Il dolore
Superstrada il limite resta 90 km orari
Marco Barabotti
Sono d'accordo col sindaco Filippeschi: dobbiamo lavorare a una città da 200mila abitanti e pensare di più all'Europa
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Presidente Pieroni, il sindaco Filippeschi nell'intervista al "Tirreno" di alcuni giorni fa, ha parlato di una visione di Pisa ormai aperta, oltre le mura, di una città da 200mila abitanti comprendente anche le aree limitrofe: cosa ne pensa?
«È un dato di fatto. E come presidente di un ente sovracomunale dichiaro la mia disponibilità a lavorare ad iniziative di ampio respiro. D'altra parte, la logica in cui anche la Provincia si muove, e non da ora, è molto più estesa rispetto ai suoi confini geografici».
Cosa vuole dire?
«Che nel contesto di uno scenario sempre più globalizzato, i nostri riferimenti sono sempre più il livello di area vasta costiera e l'Europa».
Ci faccia un esempio...
«Penso al futuro piano di smaltimento dei rifiuti. Dopo la riorganizzazione voluta dalla Regione degli Ato (da 10 a 3), il piano non sarà più provinciale, com'è stato finora, ma interprovinciale (sarà pronto probabilmente entro il 2009, ndr)».
E la Provincia di Pisa ha il coordinamento dell'attività di pianificazione per la costa.
«Sì, dunque anche per cose che toccano direttamente i cittadini già si ragiona in termini allargati. E si va anche oltre i confini nazionali».
Anche qui, presidente, serve un esempio...
«Siamo in Europa e dobbiamo comportarci di conseguenza. I nostri uffici dialogano costantemente con Bruxelles ed i nostri partner abituali dei progetti comunitari sono stranieri. Adesso sta per aprirsi la nuova fase dei fondi Ue, che tanta parte hanno avuto negli scorsi anni, attraverso l'obiettivo 2, per il rilancio e lo sviluppo del nostro sistema economico».
Questo è un altro campo dove la Provincia può attirare finanziamenti consistenti.
«Facciamo parte del programma transfrontaliero Italia-Francia, che ha la peculiarità d'interessare il territorio marittimo e costiero dell'Alto Tirreno, un'area che vede impegnate 8 Province sarde, 5 toscane, 4 liguri, oltre a 2 dipartimenti della Corsica, e che presenta caratteri simili sia a livello morfologico che storico-culturale».
Quanti soldi si potrebbero ricavare?
«La dotazione del programma ammonta a 160 milioni di euro. Nei progetti presentati c'è anche il pieno coinvolgimento dell'Università e dei Poli tecnologici».
Bene, torniamo alla collaborazione attuale e futura con il Comune: come si potrà sviluppare?
«Raccolgo quanto affermato da Filippeschi e rilancio: occorre un impegno speciale per l'area pisana, che percorra le linee del piano strategico, anche per concentrare e disporre di risorse adeguate, visto che i nostri bilanci sono sempre più esangui».
E non mancano infrastrutture e servizi di valenza regionale e nazionale.
«Lo dicono i numeri: 15 milioni di passeggeri all'anno nel nodo ferroviario di Pisa, 2 milioni di visitatori per Piazza dei Miracoli, più i 4 milioni dell'aeroporto Galilei, senza considerare i flussi relativi al polo ospedaliero e al sistema universitario. Sono le nostre eccellenze, le nostre potenzialità a disposizione del Paese intero».
Ma come si può attuare questo impegno speciale per l'area pisana?
«È necessario un livello di confronto e di coinvolgimento permanente, con dentro non solo gli enti pisani, ma anche gli altri soggetti coinvolti: dalla Regione in giù, ma anche dalla Regione in su. Mentre un discorso a parte lo meritano i soggetti economici, sia privati (l'imprenditoria) che istituzionali (come banche e fondazioni)».
È determinante l'apporto dei privati...
«Assolutamente sì. Se il territorio dove operano offre queste grandi opportunità, nei riguardi del territorio stesso occorre che anche loro possano assumere responsabilità per favorire lo sviluppo».
Ma Pisa non si può lamentare sotto questo profilo: già molti imprenditori sono impegnati in alcuni grandi progetti.
«Certamente. Basta pensare al porto di Boccadarno, al recupero delle colonie, ai nuovi hotel. Responsabilità che devono tradursi anche in un impegno vero sui temi dei lavoro e dei livelli occupazionali».
