Il Tirreno

Pisa

La festa nerazzurra all’Arena Covarelli: voglio rimanere

Antonio Sculia
La festa nerazzurra all’Arena Covarelli: voglio rimanere

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PISA. Oggi alle 18.30 l'Arena saluterà il Pisa che ha sfiorato la finale per la serie A: una festa che Giampiero Ventura ha voluto fortemente, e che consentirà al pubblico pisano di rendere un nuovo tributo di affetto a una squadra straordinaria.
 Per qualcuno sarà un arrivederci, per altri un addio: «Per la sopravvivenza stessa della società - ha spiegato ieri il dg Marco Scarpelloni - bisognerà fare qualche cessione». Questa stagione dal punto di vista economico è stata un bagno di sangue, a causa dei pochi contributi e dei mancati introiti derivanti dai diritti tv, e l'anno prossimo sarà ancora peggio: arriveranno mediamente dalla serie A tre milioni di euro per ogni società, contro un costo di gestione di 8-12 milioni.
 LA FESTA. La squadra si muoverà dall'Accademia Palace intorno alle 18, allo stadio (ingresso libero) sarà aperta la tribuna coperta e tutti i protagonisti, dopo essere sbucati in campo dal sottopassaggio, saranno chiamati ad uno ad uno sul prato per salutare i tifosi, così come tecnici e dirigenti. Lo meritano al 100%, viste le soddisfazioni che hanno dato alla città intera passando dall'ultima fila della griglia di partenza nei pronistici stagionali ai playoff per la A (anzi, ai primi tre posti fin quando non è iniziata la mattanza degli infortuni).
 IL FUTURO. Scriveva domenica il Corriere dell'Umbria (www.corr.it): «Ora il Grifo è davvero di Covarelli. Raggiunto l'accordo coi Silvestrini, la cessione è cosa fatta. E' ormai cosa fatta la cessione del Perugia calcio dai Silvestrini a Leonardo Covarelli». E ancora: «Il pre accordo si è trasformato in un accordo vero e proprio e il passaggio di mano è cosa fatta. Questa è la certezza più importante. La schiarita sulle vicende societarie è la cosa che stava più a cuore ai tifosi biancorossi, perché soltanto da questo passaggio poteva aprirsi un futuro più certo per il Grifo. Adesso pare che questa schiarita ci sia stata».
 PARLA COVARELLI. Ne abbiamo parlato col diretto interessato: il presidente Covarelli fa il punto della situazione. «Se avessi comprato il Perugia ve lo direi. E' una cosa legittima, no? Solo che, purtroppo o per fortuna, non l'ho comprato. Confermo che le pressioni ci sono, e molte. E potrei anche finire per comprarlo, prima o poi. Ma queste sono stupidaggini: semplicemente, non ho fatto nessun acquisto di società. Il mio desiderio è di rimanere, così come desidero che rimangano i due direttori e il mister Ventura. Il progetto che avevamo pensato a inizio stagione, la A in tre anni, è sempre valido».
 Prima della festa, Covarelli ha però un appuntamento importante: «E' vero, incontrerò il sindaco Filippeschi per capire se la nuova amministrazione comunale è disposta a collaborare con noi».
 E non è mancata una frecciata al tecnico nel programma di Massimo Marini su Punto Radio: «Una stagione che entra nella storia? No, nella storia entra quella di Braglia perché siamo stati promossi».
 LE PROSPETTIVE. Al di là delle dichiarazioni dei protagonisti e delle eventuali fughe di notizie, la realtà che risulta a noi è questa: Covarelli oggi è molto vicino al Perugia ma è sempre il presidente del Pisa. Nessuno, compreso lui, ha la certezza assoluta di cosa succederà nei prossimi giorni. Ventura e Petrachi attendono notizie certe dal presidente, perché stanno dando la precedenza al Pisa rispetto alle offerte che hanno da altri club e vorrebbero rimanere, ma non con un programma di minima o con una eventuale nuova dirigenza (se non ne condividessero le strategie, ovviamente). Qualche offerta per il Pisa, Covarelli ce l'avrebbe. Una farebbe capo a un gruppo condotto da Masismio Lucchesi (dg dell'Avellino), ex dirigente di Fiorentina e Roma. Un'altra idea sarebbe di allargare la compagine societaria, che oggi vede Massimo Donati dare una sostanziosa mano e Stefano Sbrana della Stemar che contribuisce con l'"affitto" quinquennale del settore giovanile.
 LE FAVOLE. I fratelli Grimm non sono nati a Pisa, ma le favole vengono fuori come funghi. Le ultime due in ordine di tempo: il ritorno della signora Gentili e quello dell'ingegner Bulgarella (che avrebbe pronto anche l'allenatore: Guidolin). Le citiamo a puro titolo di curiosità. In effetti, quando Posarelli e Gerbi misero in vendita il Pisa, furono inventate di sana pianta tante di quelle cordate che avremmo potuto impiccarci tutti.

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