Il dolore
Cortei e bongos, notti insonni in centro
Carlo Venturini
Comitato di cittadini pronto a chiedere i danni al Comune
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PISA. Finito il concerto, arrivano i bonghisti. I residenti dei lungarni, di piazza delle Vettovaglie, di piazza Gambacorti, di Sant'Omobono e di S.Martino hanno passato una settimana in bianco a causa di un susseguirsi di concerti, almeno una decina, sparsi a macchia di leopardo che di fatto hanno impedito il riposo fino alle 2.30 di notte. E domani, un neonato comitato per la qualità della vita e contro l'inquinamento acustico, si precipiterà dal sindaco Marco Filippeschi con tanto di avvocato al seguito. «Ci presenteremo al primo cittadino anche per avvertire che prepariamo per chiedere al Comune i danni morali e materiali perché siamo stufi di subire questo stato di cose», dicono dal comitato che vorrebbe procedere con un'azione collettiva.
Piazza Gambacorti. La sesta edizione del Pisa Folk Festival in corso dal 28 maggio al primo giugno, si è tenuta in piazza Gambacorti. I concerti, va subito precisato, sono finiti all'ora concordata grazie al rispetto delle regole impartite da parte degli organizzatori. Ma finita la festa, gabbato lo santo. Spenti gli amplificatori cioè, diverse decine di studenti, hanno pensato bene di tirar fuori i loro bongos e di suonare fin verso l'1.30 tra schiamazzi e gente visibilmente alticcia. Telefonate alle forze dell'ordine, proteste dalle finestre, ma niente. Carmelo Mamone uno degli organizzatori si scusa anche se non dovrebbe farlo visto che il concerto era finito in orario, oltretutto con un grande successo di partecipazione.
«Non possiamo far sloggiare centinaia di persone - dice Mamone - non appena finisce il concerto». «C'è da aggiungere - continuano gli organizzatori - che il Pisa Folk Festival non ha mai creato problemi. Forse anche perché si teneva al Giardino Scotto che ora è chiuso per lavori».
La scelta di piazza Gambacorti appare, comunque, inappropriata in quanto è densamente abitata da residenti su tutti e quattro i lati. «Sì, ma non potevamo farla neppure in piazza Carrara che è nevralgica come parcheggio nelle ore notturne dei weekend», commentano dallo staff del festival.
«I problemi - continua Mamone - possono essere imputabili anche al fatto che da più di una settimana, le luci pubbliche della piazza sono spente. Sembrava dunque che la festa in qualche modo continuasse». Abbiamo controllato ed in effetti anche ieri sera, tutta la piazza era al buio nonostante le proteste e le segnalazioni arrivate all'Enel dai titolari del Bistrot La Pera e di altri commercianti.
Piazza Garibaldi. Qui il caos è stato totale e la musica proveniente dal tendone della nota marca di bibite energizzanti, Red Bull, si sentiva fino al Giardino Scotto da una parte, e fino al Lungarno Gambacorti dall'altra. Musica techno a palla fin verso le due di notte. Sembrerebbe che tutta questa bisboccia, sia imputabile ai festeggiamenti dei giochi studenteschi nazionali. Intervengono quelli del neonato comitato: «Che senso ha? E' questa l'accoglienza e l'intrattenimento che la città universitaria, sa offrire ai giovani? Musica ed alcol fino a notte fonda. E' questa la qualità della vita offerta dall'amministrazione a piene mani, ai pisani?». Le proteste arrivano non solo da piazza Garibaldi, ma anche dai residenti (ce ne sono ancora?) delle piazze Vettovaglie, Sant'Omobono e via Tavoleria. «I dj hanno messo musica fino a notte fonda - dicono dal comitato - imponendo a tantissimi residenti di non dormire in nome dei festaggiamenti di alcuni».
Il Comitato contro i rumori Ne fanno parte tante persone residenti nelle zone calde della città. Alcuni volti li conosciamo già, come quello di Paolo Arduini. Il comitato oggi si recherà all'Arpat, domani dal sindaco e sabato farà la sua prima riunione in via degli Orafi 12, ore 18, tel. 3290232942.
«Siamo pronti ad agire per vie legali - dicono dal comitato - perché con troppa facilità il Comune rilascia permessi in pieno centro per concerti e feste».
Piazza Gambacorti. La sesta edizione del Pisa Folk Festival in corso dal 28 maggio al primo giugno, si è tenuta in piazza Gambacorti. I concerti, va subito precisato, sono finiti all'ora concordata grazie al rispetto delle regole impartite da parte degli organizzatori. Ma finita la festa, gabbato lo santo. Spenti gli amplificatori cioè, diverse decine di studenti, hanno pensato bene di tirar fuori i loro bongos e di suonare fin verso l'1.30 tra schiamazzi e gente visibilmente alticcia. Telefonate alle forze dell'ordine, proteste dalle finestre, ma niente. Carmelo Mamone uno degli organizzatori si scusa anche se non dovrebbe farlo visto che il concerto era finito in orario, oltretutto con un grande successo di partecipazione.
«Non possiamo far sloggiare centinaia di persone - dice Mamone - non appena finisce il concerto». «C'è da aggiungere - continuano gli organizzatori - che il Pisa Folk Festival non ha mai creato problemi. Forse anche perché si teneva al Giardino Scotto che ora è chiuso per lavori».
La scelta di piazza Gambacorti appare, comunque, inappropriata in quanto è densamente abitata da residenti su tutti e quattro i lati. «Sì, ma non potevamo farla neppure in piazza Carrara che è nevralgica come parcheggio nelle ore notturne dei weekend», commentano dallo staff del festival.
«I problemi - continua Mamone - possono essere imputabili anche al fatto che da più di una settimana, le luci pubbliche della piazza sono spente. Sembrava dunque che la festa in qualche modo continuasse». Abbiamo controllato ed in effetti anche ieri sera, tutta la piazza era al buio nonostante le proteste e le segnalazioni arrivate all'Enel dai titolari del Bistrot La Pera e di altri commercianti.
Piazza Garibaldi. Qui il caos è stato totale e la musica proveniente dal tendone della nota marca di bibite energizzanti, Red Bull, si sentiva fino al Giardino Scotto da una parte, e fino al Lungarno Gambacorti dall'altra. Musica techno a palla fin verso le due di notte. Sembrerebbe che tutta questa bisboccia, sia imputabile ai festeggiamenti dei giochi studenteschi nazionali. Intervengono quelli del neonato comitato: «Che senso ha? E' questa l'accoglienza e l'intrattenimento che la città universitaria, sa offrire ai giovani? Musica ed alcol fino a notte fonda. E' questa la qualità della vita offerta dall'amministrazione a piene mani, ai pisani?». Le proteste arrivano non solo da piazza Garibaldi, ma anche dai residenti (ce ne sono ancora?) delle piazze Vettovaglie, Sant'Omobono e via Tavoleria. «I dj hanno messo musica fino a notte fonda - dicono dal comitato - imponendo a tantissimi residenti di non dormire in nome dei festaggiamenti di alcuni».
Il Comitato contro i rumori Ne fanno parte tante persone residenti nelle zone calde della città. Alcuni volti li conosciamo già, come quello di Paolo Arduini. Il comitato oggi si recherà all'Arpat, domani dal sindaco e sabato farà la sua prima riunione in via degli Orafi 12, ore 18, tel. 3290232942.
«Siamo pronti ad agire per vie legali - dicono dal comitato - perché con troppa facilità il Comune rilascia permessi in pieno centro per concerti e feste».
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