Il Tirreno

Pisa

Poco personale, diagnosi sul cancro a rilento

Pier Luigi Ara
Poco personale, diagnosi sul cancro a rilento

Sos del primario di Anatomia patologica: i ritardi nelle analisi aumenteranno

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PISA. I pazienti in attesa di sapere se hanno un cancro o no dovranno aspettare più di un mese. In particolare le donne affette da carcinoma mammario non potranno conoscere quale terapia specifica fare. E più in generale tutti i pazienti oncologici dovranno rimandare le terapie con il rischio che la malattia avanzi. È una vera e propria emergenza quella che riguarda i ritardi nella definizione delle diagnosi. A provocarla è la carenza di personale con cui deve fare i conti l’unità operativa di Anatomia patologica e diagnostica molecolare dopo che tre dirigenti medici sono stati trasferiti mentre due dottoresse non si sono viste rinnovare il contratto. A lanciare l’allarme è il professor Generoso Bevilacqua, coordinatore della divisione di Anatomia patologica e di diagnostica molecolare e ultrastrutturale. È lui a farsi portavoce della preoccupazione di tutti coloro che lavorano nel reparto e che si trovano di fronte a una situazione a dir poco pesante: il personale tecnico è numericamente inadeguato a svolgere l’attività in un ambito quanto mai delicato e importante. Si è determinata una situazione di estrema gravità e al momento non si intravede una via di uscita.

Bevilacqua ha preso carta e penna e ha indirizzato una lettera ai direttori delle Unità operative interessate all’attività di analisi istologica. Per conoscenza la missiva è stata inviata al direttore generale Aoup Vairo Contini, al rettore Marco Pasquali, al preside della facoltà di Medicina Luigi Murri, al direttore del dipartimento di Medicina di laboratorio Pietro Pietrini e al direttore sanitario Cecilia Urbano. Scrive tra l’altro il professor Bevilacqua: «I tempi di formulazione delle diagnosi di questo reparto hanno subito un certo ritardo dovuto alla perdita di ben quattro dirigenti medici e di un biologo. Inoltre il personale tecnico è numericamente inadeguato». E aggiunge: «Sono spiacente di dovervi informare che i ritardi non solo perdureranno ma aumenteranno in quanto la situazione non ha avuto alcun miglioramento e la buona volontà dei dirigenti presenti non può durare a lungo. Da considerare che ci stiamo avvicinando al periodo delle ferie e che buona parte del personale deve ancora usufruire di periodi di ferie dello scorso anno». L’improvvisa riduzione del numero dei dirigenti ha avuto motivazioni precise.

Andrea Cavazzana è stato trasferito all’ospedale di Massa Carrara dove ha assunto la carica di direttore dell’unità operativa di Anatomia patologica; Paolo Viacava è andato all’ospedale Versilia per assumere lo stesso incarico; Claudio Di Cristofano ha fatto le valigie alla volta di Roma dove è approdato alla Università “La Sapienza” per lavorare come ricercatore universitario; invece alle dottoresse Laura Giusti e Gloria Bertacca non è stato rinnovato il contratto di lavoro. «L’attività di diagnostica molecolare - sottolinea il professor Bevilacqua - ha subito un arresto per la perdita sia del dottor Cavazzana che della dottoressa Bertacca. In particolare non è più possibile eseguire le indagini fish per l’analisi dell’amplificazione del gene her e zneu, necessaria per la scelta della terapia a bersaglio molecolare nel carcinoma mammario».

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