Il Tirreno

Pisa

L’Unire mette il bavaglio all’ippica pisana

Duro colpo a un'economia florida, ma la città si ribella. Il sindaco: porteremo il caso in Parlamento

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PISA. Doveva essere l’occasione per presentare l’inizio della stagione di corse e invece è diventato un momento di denuncia dei gravi problemi dell’ippica nazionale che stanno paralizzando soprattutto l’ippodromo di S.Rossore (qui il giro di affari è pari a 20 milioni di euro l’anno), con pesanti ripercussioni economiche in città. «L’ippica sta attraversando un grosso momento di crisi - ha affermato il presidente dell’Alfea, Stefano Meli - come dimostra lo stop alle corse, cominciato l’8 ottobre. Purtroppo non si conosce ancora la durata, oltre all’annullamento di corse importanti quali il Derby del trotto o il Gran Premio del Jockey Club Italiano. Questa crisi è cominciata 9 anni fa quando fu decisa l’apertura del mercato delle scommesse che ha piano piano diminuito la quota di mercato delle scommesse ippiche portandosi dietro anche la riduzione delle risorse per il settore». «Oramai l’Unire - ha sottolineato Meli - non è più un’associazione credibile e noi siamo privi di un interlocutore che ci dia sicurezza, visti anche i notevoli investimenti fatti per il rinnovamento e l’ampliamento delle strutture.

Infatti, nel luglio scorso al termine di un iter durato ben nove anni, l’Alfea ha dato inizio al progetto di ristrutturazione dell’ippodromo, che prevede un investimento di oltre 13 milioni di euro per portare le proprie piste e gli impianti per il pubblico ad un livello di eccellenza internazionale. Nonostante questa crisi però, l’ippodromo pisano si è dimostrato quello più produttivo d’Italia sia dal punto di vista tecnico che economico ed è una struttura apprezzata da tutti, dal momento che, al termine di una ricerca recente fatta dall’osservatorio gioco e giovani di Nomisma, Pisa risulta essere la prima provincia in Italia per l’incidenza dei giochi ippici con il 19% rispetto a una media nazionale del 6% pur essendo Pisa una provincia in cui il gioco rappresenta una percentuale bassa del reddito pro-capite rispetto alla media nazionale. Il problema che desideriamo portare all’attenzione è dovuto alla riduzione del montepremi, cioè le risorse utili per lo sviluppo delle corse e per il sostentamento degli operatori ippici, da parte dell’Unire di circa l’11% con effetti retroattivi per tutto il 2008 colpendo in modo particolare il nostro ippodromo visto che svolge i 4/5 della propria attività nel primo semestre».

«Il programma delle corse che avrebbe dovuto iniziare il 18 ottobre ed andare avanti ogni sabato fino alla fine dell’anno - dice Meli -, è stato ridotto da 11 a soltanto 3 giornate di corse, quindi una al mese. Per questa decisione abbiamo impugnato il provvedimento davanti al Tar e vedremocome finirà questa querelle». Quindi è stata la volta del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, il quale ha tenuto a ribadire il suo appoggio in questa difficile situazione:”Per la città rischia di essere un colpo duro, perché nell’ippica riconosciamo un potenziale forte. Vista l’ottima gestione dell’Alfea, ci saremmo aspettati che questa crescita fosse una certezza, invece viene messa in discussione da parte dell’Unire per colpa dei tagli indiscriminati effettuati, che ritengo essere un fatto scandaloso. La prima denuncia che mi sento di fare da sindaco è quella di valutare la florida situazione di Pisa e prendere atto che questa non si può gestire e considerare come altre situazioni in Italia ormai in una crisi cronica. Chiederemo una convocazione ufficiale all’Unire e, se non fossimo convocati a breve termine, faremo un gesto visibile attivandoci con i parlamentari pisani per portare a conoscenza chi di dovere di questa situazione».

Anche il presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, viaggia sulla stessa linea del sindaco: «Questa situazione lascia gli operatori del settore in difficoltà soprattutto per una città come Pisa in cui l’ippica è un elemento trainante sia per le corse che per l’indotto importante che genera. L’Alfea ha grandi capacità di programmazione e l’attività ippica che segue è una vetrina importante di grande prestigio che può far apprezzare il territorio pisano in Italia e all’estero; per questo penso debba venir maggiormente tutelato il suo grande lavoro». Parole simili anche dal vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli: «Siamo i proprietari del parco e abbiamo creduto molto nel nuovo progetto di rinnovamento e invece ci troviamo in una situazione triste che può avere ricadute economiche per le entrate e anche peri progetti futuri. Dal momento che l’Alfea è una società che guarda molto proprio al futuro, faremo il possibile per risolvere questa situazione e credo che rivolgersi all’Unire non porti risultati concreti visto che non sembra riuscire a gestire la situazione e penso sia meglio fare riferimento al ministero di competenza».

Dalle parole dei presenti viene fuori che una società meritevole che ottiene grandi risultati come l’Alfea viene trattata allo stesso identico modo di altre realtà dove ci sono carenze a tutti i livelli e crisi irreversibili e qualche autorevole voce ha evidenziato come in questa situazione sembra essersi completamente ribaltato il piano “anti-fannulloni” predisposto dal ministro Brunetta.

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