Sicurezza
L’Onda in diretta dal Polo Carmignani
Carlo Venturini
La troupe di “Anno Zero” dà voce a studenti e ricercatori pisani. L’auditorium era stracolmo di studenti, con pochi striscioni. Monta la polemica: «Il rettore non ha dato il nulla osta»
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Pisa. «Non siamo un movimento politico ma un’onda di protesta che si si espande su tutta Italia». Così Ilaria Possenti difronte alle telecamere di Anno Zero, definisce le lotte degli universitari che da 23 giorni occupano il Polo Carmignani. L’auditorium del complesso interuniversitario era stracolmo di studenti, ricercatori, precari ma nessuna “testa baronale” della docenza era a sedere tra gli studenti. E neppure striscioni o sigle di partito o associazioni studentesche più o meno politicizzate. Un solo striscione campeggiava sugli altri di reminescenza sessantottina, la scritta era «Anche il figlio del contadino vuol fare il dottore».
Una platea dunque composta e trasversale con universitari ma anche con normalisti come Giorgio di Busto Arsizio che dopo aver superato tutti gli esami di accesso alla scuola Normale è preoccupato per l’aumento delle tasse che inevitabilmente ci saranno con la legge 133. Possenti invece spiega la situazione in cui la ricerca e gli atenei versano da ormai diversi anni. «Negli ultimi tempi - spiega la ricercatrice - si sono assottigliate le fila dei ricercatori a tutto vantaggio di quelle dei docenti. E’ come se avessimo un esercito di generali senza soldati». «Per questo - continua Possenti - avremmo forse gradito una vera riforma ma in questa legge non c’è un accenno a tagliare sui “baroni” o a tagliare sugli sprechi. Non si parla cioè di razionalizzazione bensì se si devono tagliare dei fondi si dice in maniera indiscrimiunata che si taglia sulla ricerca».
Michele Da Caprile, è uno dei portavoce del coordinamento dei precari tecnici amministrativi dell’Università e dice: «Non se ne parla quanto si dovrebbe - dice Da Caprile - ma il blocco del turn over riguarda anche i tecnici amministrativi gravati inoltre dal blocco delle stabilizzazione dei precari che soltanto a Pisa può colpire un ceninaio di persone».
Gli organizzatori studenteschi della nottata di ieri con le telecamere di Anno Zero condotto da Pisa dal giornalista Sandro Ruotolo, denunciano: «Il rettore dell’Università di Pisa ha impedito che qualsiasi struttura dell’ateneo potesse ospitare questo evento creando come si vede disagi per la grande affluenza preventivata degli studenti». Il Polo Carmignani infatti era gremitissimo non solo nell’auditorium ma anche nell’atrio centrale dove era stato piazzato un maxi schermo. Gli studenti dell’onda pisana annunciano che lunedì alle 21, ci sarà una assemblea generale per stabilire nuove forme di mobilitazione.
Il microfono di Sandro Rutolo passa ad Elena che sulla sua maglietta gialla porta scritto la data di scadenza del suo contratto, e cioè il 14 febbraio prossimo. «Sono una ricercatrice in scadenza - dice Elena - mostrando all’Italia la maglietta gialla che è diventato il simbolo dei ricercatori precari del Cnr di Pisa.
«Sono madre di due figlie nonostante sia precaria - dice Elena - non ho voluto e non potevo aspettare una forma di stabilizzazione che chissà quando avverrà». Il Cnr di Pisa ha infatti il 59% della forza lavorativa precaria.
Ma tra i tanti studenti che a Pisa protestano ci sono anche quelli che non lo fanno. Sono quelli di Azione Universitaria che contrattaccano. «A Pisa - dice Susanna Ceccardi membro del consiglio degli studenti dell’ateneo e rappresentante della Facoltà di Giurisprudenza - i tanto paventati tagli non supereranno gli 850mila euro a fronte di spese mal gestite dall’Ateneo». «Avete presente - continua Ceccardi - quando in televisione si parla di corsi a dir poco strani come quello sul benessere del cane? Bene, Pisa ha un corso di laurea triennale che si chiama Tecniche di allevamento del cane di razza ed educazione cinofila». E sul blocco del turn over, Ceccardi aggiunge che gli studenti sono «pompati» da baroni ex sessantottini «che nascondono la verità e cioè che a Pisa sono previsti 300 pensionamenti ma ad ogni 5 pensionati, seguirà un nuovo assunto in modo da poter contenere i costi di mantenimento dell’apparato universitario». Intanto, oggi dalle 10 alle 17, alla Scuola Normale, nella sala degli Stemmi si svolgerà un convegno su “Università in difficoltà perché sotto stress normativo. Una normativa stratificata e di dettaglio raggiunge gli obiettivi?”. Dopo i saluti del direttore, prof. Salvatore Settis, e del direttore amministrativo, dott. Anna Maria Gaibisso, intervengono il presidente del CoDau, Enrico Periti, Fabio Merusi, Angela Santulli, Daniele Livon e Antonio Salvini. Seguirà una tavola rotonda a cui interverranno il prof. Sabino Cassese, l’on. Linda Lanzillotta, Settis e il dott. Giuseppino Molinari.
