Sicurezza
Come va il cuore te lo dice la maglietta
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PISA. Quando la tecnologia diventa un abito, allora si possono indossare reggiseni che prendono le pulsazioni del cuore, magliette sportive che consigliano un allenamento adeguato allo stato di forma, tute che ricostruiscono il movimento e lo trasmettono ad un computer. Come Batman, Superman o l'Uomo ragno presto anche il normale cittadino potrà avere un vestito high-tech che si prende cura di lui.
Abbandonate le antiche sartorie, messi da parte i tradizionali ago e filo, il vestiario del futuro nasce in un atelier decisamente sui generis. Stiamo parlando del Centro di ricerca "E. Piaggio" di Pisa, uno di quei luoghi in cui i confini tra fantascienza e realtà assumono contorni sempre più sfumati.
«Da qualche anno siamo impegnati nello sviluppo di sensori e trasmittenti in forma di fibre tessili - spiega il professor Danilo De Rossi, docente all'Università di Pisa e coordinatore della ricerca - In pratica il tessuto diventa esso stesso un rilevatore di dati vitali (pulsazioni, respiro, sudorazione, ecc.) che, grazie ad un sistema Gps, possono essere trasmessi ovunque». Ovunque significa sul monitor del medico che a distanza controlla lo stato di salute di un paziente, oppure sul Pc dello sportivo che vuole registrare la risposta corporea all'allenamento fatto in palestra.
«Siamo i primi al mondo nello sviluppo di questa tecnologia - prosegue De Rossi - Il fatto che si tratti di un sistema realizzato prevalentemente in forma di tessuto consente di sfruttare alcuni vantaggi: comfort, basso costo ed estrema integrabilità con le più svariate attività umane». Le possibilità di applicazione, infatti, vanno dal campo medico-riabilitativo a quello sportivo. «Stiamo lavorando ad un sistema legato al wellness e al fitness - spiega il professor De Rossi - Magliette e reggiseni in grado di prendere il respiro e i battiti cardiaci, di calcolare le calorie consumate e di fare un piano di allenamento specifico. I dati vengono visualizzati sul cellulare dell'atleta».
Questo progetto di ricerca, finanziato dalla comunità europea e coordinato dalla Philips, a novembre abbandonerà i laboratori per entrare nelle palestre: grazie ad una joint venture tra la Smartex di Navacchio e un'azienda di Valencia, si testerà la risposta del mercato lanciando 100 prototipi per lei e per lui in Spagna, Italia e Germania.
La stoffa intelligente ha attirato l'attenzione anche delle case automobilistiche: i ricercatori del Centro "E. Piaggio" stanno collaborando con la Volvo alla realizzazione di sedili in grado di riconoscere il proprietario della vettura e di modellarsi sulla sua figura. Un sistema che potrebbe funzionare anche come antifurto, segnalando alla polizia la presenza di ladri al volante.
Sport, sicurezza, eleganza ma soprattutto salute. Gran parte delle applicazioni che sfruttano la tecnologia del Centro "E. Piaggio" riguardano il comparto medico: «Tra queste c'è Neuro-Rehabilitation - spiega il professor De Rossi - Si tratta di un progetto per la riabilitazione a distanza dei soggetti colpiti da ictus. La fase di ricerca è finita ed ora stiamo sviluppando il sistema a livello commerciale in Germania, Italia e Stati Uniti». Grazie ad una maglietta sensorizzata i movimenti del soggetto con problemi motori, vengono visualizzati su uno schermo e inseriti in uno scenario virtuale. In questa specie di videogame, il paziente deve compiere dei gesti quotidiani, come prendere un uovo e metterlo in una padella. Se, ad esempio, la mano non viene chiusa a dovere sul monitor si vedrà l'uovo cadere a terra. «Ci sono esercizi di varia difficoltà - prosegue De Rossi - Il sistema assegna un voto e lo gira al riabilitatore che dall'ospedale può valutare i progressi del paziente e variare il programma di recupero».
Sistemi utili non solo per i cittadini, ma anche per le tasche dello Stato: «I ricoveri ospedalieri hanno dei costi di sostenibilità molto elevati - conclude De Rossi - I nostri prodotti permetterebbero di abbassare la spesa per la sanità pubblica e in più darebbero una mano dove lo Stato non arriva. Penso agli anziani che vivono da soli: indossando un semplice indumento sarebbero monitorati 24 ore su 24».
