Il dolore
Barbone di mezza età pestato a sangue
L’uomo, aggredito da un giovane, è ricoverato in ospedale in gravi condizioni
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PISA. Si è chiusa con una persona di mezza età seriamente ferita all’ospedale una lite fra due persone avvenuta davanti alla sala corse, nei loggiati vicini alla stazione ferroviaria. Un uomo di 59 anni, uno slavo che non ha fissa dimora, un clochard che vive nella zona, conosciutissimo nel quartiere, è ora ricoverato al reparto di chirurgia d’urgenza del pronto soccorso.
Sulle sue condizioni i medici si sono riservati la prognosi. Ad aggredirlo sarebbe stato un giovane di 23 anni, romano, residente a Pontedera, che però dice di essere stato a sua volta aggredito e di aver agito solo per legittima difesa. Sul caso indagano gli agenti della polizia ferroviaria e quelli della Squadra Volanti della questura, chiamati sul posto ed intervenuti dopo la terribile ferita finita in modo così drammatico. Il fatto è accaduto sabato sera poco prima di mezzanotte. I due si trovavano nei pressi del punto Snai: secondo alcuni testimoni sarebbero venuti alla mani per futili motivi. Il ragazzo, che è rimasto al suo posto in attesa dell’arrivo dei poliziotti, ha raccontato che il barbone, in preda ai fumi dell’alcol, lo avrebbe aggredito brandendo una bottiglia e che lui di riflesso si sarebbe difeso. Di fatto quando sono arrivati i poliziotti non c’erano tracce di bottiglie rotte o sane che fossero ed il clochard giaceva a terra con il volto coperto di sangue.
All’ospedale, dove è stato portato con una autoambulanza del 118, il barbone slavo - S.S. le iniziali del suo nome - è stato ricoverato per un trauma cranico e facciale e per la frattura di alcune ossa del viso. Secondo i poliziotti era stato colpito pesantemente a pugni in faccia, al punto da essere incapace di reagire. Quando gli agenti sono arrivati lo hanno trovato a terra privo di conoscenza. Nessun provvedimento per ora, in attesa di chiarimenti sul reale motivo dell’aggressione, è stato preso nei confronti del giovane. Sulle sue condizioni, si diceva, i medici del pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara per il momento si sono riservati la prognosi. Il clochard però non si troverebbe in pericolo di vita. L’episodio desta non poca preoccupazione, dal momento che ha visto come vittima una persona senza casa e senza assistenza, in evidente stato di sofferenza ed emarginazione sociale.
Sulle sue condizioni i medici si sono riservati la prognosi. Ad aggredirlo sarebbe stato un giovane di 23 anni, romano, residente a Pontedera, che però dice di essere stato a sua volta aggredito e di aver agito solo per legittima difesa. Sul caso indagano gli agenti della polizia ferroviaria e quelli della Squadra Volanti della questura, chiamati sul posto ed intervenuti dopo la terribile ferita finita in modo così drammatico. Il fatto è accaduto sabato sera poco prima di mezzanotte. I due si trovavano nei pressi del punto Snai: secondo alcuni testimoni sarebbero venuti alla mani per futili motivi. Il ragazzo, che è rimasto al suo posto in attesa dell’arrivo dei poliziotti, ha raccontato che il barbone, in preda ai fumi dell’alcol, lo avrebbe aggredito brandendo una bottiglia e che lui di riflesso si sarebbe difeso. Di fatto quando sono arrivati i poliziotti non c’erano tracce di bottiglie rotte o sane che fossero ed il clochard giaceva a terra con il volto coperto di sangue.
All’ospedale, dove è stato portato con una autoambulanza del 118, il barbone slavo - S.S. le iniziali del suo nome - è stato ricoverato per un trauma cranico e facciale e per la frattura di alcune ossa del viso. Secondo i poliziotti era stato colpito pesantemente a pugni in faccia, al punto da essere incapace di reagire. Quando gli agenti sono arrivati lo hanno trovato a terra privo di conoscenza. Nessun provvedimento per ora, in attesa di chiarimenti sul reale motivo dell’aggressione, è stato preso nei confronti del giovane. Sulle sue condizioni, si diceva, i medici del pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara per il momento si sono riservati la prognosi. Il clochard però non si troverebbe in pericolo di vita. L’episodio desta non poca preoccupazione, dal momento che ha visto come vittima una persona senza casa e senza assistenza, in evidente stato di sofferenza ed emarginazione sociale.
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