Sicurezza
Presidio studentesco contro la nuova scuola di eccellenza
Carlo Venturini
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PISA. C’è il presidio studentesco? Allora niente consiglio di facoltà. La notizia circolata all’interno dell’Università di un presidio studentesco che si doveva tenere ieri davanti alla facoltà di Scienze ha fatto slittare a data da destinarsi l’assemblea che avrebbe posto le basi per la nascitura scuola di informatica. «Chiediamo al consiglio di facoltà di scienze di non approvare l’istituzione della scuola d’eccellenza di informatica per un’opposizione concreta e nei fatti alla legge 133 e al sistema ideologico su cui si basa» dicono i ragazzi dell’Onda alcuni dei quali appartenenti al movimento Università 2.0. Sempre secondo gli studenti, questa scuola d’eccellenza costerebbe a regime cinquecentomila euro all’anno per un numero complessivo di sei super allievi cervelloni.
L’istituzione di questo “ortus conclusus” di eccellenza, che coinvolge Università, Scuola Sant’Anna e Scuola Normale, è stata proposta il 10 novembre scorso al consiglio di Facoltà di Scienze. Secondo gli studenti l’approvazione di questo provvedimento «porterebbe gravissime conseguenze per il futuro dell’università tutta, sia per i modi in cui vorrebbero approvarlo che per la lotta contro la 133. Si tratta infatti dell’istituzione di una fondazione in piccolo, che crea un gravissimo precedente per il nostro ateneo». «La mobilitazione contro la legge 133 - aggiunge Angelo di Università 2.0 - deve necessariamente avere come obiettivo anche il contrasto di queste iniziative: non possiamo permettere che una legge che stiamo cacciando dalla porta rientri dalla finestra». Il timore che viene manifestato da alcuni stu
denti è che la scuola di eccellenza per informatici preveda, per statuto, la partecipazione di finanziatori privati all’organo direttivo. «L’eccellenza di questa scuola - sostengono gli studenti - è autoproclamata da chi ha un interesse economico nella scuola stessa, senza nessun controllo da parte di terzi, quindi niente a che vedere con la Normale e il Sant’Anna».
Un paragone in realtà c’è ed è nei requisiti necessari per non essere espulso dalla scuola e cioè una media di voti del 27, nessun voto sotto il 24, nesun ritardo nel superare gli esami. Gli studenti hanno poi passato al setaccio l’intero progetto e stando alle loro informazioni emerge che ogni studente costerebbe alla scuola 14mila euro all’anno (vitto, alloggio e retta mensile) ma per l’accesso a tali privilegi non è previsto nessun riferimento al reddito dello studente. Anche i più ricchi avranno i privilegi economici e non solo quelli del titolo. Sulla questione, uno dei portavoce di Università 2.0 conclude: «Questa autoproclamata eccellenza sarà solo per sei studenti all’anno. Tutti gli investimenti dei privati saranno solamente per gli studenti della scuola. Si è sostanzialmente davanti ad uno specchietto pubblicitario per le allodole».
L’istituzione di questo “ortus conclusus” di eccellenza, che coinvolge Università, Scuola Sant’Anna e Scuola Normale, è stata proposta il 10 novembre scorso al consiglio di Facoltà di Scienze. Secondo gli studenti l’approvazione di questo provvedimento «porterebbe gravissime conseguenze per il futuro dell’università tutta, sia per i modi in cui vorrebbero approvarlo che per la lotta contro la 133. Si tratta infatti dell’istituzione di una fondazione in piccolo, che crea un gravissimo precedente per il nostro ateneo». «La mobilitazione contro la legge 133 - aggiunge Angelo di Università 2.0 - deve necessariamente avere come obiettivo anche il contrasto di queste iniziative: non possiamo permettere che una legge che stiamo cacciando dalla porta rientri dalla finestra». Il timore che viene manifestato da alcuni stu
denti è che la scuola di eccellenza per informatici preveda, per statuto, la partecipazione di finanziatori privati all’organo direttivo. «L’eccellenza di questa scuola - sostengono gli studenti - è autoproclamata da chi ha un interesse economico nella scuola stessa, senza nessun controllo da parte di terzi, quindi niente a che vedere con la Normale e il Sant’Anna».
Un paragone in realtà c’è ed è nei requisiti necessari per non essere espulso dalla scuola e cioè una media di voti del 27, nessun voto sotto il 24, nesun ritardo nel superare gli esami. Gli studenti hanno poi passato al setaccio l’intero progetto e stando alle loro informazioni emerge che ogni studente costerebbe alla scuola 14mila euro all’anno (vitto, alloggio e retta mensile) ma per l’accesso a tali privilegi non è previsto nessun riferimento al reddito dello studente. Anche i più ricchi avranno i privilegi economici e non solo quelli del titolo. Sulla questione, uno dei portavoce di Università 2.0 conclude: «Questa autoproclamata eccellenza sarà solo per sei studenti all’anno. Tutti gli investimenti dei privati saranno solamente per gli studenti della scuola. Si è sostanzialmente davanti ad uno specchietto pubblicitario per le allodole».
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