Una platea dunque composta e trasversale con universitari ma anche con normalisti come Giorgio di Busto Arsizio che dopo aver superato tutti gli esami di accesso alla scuola Normale è preoccupato per l’aumento delle tasse che inevitabilmente ci saranno con la legge 133. Possenti invece spiega la situazione in cui la ricerca e gli atenei versano da ormai diversi anni. «Negli ultimi tempi - spiega la ricercatrice - si sono assottigliate le fila dei ricercatori a tutto vantaggio di quelle dei docenti. E’ come se avessimo un esercito di generali senza soldati». «Per questo - continua Possenti - avremmo forse gradito una vera riforma ma in questa legge non c’è un accenno a tagliare sui “baroni” o a tagliare sugli sprechi. Non si parla cioè di razionalizzazione bensì se si devono tagliare dei fondi si dice in maniera indiscrimiunata che si taglia sulla ricerca».
Michele Da Caprile, è uno dei portavoce del coordinamento dei precari tecnici amministrativi dell’Università e dice: «Non se ne parla quanto si dovrebbe - dice Da Caprile - ma il blocco del turn over riguarda anche i tecnici amministrativi gravati inoltre dal blocco delle stabilizzazione dei precari che soltanto a Pisa può colpire un ceninaio di persone».
Gli organizzatori studenteschi della nottata di ieri con le telecamere di Anno Zero condotto da Pisa dal giornalista Sandro Ruotolo, denunciano: «Il rettore dell’Università di Pisa ha impedito che qualsiasi struttura dell’ateneo potesse ospitare questo evento creando come si vede disagi per la grande affluenza preventivata degli studenti». Il Polo Carmignani infatti era gremitissimo non solo nell’auditorium ma anche nell’atrio centrale dove era stato piazzato un maxi schermo. Gli studenti dell’onda pisana annunciano che lunedì alle 21, ci sarà una assemblea generale per stabilire nuove forme di mobilitazione.
Il microfono di Sandro Rutolo passa ad Elena che sulla sua maglietta gialla porta scritto la data di scadenza del suo contratto, e cioè il 14 febbraio prossimo. «Sono una ricercatrice in scadenza - dice Elena - mostrando all’Italia la maglietta gialla che è diventato il simbolo dei ricercatori precari del Cnr di Pisa.
«Sono madre di due figlie nonostante sia precaria - dice Elena - non ho voluto e non potevo aspettare una forma di stabilizzazione che chissà quando avverrà». Il Cnr di Pisa ha infatti il 59% della forza lavorativa precaria.
Ma tra i tanti studenti che a Pisa protestano ci sono anche quelli che non lo fanno. Sono quelli di Azione Universitaria che contrattaccano. «A Pisa - dice Susanna Ceccardi membro del consiglio degli studenti dell’ateneo e rappresentante della Facoltà di Giurisprudenza - i tanto paventati tagli non supereranno gli 850mila euro a fronte di spese mal gestite dall’Ateneo». «Avete presente - continua Ceccardi - quando in televisione si parla di corsi a dir poco strani come quello sul benessere del cane? Bene, Pisa ha un corso di laurea triennale che si chiama Tecniche di allevamento del cane di razza ed educazione cinofila». E sul blocco del turn over, Ceccardi aggiunge che gli studenti sono «pompati» da baroni ex sessantottini «che nascondono la verità e cioè che a Pisa sono previsti 300 pensionamenti ma ad ogni 5 pensionati, seguirà un nuovo assunto in modo da poter contenere i costi di mantenimento dell’apparato universitario». Intanto, oggi dalle 10 alle 17, alla Scuola Normale, nella sala degli Stemmi si svolgerà un convegno su “Università in difficoltà perché sotto stress normativo. Una normativa stratificata e di dettaglio raggiunge gli obiettivi?”. Dopo i saluti del direttore, prof. Salvatore Settis, e del direttore amministrativo, dott. Anna Maria Gaibisso, intervengono il presidente del CoDau, Enrico Periti, Fabio Merusi, Angela Santulli, Daniele Livon e Antonio Salvini. Seguirà una tavola rotonda a cui interverranno il prof. Sabino Cassese, l’on. Linda Lanzillotta, Settis e il dott. Giuseppino Molinari.
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