Lei ha accennato al futuro, ci conferma la sua ricandidatura a presidente della Provincia?
«Sono disponibile a ricandidarmi. Vorrei mettere a frutto l'esperienza maturata e il lavoro svolto in questi anni, in un contesto in cui la Provincia di Pisa è cresciuta in termini demografici ed economici, come conferma anche un recente rapporto pubblicato dal Sole 24 Ore. Ma su questo devono esserci i necessari ed opportuni passaggi politici».
Su cosa basa la sua candidatura: sui risultati raggiunti in questa legislatura?
«La Provincia di Pisa è in Toscana quella che ha destinato più risorse ad investimenti strutturali e strategici. Sul versante della viabilità è in corso il più grande piano di potenziamento mai messo in atto: si tratta di interventi per 150 milioni di euro, che, fatto da sottolineare, nel giro di un anno o poco più andranno tutti verso la loro conclusione».
Come avete lavorato sui servizi innovativi delle politiche del lavoro e della formazione?
«Siamo considerati un modello. Abbiamo strutturato un sistema di Poli tecnologici, per avvicinare ricerca, innovazione e aziende, che produce risultati a vantaggio delle imprese. La carne al fuoco, come si dice, è tanta: i problemi e gli spunti di critica emergono quando si fa...».
Facciamo una rapida ricognizione sui lavori per la viabilità, considerate anche le polemiche di questi giorni sulla Fi-Pi-Li...
«Stiamo lavorando per una Fi-Pi-Li più moderna, come tutto il territorio chiedeva. I disagi sono purtroppo inevitabili, sono anch'io un automobilista e ogni giorno faccio il tratto Pontedera-Pisa. Sul drammatico incidente della scorsa settimana sono in corso indagini. In ogni caso una maggiore prudenza e una più elevata sicurezza mal si conciliano con la richiesta di innalzare a 110 km/h il limite di velocità sulla superstrada».
Quindi la Provincia di Pisa è contraria all'innalzamento del limite di velocità anche dopo i lavori di riassetto?
«Sì, siamo contrari».
Presidente, diciamolo chiaramente: lei l'ha già accennato, ma noi lo ribadiamo: quei cantieri sulla superstrada sono una perenne tortura per gli automobilisti.
«Parlerò con il prefetto per convocare a breve il tavolo appositamente costituito per la Fi-Pi-Li, che sarà pronta nel settembre 2009. Per quanto ci compete, gli svincoli ormai sono tutti rifatti: mancano solo Santa Croce (conclusione a fine anno) e Pontedera (fine ottobre), mentre a Lavoria siamo alle finiture».
Ma la superstrada ha anche un fondo stradale pessimo in più tratti.
«La parte pisana verrà tutta riasfaltata, con materiale drenante tipo quello delle autostrade. Abbiamo cominciato dalla zona di San Miniato e in un anno arriveremo fino all'altezza dell'aeroporto Galilei».
Le altre opere in via di definizione...
«Stiamo costruendo due nuovi ponti sull'Arno. Uno è il cosiddetto ponte alla Navetta, al confine tra Calcinaia e Pontedera. Una struttura lunga 320 metri che, con la viabilità collegata, andrà a sciogliere un nodo di traffico che è sempre stato problematico; nella prossima primavera sarà pronto».
E l'altro?
«Attraverserà l'Arno nella zona di Santa Croce, dove stiamo realizzando la cosiddetta Bretella del Cuoio: un'opera attesa da trent'anni che consente di completare il collegamento tra la zona industriale e la superstrada; i lavori termineranno a fine 2009».
Se si parla di investimenti, dobbiamo considerare anche quelli sugli edifici delle scuole superiori...
«Dall'inizio della legislatura, stiamo attuando sull'intero territorio provinciale un piano pari a qualcosa come 53 milioni di euro, portato avanti con difficoltà e potendo contare solo su risorse del nostro bilancio. Gli interventi già arrivati a conclusione riguardano decine di scuole».
Nominiamone alcune, tra le più significative...
«A Pisa città si è provveduto a ristrutturazioni di grande portata, come quelle al liceo classico Galilei, all'istituto d'arte Russoli e all'Itis da Vinci. Ma un po' tutte le zone della provincia hanno visto interventi di rilievo. A Volterra ricordo la ristrutturazione e l'adeguamento normativo dell'Isa».
Un caso particolare è quello del villaggio scolastico di Pontedera...
