascita del Calambrone. Roberto Cutajar, il direttore generale della Fondazione Stella Maris ha spiegato che l’ipotesi di trasferimento è stata formulata circa due mesi fa per diversi motivi. «La nostra struttura - spiega il direttore - è sorta cinquant’anni fa come colonia e solo in seguito si è evoluta come ospedale specializzandosi sempre più soprattutto nella ricerca. Tutto questo nel corso del tempo ha comportato ricoveri di bambini sempre più piccoli e in condizioni sempre più gravi, motivo per cui abbiamo la necessità di essere vicini ad un pronto soccorso. Inoltre, da un punto di vista pratico ogni giorno i nostri degenti devono affrontare continui spostamenti per l’ospedale di Pisa per consulenze e prestazioni ambulatoriali. In più la nostra attività di ricerca si è talmente sviluppata fino a livelli internazionali, che abbiamo bisogno di un raccordo con le maggiori vie di comunicazione come l’aeroporto».
A tutto ciò bisogna aggiungere anche altri fattori. «La struttura attuale - afferma il dottor Cutajar - è ormai obsoleta e necessita di una ristrutturazione importante con forti investimenti, almeno 15 milioni di euro. A questo punto abbiamo cominciato a considerare l’ipotesi di spostarci e dato l’imminente scadenza del piano di variazione urbanistica prevista per il 2 maggio, abbiamo ritenuto opportuno verificare con il Comune la possibilità dello spostamento. Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ospedale, stiamo valutando ed esplorando con la proprietà del terreno, ossia con l’ingegner Andrea Bulgarella, varie modalità come l’eventuale cessione dell’ospedale e del terreno in cambio della costruzione del nuovo e la contestuale acquisizione dell’area su cui sorgerebbe la nuova struttura». Tutto ciò è in fase di definizione infatti poi resterà anche da sciogliere il nodo della Virgo Fidelis che la Fondazione ha restaurato da poco e che potrebbe non essere inclusa in questa permuta adattata alle circostanze. «Devo aggiungere - ha concluso Cutajar - che questa ipotesi di spostamento non è presa a cuor leggero dalla Fonazione che ha un legame affettivo con il posto e la sua storia, ma bisogna tener conto che questo andrebbe ad esclusivo vantaggio dei nostri piccoli pazienti».
L’ipotesi di spostamento riguarda un’area oggetto di un piano attuativo approvato ed in corso di realizzazione. Per quanto riguarda invece la struttura attuale non verrebbero realizzati solo appartamenti ma verrebbe utilizzata anche per l’ubicazione di uffici e attività commerciali rispettando quindi il criterio che ha orientato l’intero recupero della zona, così da farne il terzo polo residenziale del Litorale. Grande strada con parcheggio a verde e un’area interna a verde pedonale e ciclabile parallela a viale del Tirreno all’interno appunto di un progetto complessivo di rinascita del Calambrone. Roberto Cutajar, il direttore generale della Fondazione Stella Maris ha spiegato che l’ipotesi di trasferimento è stata formulata circa due mesi fa per diversi motivi. «La nostra struttura - spiega il direttore - è sorta cinquant’anni fa come colonia e solo in seguito si è evoluta come ospedale specializzandosi sempre più soprattutto nella ricerca. Tutto questo nel corso del tempo ha comportato ricoveri di bambini sempre più piccoli e in condizioni sempre più gravi, motivo per cui abbiamo la necessità di essere vicini ad un pronto soccorso. Inoltre, da un punto di vista pratico ogni giorno i nostri degenti devono affrontare continui spostamenti per l’ospedale di Pisa per consulenze e prestazioni ambulatoriali. In più la nostra attività di ricerca si è talmente sviluppata fino a livelli internazionali, che abbiamo bisogno di un raccordo con le maggiori vie di comunicazione come l’aeroporto».
A tutto ciò bisogna aggiungere anche altri fattori. «La struttura attuale - afferma il dottor Cutajar - è ormai obsoleta e necessita di una ristrutturazione importante con forti investimenti, almeno 15 milioni di euro. A questo punto abbiamo cominciato a considerare l’ipotesi di spostarci e dato l’imminente scadenza del piano di variazione urbanistica prevista per il 2 maggio, abbiamo ritenuto opportuno verificare con il Comune la possibilità dello spostamento. Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ospedale, stiamo valutando ed esplorando con la proprietà del terreno, ossia con l’ingegner Andrea Bulgarella, varie modalità come l’eventuale cessione dell’ospedale e del terreno in cambio della costruzione del nuovo e la contestuale acquisizione dell’area su cui sorgerebbe la nuova struttura». Tutto ciò è in fase di definizione infatti poi resterà anche da sciogliere il nodo della Virgo Fidelis che la Fondazione ha restaurato da poco e che potrebbe non essere inclusa in questa permuta adattata alle circostanze. «Devo aggiungere - ha concluso Cutajar - che questa ipotesi di spostamento non è presa a cuor leggero dalla Fonazione che ha un legame affettivo con il posto e la sua storia, ma bisogna tener conto che questo andrebbe ad esclusivo vantaggio dei nostri piccoli pazienti».
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