Gianni Parrini
Abbandonate le antiche sartorie, messi da parte i tradizionali ago e filo, il vestiario del futuro nasce in un atelier decisamente sui generis. Stiamo parlando del Centro di ricerca "E. Piaggio" di Pisa, uno di quei luoghi in cui i confini tra fantascienza e realtà assumono contorni sempre più sfumati.
«Da qualche anno siamo impegnati nello sviluppo di sensori e trasmittenti in forma di fibre tessili - spiega il professor Danilo De Rossi, docente all'Università di Pisa e coordinatore della ricerca - In pratica il tessuto diventa esso stesso un rilevatore di dati vitali (pulsazioni, respiro, sudorazione, ecc.) che, grazie ad un sistema Gps, possono essere trasmessi ovunque». Ovunque significa sul monitor del medico che a distanza controlla lo stato di salute di un paziente, oppure sul Pc dello sportivo che vuole registrare la risposta corporea all'allenamento fatto in palestra.
«Siamo i primi al mondo nello sviluppo di questa tecnologia - prosegue De Rossi - Il fatto che si tratti di un sistema realizzato prevalentemente in forma di tessuto consente di sfruttare alcuni vantaggi: comfort, basso costo ed estrema integrabilità con le più svariate attività umane». Le possibilità di applicazione, infatti, vanno dal campo medico-riabilitativo a quello sportivo. «Stiamo lavorando ad un sistema legato al wellness e al fitness - spiega il professor De Rossi - Magliette e reggiseni in grado di prendere il respiro e i battiti cardiaci, di calcolare le calorie consumate e di fare un piano di allenamento specifico. I dati vengono visualizzati sul cellulare dell'atleta».
Questo progetto di ricerca, finanziato dalla comunità europea e coordinato dalla Philips, a novembre abbandonerà i laboratori per entrare nelle palestre: grazie ad una joint venture tra la Smartex di Navacchio e un'azienda di Valencia, si testerà la risposta del mercato lanciando 100 prototipi per lei e per lui in Spagna, Italia e Germania.
La stoffa intelligente ha attirato l'attenzione anche delle case automobilistiche: i ricercatori del Centro "E. Piaggio" stanno collaborando con la Volvo alla realizzazione di sedili in grado di riconoscere il proprietario della vettura e di modellarsi sulla sua figura. Un sistema che potrebbe funzionare anche come antifurto, segnalando alla polizia la presenza di ladri al volante.
Sport, sicurezza, eleganza ma soprattutto salute. Gran parte delle applicazioni che sfruttano la tecnologia del Centro "E. Piaggio" riguardano il comparto medico: «Tra queste c'è Neuro-Rehabilitation - spiega il professor De Rossi - Si tratta di un progetto per la riabilitazione a distanza dei soggetti colpiti da ictus. La fase di ricerca è finita ed ora stiamo sviluppando il sistema a livello commerciale in Germania, Italia e Stati Uniti». Grazie ad una maglietta sensorizzata i movimenti del soggetto con problemi motori, vengono visualizzati su uno schermo e inseriti in uno scenario virtuale. In questa specie di videogame, il paziente deve compiere dei gesti quotidiani, come prendere un uovo e metterlo in una padella. Se, ad esempio, la mano non viene chiusa a dovere sul monitor si vedrà l'uovo cadere a terra. «Ci sono esercizi di varia difficoltà - prosegue De Rossi - Il sistema assegna un voto e lo gira al riabilitatore che dall'ospedale può valutare i progressi del paziente e variare il programma di recupero».
Sistemi utili non solo per i cittadini, ma anche per le tasche dello Stato: «I ricoveri ospedalieri hanno dei costi di sostenibilità molto elevati - conclude De Rossi - I nostri prodotti permetterebbero di abbassare la spesa per la sanità pubblica e in più darebbero una mano dove lo Stato non arriva. Penso agli anziani che vivono da soli: indossando un semplice indumento sarebbero monitorati 24 ore su 24».
Gianni Parrini
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