«Stiamo lavorando per realizzare un vero e proprio campus: con l'entrata in funzione già nei prossimi mesi del nuovo Ipsia di fatto tutte le superiori saranno concentrate nella medesima zona. Un'idea simile riguarda San Miniato, e anche a Pisa dobbiamo iniziare a ragionare in questa direzione».
«È un dato di fatto. E come presidente di un ente sovracomunale dichiaro la mia disponibilità a lavorare ad iniziative di ampio respiro. D'altra parte, la logica in cui anche la Provincia si muove, e non da ora, è molto più estesa rispetto ai suoi confini geografici».
Cosa vuole dire?
«Che nel contesto di uno scenario sempre più globalizzato, i nostri riferimenti sono sempre più il livello di area vasta costiera e l'Europa».
Ci faccia un esempio...
«Penso al futuro piano di smaltimento dei rifiuti. Dopo la riorganizzazione voluta dalla Regione degli Ato (da 10 a 3), il piano non sarà più provinciale, com'è stato finora, ma interprovinciale (sarà pronto probabilmente entro il 2009, ndr)».
E la Provincia di Pisa ha il coordinamento dell'attività di pianificazione per la costa.
«Sì, dunque anche per cose che toccano direttamente i cittadini già si ragiona in termini allargati. E si va anche oltre i confini nazionali».
Anche qui, presidente, serve un esempio...
«Siamo in Europa e dobbiamo comportarci di conseguenza. I nostri uffici dialogano costantemente con Bruxelles ed i nostri partner abituali dei progetti comunitari sono stranieri. Adesso sta per aprirsi la nuova fase dei fondi Ue, che tanta parte hanno avuto negli scorsi anni, attraverso l'obiettivo 2, per il rilancio e lo sviluppo del nostro sistema economico».
Questo è un altro campo dove la Provincia può attirare finanziamenti consistenti.
«Facciamo parte del programma transfrontaliero Italia-Francia, che ha la peculiarità d'interessare il territorio marittimo e costiero dell'Alto Tirreno, un'area che vede impegnate 8 Province sarde, 5 toscane, 4 liguri, oltre a 2 dipartimenti della Corsica, e che presenta caratteri simili sia a livello morfologico che storico-culturale».
Quanti soldi si potrebbero ricavare?
«La dotazione del programma ammonta a 160 milioni di euro. Nei progetti presentati c'è anche il pieno coinvolgimento dell'Università e dei Poli tecnologici».
Bene, torniamo alla collaborazione attuale e futura con il Comune: come si potrà sviluppare?
«Raccolgo quanto affermato da Filippeschi e rilancio: occorre un impegno speciale per l'area pisana, che percorra le linee del piano strategico, anche per concentrare e disporre di risorse adeguate, visto che i nostri bilanci sono sempre più esangui».
E non mancano infrastrutture e servizi di valenza regionale e nazionale.
«Lo dicono i numeri: 15 milioni di passeggeri all'anno nel nodo ferroviario di Pisa, 2 milioni di visitatori per Piazza dei Miracoli, più i 4 milioni dell'aeroporto Galilei, senza considerare i flussi relativi al polo ospedaliero e al sistema universitario. Sono le nostre eccellenze, le nostre potenzialità a disposizione del Paese intero».
Ma come si può attuare questo impegno speciale per l'area pisana?
«È necessario un livello di confronto e di coinvolgimento permanente, con dentro non solo gli enti pisani, ma anche gli altri soggetti coinvolti: dalla Regione in giù, ma anche dalla Regione in su. Mentre un discorso a parte lo meritano i soggetti economici, sia privati (l'imprenditoria) che istituzionali (come banche e fondazioni)».
È determinante l'apporto dei privati...
«Assolutamente sì. Se il territorio dove operano offre queste grandi opportunità, nei riguardi del territorio stesso occorre che anche loro possano assumere responsabilità per favorire lo sviluppo».
Ma Pisa non si può lamentare sotto questo profilo: già molti imprenditori sono impegnati in alcuni grandi progetti.
«Certamente. Basta pensare al porto di Boccadarno, al recupero delle colonie, ai nuovi hotel. Responsabilità che devono tradursi anche in un impegno vero sui temi dei lavoro e dei livelli occupazionali».
Lei ha accennato al futuro, ci conferma la sua ricandidatura a presidente della Provincia?
«Sono disponibile a ricandidarmi. Vorrei mettere a frutto l'esperienza maturata e il lavoro svolto in questi anni, in un contesto in cui la Provincia di Pisa è cresciuta in termini demografici ed economici, come conferma anche un recente rapporto pubblicato dal Sole 24 Ore. Ma su questo devono esserci i necessari ed opportuni passaggi politici».
Su cosa basa la sua candidatura: sui risultati raggiunti in questa legislatura?
«La Provincia di Pisa è in Toscana quella che ha destinato più risorse ad investimenti strutturali e strategici. Sul versante della viabilità è in corso il più grande piano di potenziamento mai messo in atto: si tratta di interventi per 150 milioni di euro, che, fatto da sottolineare, nel giro di un anno o poco più andranno tutti verso la loro conclusione».
Come avete lavorato sui servizi innovativi delle politiche del lavoro e della formazione?
«Siamo considerati un modello. Abbiamo strutturato un sistema di Poli tecnologici, per avvicinare ricerca, innovazione e aziende, che produce risultati a vantaggio delle imprese. La carne al fuoco, come si dice, è tanta: i problemi e gli spunti di critica emergono quando si fa...».
Facciamo una rapida ricognizione sui lavori per la viabilità, considerate anche le polemiche di questi giorni sulla Fi-Pi-Li...
«Stiamo lavorando per una Fi-Pi-Li più moderna, come tutto il territorio chiedeva. I disagi sono purtroppo inevitabili, sono anch'io un automobilista e ogni giorno faccio il tratto Pontedera-Pisa. Sul drammatico incidente della scorsa settimana sono in corso indagini. In ogni caso una maggiore prudenza e una più elevata sicurezza mal si conciliano con la richiesta di innalzare a 110 km/h il limite di velocità sulla superstrada».
Quindi la Provincia di Pisa è contraria all'innalzamento del limite di velocità anche dopo i lavori di riassetto?
«Sì, siamo contrari».
Presidente, diciamolo chiaramente: lei l'ha già accennato, ma noi lo ribadiamo: quei cantieri sulla superstrada sono una perenne tortura per gli automobilisti.
«Parlerò con il prefetto per convocare a breve il tavolo appositamente costituito per la Fi-Pi-Li, che sarà pronta nel settembre 2009. Per quanto ci compete, gli svincoli ormai sono tutti rifatti: mancano solo Santa Croce (conclusione a fine anno) e Pontedera (fine ottobre), mentre a Lavoria siamo alle finiture».
Ma la superstrada ha anche un fondo stradale pessimo in più tratti.
«La parte pisana verrà tutta riasfaltata, con materiale drenante tipo quello delle autostrade. Abbiamo cominciato dalla zona di San Miniato e in un anno arriveremo fino all'altezza dell'aeroporto Galilei».
Le altre opere in via di definizione...
«Stiamo costruendo due nuovi ponti sull'Arno. Uno è il cosiddetto ponte alla Navetta, al confine tra Calcinaia e Pontedera. Una struttura lunga 320 metri che, con la viabilità collegata, andrà a sciogliere un nodo di traffico che è sempre stato problematico; nella prossima primavera sarà pronto».
E l'altro?
«Attraverserà l'Arno nella zona di Santa Croce, dove stiamo realizzando la cosiddetta Bretella del Cuoio: un'opera attesa da trent'anni che consente di completare il collegamento tra la zona industriale e la superstrada; i lavori termineranno a fine 2009».
Se si parla di investimenti, dobbiamo considerare anche quelli sugli edifici delle scuole superiori...
«Dall'inizio della legislatura, stiamo attuando sull'intero territorio provinciale un piano pari a qualcosa come 53 milioni di euro, portato avanti con difficoltà e potendo contare solo su risorse del nostro bilancio. Gli interventi già arrivati a conclusione riguardano decine di scuole».
Nominiamone alcune, tra le più significative...
«A Pisa città si è provveduto a ristrutturazioni di grande portata, come quelle al liceo classico Galilei, all'istituto d'arte Russoli e all'Itis da Vinci. Ma un po' tutte le zone della provincia hanno visto interventi di rilievo. A Volterra ricordo la ristrutturazione e l'adeguamento normativo dell'Isa».
Un caso particolare è quello del villaggio scolastico di Pontedera...
«Stiamo lavorando per realizzare un vero e proprio campus: con l'entrata in funzione già nei prossimi mesi del nuovo Ipsia di fatto tutte le superiori saranno concentrate nella medesima zona. Un'idea simile riguarda San Miniato, e anche a Pisa dobbiamo iniziare a ragionare in questa direzione».
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